
VICCHIO – Ho letto con attenzione la lettera aperta di un ricercatore a favore dell’impianto eolico Giogo/Villore (articolo qui), e ho alcune cose da dire nel merito:
L’impianto eolico Villore/Corella non salverà le sorti dell’umanità, questo è bene dirselo chiaramente. La sua presenza o la sua mancanza non avrà la minima conseguenza sui cambiamenti climatici. Quindi sgombriamo il campo da queste suggestioni illusorie e lasciamo stare tutti i tentativi di insinuare un senso di colpa nelle coscienze dei mugellani, fino alle accuse di “egoismo”, addirittura. Se tiriamo in ballo l’egoismo allora dovremmo anche parlare delle opinioni di chi risiede a centinaia o migliaia di km dal Mugello, che magari del Mugello non sospetta nemmeno l’esistenza e però non si trattiene dall’entrare a gamba tesa sulla fattibilità di ogni impianto eolico, senza avere la minima immagine del territorio che dovrà sostenere quegli impianti, ma sollevato al pensiero che in ogni caso toccheranno ad altri, ma non al territorio dove abita lui… Questo atteggiamento come lo vogliamo chiamare?
L’accusa diretta ai movimenti ambientalisti, così come ai comuni cittadini che manifestano preoccupazione per la cementificazione del proprio territorio, di non aver fatto nulla per impedire gli scempi di 60 o 70 anni fa mi pare solo una provocazione del tutto fuori bersaglio. Le autostrade, le teleferiche, gli impianti di risalita ecc. citati nella lettera risalgono agli anni 60 e 70, agli anni del “miracolo economico”, l’Italia era appena uscita dalla guerra e c’erano altri problemi contingenti. Fu proprio dalla cementificazione selvaggia al territorio di quegli anni che si aprì una stagione di auto-coscienza collettiva, che lentamente diede alla luce una mentalità ambientalista, dalla quale nacquero associazioni e partiti, anche se questi ultimi non hanno mai avuto molto consenso; e oggi potremmo dire di vedere i risultati di tanto disinteresse. Ma ogni situazione va sempre storicizzata, cioè calata nel momento storico contingente, per essere compresa. Voglio dire che incolpare un mancato impegno nella salvaguardia delle foreste e dell’ambiente naturale da parte di una mentalità di protezione ambientale che, all’epoca dei fatti ricordati, NON ESISTEVA…non mi pare coerente, e quindi credo sia poco efficace.
Siamo tutti d’accordo nella necessità di dover velocemente de-carbonizzare il nostro modo di vivere, ma la generalizzazione dei rimedi non è, io credo, il modo giusto di farlo. Non stiamo parlando dell ‘eolico in generale, ma di un impianto in particolare, e su quello dovremmo concentrarci, senza accusare nessuno di essere egoisti o disinformati. Accusare quei cittadini che manifestano preoccupazione per il degrado di un pezzo importante del nostro paesaggio di essere vittime di “punti di vista ideologici”, minimizzare le conseguenze, cercando di renderle puerili parlando di ” collinette” e di “passeggiatine nel bosco” è ingeneroso e fuorviante. Magari gli attori di queste decisioni, pubblici e privati, avrebbero potuto usare atteggiamenti più inclusivi e dialoganti, invece di secretare dati importanti come quelli sulla velocità del vento sul crinale interessato dall’impianto, tanto per non far sollevare sospetti.
Infine l’invito pressante ai cittadini di spiegare dove prendere tutta l’energia alternativa agli idrocarburi mi pare curiosa: perché dovrebbero essere i cittadini a farlo? Ci sono gli esperti, i competenti, gli scienziati di molteplici discipline che devono indicare i modi ed i tempi. E poi c’è la politica che deve assumere le decisioni. Penso che i cittadini abbiano il compito di indicare i problemi, quando la politica non li affronta, non di sostituirsi a coloro che dovrebbero risolverli. Ma a questo punto ho una domanda: tutta questa fiducia che il ricercatore dimostra di avere nella scienza e nella tecnologia, non viene contraddetta proprio dalla situazione sociale ed ecologica nella quale ci troviamo oggi? Continuare ciecamente a sperare nella tecnica e nella sua capacità taumaturgica di risolvere tutti i problemi dell’uomo, non viene contraddetta proprio dalla preoccupazione dei suoi Sacerdoti, cioè gli scienziati di ogni ordine e grado, che dicono da sempre di conoscere le risposte, che costruiscono le liturgie di questa Fede miracolistica, che però ci ha portato a questo punto che loro stessi pensano di una gravità assoluta? Perché, quindi, dovremmo CREDERE così ciecamente, tanto da affidarci ai loro rimedi senza chiederci dove ci portano, ancora e ancora? Perché non dovremmo difendere le poche cose che ancora rimangono belle, che ci donano pace e leniscono le nostre ferite? Abbiate più rispetto per le nostre preoccupazioni, dovrebbero essere anche le vostre, perché siamo dalla stessa parte.
