MUGELLO – Prosegue il cammino di avvicinamento alla Pasqua del Filo del Mugello. In occasione del Sabato Santo, proponiamo il percorso di riflessione basato sulle sette domande del Padre Nostro, sul quale si è dipanata anche la Visita delle Sette Chiese organizzata ieri, venerdì Santo, a Borgo San Lorenzo (articolo qui).
Sette riflessioni che accompagnano il nostro avvicinamento alla principale festività cristiana, che sono state proposte nelle varie tappe toccate ieri dalla manifestazione alla quale hanno partecipato circa 500 mugellani, in gran parte giovani.
La prima tappa di questo percorso riguarda le parole “Sia Santificato il tuo nome”. Commentando questa breve frase, Papa Francesco afferma che “vi si sente tutta l’ammirazione di Gesù per la bellezza e la grandezza del Padre”. E poi: “La santità di Dio deve rispecchiarsi nelle nostre azioni, nella nostra vita”.
“Venga il tuo regno”, si basa su queste parole la seconda riflessione. Come mai, ci domandiamo spesso, questo Regno si realizza così lentamente? In questo caso Papa Francesco chiama in causa la parabola del granello di senape, che porta in sé la dirompente forze della natura. Dicendo poi: “Dio ci precede sempre, Dio sorprende sempre. Grazie a Lui, dopo la notte del venerdì Santo c’è un’alba di resurrezione, capace di illuminare di speranza il mondo intero”.
“Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”. Qui le parole di Papa Francesco sono cariche di speranza. Scrive infatti: “Pregando ‘sia fatta la tua volontà’ non siamo invitati a piegare servilmente la testa, come se fossimo schiavi”. E ancora: “Il Padre Nostro è la preghiera dei figli, non degli schiavi”. E ancora: “Una preghiera coraggiosa, anche combattiva, perché nel mondo ci sono tante, troppe realtà che non sono secondo il piano di Dio”.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Queste le parole per la quarta riflessione. Ci fanno ricordare, dice Papa Francesco, “che non siamo creature autosufficienti, e che tutti i giorni abbiamo bisogno di nutrirci”. E sottolinea: “Il pane che il Cristiano chiede nella preghiera non è il ‘mio’, ma il ‘nostro pane’. Ci insegna a chiederlo non solo per sé stessi, ma per l’intera fraternità del mondo”. “Questa preghiera – conclude Papa Francesco – contiene un atteggiamento di empatia e un atteggiamento di solidarietà”.

“Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. La quinta riflessione è rivolta anche all’interno della Chiesa. “L’atteggiamento più pericoloso di ogni vita cristiana qual è?”, si chiede Papa Francesco. “È l’orgoglio – risponde – È l’atteggiamento di chi si pone davanti a Dio pensando di avere sempre i conti in ordine con Lui”. “E la gente che si crede perfetta – continua – la gente che critica gli altri, è gente orgogliosa. Nessuno di noi è perfetto, nessuno”.
“Non ci abbandonare alla tentazione”. “I cristiani – scrive Papa Francesco nella sesta riflessione proposta – non hanno a che fare con un Dio invidioso. Un padre non fa tranelli ai figli. Quando il male si affaccia nella vita dell’uomo, combatte al suo fianco, perché possa essere liberato. Un Dio che sempre combatte per noi, non contro di noi”.

“Ma liberaci dal male”. Così si conclude la preghiera del Padre Nostro. E così si è concluso l’itinerario della “Visita delle sette chiese”. “I libri di storia – scrive Papa Francesco – sono il desolante catalogo di quanto la nostra esistenza in questo mondo sia stata un’avventura spesso fallimentare”. Ma, conclude, “dal perdono di Gesù sulla croce scaturisce la pace, la vera pace viene dalla croce, è il dono del Risorto, un dono che ci dà Gesù”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Marzo 2024





