SCARPERIA E SAN PIERO – Il consiglio direttivo del Villaggio San Francesco, la grande casa di riposo mugellana a San Carlo, ha annunciato, con una lettera alle famiglie, l’aumento della retta per tutti gli anziani ricoverati.
“Come forse saprete – esordisce così la lettera-, gran parte delle RSA toscane, compresa la scrivente, stanno attraversando un periodo particolarmente difficile, impegnate da un lato a tentare di prevenire e combattere il Covid, dall’altro a fronteggiare una crisi economica del settore che non ha precedenti e che mette a rischio la stessa sopravvivenza di molte strutture. Purtroppo la situazione si aggrava ogni giorno di più; basti pensare agli aumenti del costo dell’energia (luce e gas pesano molto in strutture di grandi dimensioni come le RSA aperte 24 ore) all’inflazione, alle richieste del personale di riconoscere stipendi più dignitosi e adeguati al maggior carico di lavoro dovuto alla maggiore gravità degli anziani accolti.
Senza parlare del Covid e dei rilevanti costi diretti ed indiretti a carico delle RSA, che sono fino a 3-4 volte superiori ai modesti contributi ricevuti per questo dalla Regione”.
Il consiglio direttivo evidenzia le responsabilità di questa situazione di crescente difficoltà economica: “Da 11 anni chiediamo alla Regione Toscana di adeguare ai costi effettivi la quota sanitaria a carico delle ASL: senza alcun successo, visto che in 11 anni è stato riconosciuto alle RSA un aumento di un solo euro (lo 0,93%), senza tenere minimamente conto né dell’inflazione nè dei maggiori costi dovuti ai rinnovi contrattuali del personale ed alla maggiore gravità degli ospiti ricoverati – sempre più spesso provenienti dall’ospedale e con un elevato carico assistenziale – e dall’incremento di standard e formazione del personale, oltre che della qualità complessiva dei servizi richiestici”.
E si continua a spiegare: “Il costo reale di una giornata di degenza in una RSA per un ricovero temporaneo è stato stimato, dalla stessa Regione e dalle Società della Salute, in 15-20 € in più dell’attuale retta. Il diniego alla nostra richiesta di aprire una trattativa sull’adeguamento delle rette ricevuto ancora una volta dalla Regione e dalle ASL, disponibili da parte nostra ad aumenti compatibili con le risorse pubbliche ed anche spalmati nel tempo, è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Anzi, ci è stato di fatto imposto di firmare un accordo che, dal 1 Gennaio a valere per i prossimi tre anni, lascia le rette inalterate, senza neppure prevedere l’adeguamento all’inflazione (ISTAT) maturata in questi 11 anni”.
Da qui la brutta notizia per le famiglie degli anziani ospiti: “A fronte di questa indisponibilità della Regione, per garantire la continuità assistenziale, il pagamento degli stipendi, dei fornitori e dei prestiti bancari, siamo purtroppo costretti a procedere, peraltro come previsto dal contratto da Lei sottoscritto, all’aumento della quota di parte sociale della retta della RSA a carico di tutti gli ospiti della RSA, siano essi a totale o parziale carico di ASL e Comuni o privati. In sostanza una piccola parte di ciò che dovrebbe essere riconosciuto dalla Regione per i maggiori costi prevalentemente di natura sanitaria, viene ancor di più a gravare sulla parte sociale della retta: quindi, sugli ospiti e sulle loro famiglie.
E’ una scelta dolorosa che non facciamo a cuor leggero, convinti oltretutto, che l’inserimento in una RSA di un anziano gravemente non autosufficiente, non assistibile adeguatamente a domicilio per la gravità delle sue condizioni, dovrebbe costituire un diritto fondamentale del cittadino, garantito – con piena presa in carico e onere economico – dal Servizio Sanitario Nazionale e dei servizi sociali territoriali”.
Detto questo, si quantifica: “Alla luce di queste considerazioni, pertanto, la quota sociale della nostra RSA è rideterminata in € 57 , con un aumento complessivo di € 3,50 al giorno (con retta totale di 110,32). Ovviamente ove la Regione Toscana procedesse ad una rivalutazione della quota sanitaria adeguata ai maggiori costi, l’aumento della parte sociale verrà ridotto della stessa misura dell’aumento”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 marzo 2022


