
MUGELLO – Il licenziamento di Gabriele Sarti, “colpevole” di aver denunciato modalità lavorative senza le necessarie protezioni individuali (articolo qui) sta suscitando diverse reazioni politiche, da sinistra a destra.
“Licenziare un lavoratore che chiede i dispositivi di protezione individuale è vergognoso. Chiediamo che sia immediatamente reintegrato e di vigilare su casi simili che purtroppo si verificano sempre più spesso. I diritti dei lavoratori vengono calpestati con estrema facilità, soprattutto quando si appaltano i servizi pubblici essenziali”. Così il candidato presidente di Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, è intervenuto sul caso del lavoratore di una cooperativa che opera a Borgo San Lorenzo e Scarperia negli appalti dell’igiene ambientale, licenziato perché chiedeva i dispositivi di protezione individuale. “In questa fase di grave emergenza epidemica le mascherine, i guanti e la sanificazione sono strumenti e misure imprescindibili, non a caso previsti espressamente dalle stesse disposizioni ministeriali e regionali”, ha aggiunto Fattori. “È paradossale che si punisca con il licenziamento un lavoratore che ha chiesto il rispetto di quelle stesse norme che le Asl, i Comuni, la Prefettura e le aziende dovrebbero far rispettare. Chiediamo il suo reintegro con effetto immediato”.
Sulla vicenda interviene anche la Lega con i consiglieri metropolitani della Città Metropolitana Alessandro Scipioni e Filippo La Grassa, scrivono di “vicenda grave che in questo particolare momento storico lascia davvero sgomenti”.
“A quanto abbiamo appreso – spiegano – Sarti è stato licenziato dopo aver subito un primo procedimento disciplinare perché, come rappresentante sindacale, aveva invano cercato di sollecitare l’azienda a dotare di Dpi i lavoratori, esposti quotidianamente a situazioni di rischio. Nelle motivazioni del licenziamento si legge che Sarti, avrebbe ‘gravemente leso l’immagine dell’azienda’ per aver reso pubbliche le sue carenze nel garantire la sicurezza dei dipendenti a fronte dell’emergenza sanitaria di questi mesi. Al di là delle valutazioni giuridiche sulla legittimità o meno del licenziamento, che non ci competono, noi ci chiediamo invece cosa avrebbe dovuto fare un rappresentante sindacale se non tutelare i lavoratori e perché la cooperativa, anziché licenziare, non si è attivata per sopperire alle carenze denunciate, anche perché non risulta che le affermazioni di Sarti fossero prive di fondamento”.
Questa è un modo di essere “Toscana che lascia esposte migliaia di persone al contagio perché in piena emergenza non c’erano scorte di dpi e disinfettanti neppure per i sanitari e dove si propinano come operazioni di prevenzione di massa le distribuzioni di mascherine a tre mesi di distanza dall’allarme lanciato dall’Oms sulla diffusione del virus.
Questa è la Toscana che nell’indifferenza della politica tollera che un lavoratore impegnato nel sindacato sia mandato a casa, con il rischio di rimanere disoccupato, in un momento così critico per tutto il nostro Paese. Con che coraggio si coprono queste operazioni? Noi invece condanniamo fortemente quanto accaduto ed esprimiamo piena solidarietà a Sarti. Non si può perdere il lavoro perché si chiedono più tutele”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Aprile 2020




