MUGELLO – Una settimana che ha lasciato un grosso strascico di polemiche quella appena passata. Tutto nasce dalle dichiarazioni del pm Ornella Galeotti durante la sua audizione in commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Forteto, la comunità del Mugello fondata dal “profeta” Rodolfo Fiesoli, condannato lo scorso novembre a 14 anni di carcere. Le critiche del presidente del Tribunale dei Minori riguardano in particolare un passaggio dell’audizione, in cui la pm sintetizzava la vicenda in modo drammatico: “in Toscana per 30 anni si è assistito alla sospensione di tutte le regole e leggi in questa materia”. Questo ha creato uno scontro tra toghe, dove ancora una volta nel mezzo si sono ritrovate le vittime del Forteto. Il “Comitato minori abbandonati dallo Stato al Forteto” ha così preso posizione:
!In molti hanno chiesto il nostro parere in merito alla vicenda e noi ci siamo voluti prendere del tempo per capire cosa fosse più giusto per noi -scrive per il Comitato Giuseppe Aversa- Conosciamo bene la storia, perché ha riguardato le nostre vite, che sono transitate prima dal Tribunale dei minorenni e poi dalla Procura, per finire nelle aule giudiziarie. Abbiamo provato a tirare le somme per capire il perché di tanta sfortuna: caso o complotti?
Poi ci siamo chiesti da chi e come eravamo stati aiutati.
La situazione, venutasi a creare fra la pubblica accusa e il tribunale dei minori, è qualcosa di surreale a cui non avremmo mai voluto assistere.
Non abbiamo la presunzione di puntare il dito e lapidare il colpevole, ma ogni giorno scontiamo le scelte che altri hanno preso per noi, per i motivi più vari.
Se da un lato abbiamo chi ci ha tolto da una situazione di disagio “salvandoci” temporaneamente da un destino oscuro, per quello che abbiamo vissuto nelle nostre famiglie d’origine, dall’altro abbiamo chi ha creduto alle nostre parole mettendo in dubbio un sistema e andando a verificare cosa fosse accaduto negli anni, fino ad ottenere così giustizia.
Una giustizia, seppur parziale, che ci ha reso speranza e fiducia nel mondo, una fiducia che avevamo perso.
Confidiamo nell’intelligenza e nella sensibilità dei membri della commissione parlamentare affinché cerchino di capire cosa non ha funzionato, in modo che storie come la nostra non capitino più.
Ribadiamo la nostra piena disponibilità per poter far vedere alla commissione la vicenda con gli occhi di chi si è visto cambiare la vita tante volte.
Il comunicato del Tribunale dei minorenni ci ha fatto ripiombare in uno stato di sfiducia che non provavamo da tempo.
Ci aspettiamo una maggiore capacità di autocritica, in grado di comprendere gli errori fatti in modo che non vengano ripetuti in futuro.
Perché gli errori dei singoli sono stati molti e hanno creato danni irreparabili per le vite di tutti noi.
Vogliamo fare uno sforzo in più e sperare che i registi delle nostre vite, almeno fino alla maggior età, facciano anch’essi uno sforzo in più, esaminando la situazione con coscienza e con mente aperta, in modo da comprendere che qualcosa evidentemente è andato storto, evitando così il ripetersi di situazioni analoghe.
Pensiamo al passato per migliorare il futuro.
Noi ne siamo la prova, la testimonianza e la voce.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 luglio 2020




