
SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Antonio Cigna, parroco di Scarperia.
Gv 14,26 Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome lui vi insegnerà ogni cosa.
Meditazione
Il Signore promette che lo Spirito ci insegnerà ogni cosa, temo purtroppo che noi esseri umani, a cominciare da me, si dia troppo poco credito a questa promessa. Affinché qualcuno possa insegnarci qualcosa si deve essere in atteggiamento di ascolto e di attesa, e si deve aver fatto proprio il dettato socratico “so di non sapere”, solo così si è capaci di farci insegnare qualcosa. Ma quanto è difficile avere questo atteggiamento aperto.
Anche nella nostra vita di fede possiamo certamente notare quanto si sia pronti e insistenti quando preghiamo per chiedere, e facciamo bene ad affidare le nostre preghiere alla Provvidenza e all’intercessione di Maria. Tuttavia resta spesso lontana dal nostro cuore la preghiera di abbandono al Padre, quella preghiera che con le labbra diciamo più volte al giorno nel “Padre nostro”: sia fatta la tua volontà. È questa la vera preghiera del credente, quella che sgorga dal desiderio di conoscere e realizzare il progetto di Dio, la preghiera di chi desidera di farsi insegnare ogni cosa dallo Spirito di Dio.
Presi come siamo dal chiedere al Signore che si realizzi la nostra volontà, finiamo per dimenticarci che solo la volontà di Dio è il vero bene e che solo lo Spirito Santo può insegnarci ogni cosa per realizzare questa volontà. Ci sfugge il quadro di insieme dimentichi del fatto che la miglior cosa che ci possa accadere è che si realizzi la volontà di Dio su noi, per questo dovremmo pregare lo Spirito con insistenza, invece continuiamo a ripetere l’ingenuità di mettere noi stessi al centro. Eppure basterebbe riuscire a cogliere il fatto che il Signore è il progettista delle nostre vite per rimettere a fuoco lo sguardo complessivo.
Inserisco una piccola testimonianza personale: con umile gioia posso dire che sul fondo del mio intimo vive un sentimento che soggiace a ogni azione e supera anche il pensiero consapevole, è un atteggiamento interiore costante che mi fa sempre disiderare di fare la volontà di Dio e di essere come Lui vuole. È un desiderio che si fa preghiera e spesso emerge al livello della coscienza con la preghiera “fammi essere come tu vuoi che io sia, fammi fare la Tua volontà” oppure con l’invocazione “Spirito insegnami cosa devo fare”. È una piccola grande gioia scoprirmi così inserito nel fiume infinito della volontà del Padre.
Concludo con una domanda che rivolgo a me stesso e a chi mi legge: Quante volte al giorno mi domando cosa vuole Dio? quante volte al giorno, al mese, all’anno domando allo Spirito di guidarmi nelle scelte? Gli domando, come dice il vangelo, di insegnarmi ogni cosa?
Don Antonio Cigna
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 giugno 2022