Paolo Menchetti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Settembre 2021



4 commenti
Caro Menchetti, messaggi come il suo mi provocano un profondo scoramento. Certo, l’impianto di Villore non salverà il mondo, ce ne vorranno molti di più, ma se tutti faranno così il mondo non potrà essere salvato, ammesso che possa ancora essere salvato (ha letto l’articolo di Nature che ho messo in link? Basta guardare la fig. 1). Se adottiamo questa logica come potremo poi criticare il calciatore che va in giro sgommando con la sua Porsche, potrà anche lui dire “non è la mia Porsche che distruggerà il mondo”. O il ricco manager che prende il suo jet privato per fare un weekend di vacanza. O la Cina che costruisce nuove centrali a carbone, una più o una meno che differenza fa?
Vorrei però che rispondesse ad una sola semplice domanda, come vorrebbe che fosse prodotta energia che sta usando, quella che ha usato per scrivere sul suo computer questa nota, quella che usa la sua auto, la sua lavatrice, la sua lavastoviglie, l’illuminazione di casa sua, fino alla sua macchina fotografica.
Supponiamo che il Mugello sia un isola felice, ma isolata, che si deve produrre la propria energia. Ciò è possibile secondo lo studio fatto dall’Università e dal CNR, ma l’80% proverrebbe dall’eolico. Avevo messo il link nella mia nota, ma ho visto che non funziona, allora lo ripeto qui:
http://psidoc.uc-mugello.fi.it/5_Relazioni_e_disciplina/QCeSTR_Sistema_Energetico_Unione_Comuni_Mugello.pdf
Lo legga e fra l’altro troverà che “La produzione di energia elettrica rinnovabile in Mugello è molto variabile per ogni comune, si passa dal 2% del comune di Vicchio e Borgo San Lorenzo all’oltre 180% del Comune di Firenzuola”. Firenzuola in pratica esporta energia elettrica proprio grazie agli impianti eolici di Carpinaccio.
Ma limitiamoci agli 80 MW prodotti dall’impianto di Villore, quali alternative abbiamo? Eolico da un’altra parte, ma comunque sempre su un crinale. Oppure potremmo usare 200 ettari di pannelli fotovoltaici, invece dei 5 richiesti dall’eolico. Oppure una delle mini centrali nucleari recentemente proposte dal ministro Cingolani. Cosa preferisce ? Me lo faccia sapere e ne discutiamo.
Senza dimenticare che questa è solamente l’energia elettrica, che costituisce solo il 25-30% dell’energia primaria consumata nel mondo. Poiché dovremo elettrificare tutto, anche i trasporti, la climatizzazione degli ambienti, le industrie ecc… e quindi la produzione di energia elettrica dovrà essere almeno triplicata.
Lei dice che la scelta non spetta ai cittadini, ma alla politica. Ma è proprio ciò che quelli che per semplicità ho chiamato “no eolico” stanno facendo. E comunque non dimentichiamo che la politica la eleggiamo noi, e che ci facciamo abbindolare dalle promesse “la crescita…”, “l’aumento del PIL…”, quando è chiaro che non è più possibile. Questo i vituperati scienziati l’avevano già detto nel 1972 con il famoso rapporto “I limiti della crescita” (https://donellameadows.org/the-limits-to-growth-now-available-to-read-online/ ). Nessuno li ha ascoltati, né cittadini né politici, eccetto pochi altri “scienziati”, ma tutto quello che avevano previsto si è regolarmente verificato.
Vero che quell’impianto non salverà il mondo. Ma farà la sua parte nel farlo. Il no a quell’impianto si ripete in ogni sito dove viene proposto un impianto di energie rinnovabili, non lo faremo a Villore, e non lo faremo da nessuna altra parte, tanto “quell’impianto” (ogni specifico impianto, da solo, dovunque) non salverà il mondo. Non si tratta di avere fiducia nella tecnologia: quella ce l’ha chi scrive, dicendo che saranno gli scienziati a dover trovare una soluzione. Non abbiamo forse chiaro che avremo bisogno di tutti gli impianti possibili, e ancora non basteranno. La soluzione non c’è, possiamo solo sforzarci di limitare i danni, di avere un paracadute meno piccolo possibile per avere quell’energia che i fossili non ci possono dare, e senza la quale non possiamo continuare a scaldarci, lavorare, mangiare. I cittadini devono contribuire a stabilire i modi. La politica deve conciliare l’esigenza, vitale per tutti, di avere energia con quelle di impattare il meno possibile il territorio. Ma non possiamo, nessuno, sottrarci al problema, dire che lo risolva qualcun altro. O, tutti, non arriveremo alla prossima generazione.
La posizione di P. Menchetti mi ricorda molto quella di chi viaggia a sbafo sui mezzi pubblici, perchè non sarà il suo biglietto a risanare il bilancio dell’ATAF…oppure di quelli che non pagano le tasse, perchè non sarà la sua IRPEF a risanare il bilancio dello Stato.
Caro Paolo, Lei sbaglia di grosso !! tutti dobbiamo fare la nostra parte, se tutti facessero come dice Lei questo mondo non si salverà mai!E’ solo ideologia la sua, cerchiamo oggi di vedere invece le cose per quelle che sono !! L’impianto eolico va fatto e ben vengano anche altri impianti del genere!! aumenti del 40 % nelle prossime bollette forse aiuteranno chi la pensa come lei a cambiare idea…..