VICCHIO – Sono stati presentati a Vicchio i risultati del ‘Mugello study’, uno studio epidemiologico condotto su oltre 500 ultranovantenni residenti in Mugello, visitati a domicilio. Interessanti i dati emersi: la popolazione studiata ha mostrato una buona aderenza alla dieta mediterranea (esempio, consumo carboidrati e frutta, 2 porzioni al giorno, 85% rispetto al 60% nazionale)» che «contribuisce alla prevenzione di patologie legate all’invecchiamento, tra cui la prevenzione del decadimento cognitivo. Altro fattore, una buona e adeguata attività fisica.
La ricerca era stata avviata nel 2011. E a distanza di 10 anni si è visto che i “sopravvissuti” avevano come caratteristiche prevalenti la minore sedentarietà, una minore compromissione cognitiva e assumevano meno farmaci.
Lo studio aveva come obiettivo “fotografare” la popolazione ultranovantenne del Mugello nei vari aspetti sanitari e sociali attraverso un metodo di indagine multidisciplinare, al fine di monitorarne lo stato di salute e individuare i principali determinanti che hanno influenzato l’invecchiamento di questa fascia di popolazione. E’ stato coordinato da Claudio Macchi, direttore Sod di riabilitazione generale Aou Careggi-Irccs Fondazione Don Gnocchi Firenze, e promosso e finanziato dall’Irccs Fondazione Don Carlo Gnocchi in collaborazione con l’Università di Firenze e la Società della Salute del Mugello.
Si è trattato, spiegano i curatori, di uno dei “primi studi scientifici in Italia e nel mondo su una popolazione omogenea oltre i 90 anni: esistevano in prevalenza studi sui 65enni e i centenari ma non ancora su questa fascia della popolazione”. Della popolazione esaminata il 73% erano donne, il 23% uomini, quest’ultimi in uno stato di salute migliore delle donne. Il 90% viveva in casa propria e 1 su 5 senza assistenza di caregiver, quindi da solo.
Commenta il sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa: “Mugello study ha seguito un approccio multidisciplinare, con un ampio spettro di interventi coordinati a differenti livelli, per comprendere l’insorgenza di alcune malattie, per assicurare la precoce presa in carico dei soggetti a rischio o ancora allo stadio iniziale, al fine di rallentare la progressione della malattia, anche con interventi comportamentali che sono molto vicini al ruolo di una amministrazione. Tra i compiti di una amministrazione vi è quello di mettere in piedi tutte le azioni per superare tutte quelle condizioni di disparità socioeconomiche che possano comportare una diseguale distribuzione della salute. Quindi in parallelo al progetto Mugello study, noi amministratori dobbiamo avere il coraggio di tracciare il cambiamento che porti alla longevità. Credo che sia necessario unire le forze e fare un lavoro di rete a disposizione della collettività sempre più nella direzione di una medicina di intervento preventivo e proattivo”.
Marco Brintazzoli, direttore della Società della Salute del Mugello, afferma: “I risultati ci servono per organizzare poi i servizi territoriali e le tipoligie di servizi. Ad esempio è emerso che acuni stili di vita, come fare attività fisica e seguire una corretta alimentazione, sono elmenti che aiutano ad invecchiare bene. E’ un’iniziativa – conclude – che ci aiuta a calibrare sulle esigenze del Mugello i servizi rivolti agli anziani; e alcune indicazioni che emergono coincidono con servizi che stiamo per avviare e ci confortano rispetto ai percorsi intrapresi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2023






