Firenzuola – Martedì 18 Giugno alla Rsa ‘SS. Annunziata’ di Firenzuola si è tenuto il convegno – dibattito “Il ruolo delle RSA del nostro territorio e le nuove sfide”, con la partecipazione di addetti ai lavori, rappresentanti delle istituzioni, di ospiti della struttura e cittadini; secondo evento programmato all’interno dei Festeggiamenti per i 70 anni della struttura.
Durante la giornata sono intervenuti don Aldo Menichetti parroco di Firenzuola e Presidente della Fondazione Rsa SS Annunziata, Giampaolo Buti sindaco del Comune di Firenzuola, Gianmarco Brunetti della Rsa “Villa Le Ortensie”, Marco Brintazzoli direttore della Società della Salute Mugello e Angelo Di Meo consigliere con delega ai servizi socio-sanitari del Comune di Firenzuola. Con loro Debora Righini governatrice della Misericordia di Firenzuola, la geriatra Marina Cappugi, Maria Pia Tossani direttore sanitario della Rsa “Villa Le Ortensie”, Elisa Ungania coordinatrice Oss Rsa SS. Annunziata, Massimiliano Campani coordinatore Infermieristico Rsa SS. Annunziata e Paolo Raffini presidente del Banco Fiorentino.“Tutti i relatori – spiegano gli organizzatori – sono stati concordi nell’evidenziare la specificità del territorio firenzuolino, e comunque di tutto l’Alto Mugello, il cui essere periferico ed al confine con l’Emilia Romagna, ne fa scontare, rispetto all’attività delle Rsa, tutta una serie di importanti problematiche: la difficoltà a reperire personale infermieristico ed Oss, cioè operatori socio sanitari, la cronica mancanza di figure professionali quali medici di medicina generale e specialisti specifici per la terza età, l’emergenza legata ai collegamenti nel e, quindi, ai trasporti dei malati ed all’approvvigionamento dei medicinali, l’aumento dei costi per utenze luce e gas, il crescente gap tra domanda di accesso alle strutture e la relativa disponibilità di posti, spesso limitata proprio per mancanza di risorse umane ed economiche”.
Non sono mancati poi spunti ed idee già attuate dalla Società della Salute in alcune realtà territoriali come il consolidamento della permanenza dell’anziano presso la propria abitazione mediante la telemedicina ovvero la creazione di centri diurni da affiancare all’attività propria e specifica delle Rsa.
I lavori sono stati anche occasione per un plauso alla SS. Annunziata per l’adozione, durante il tragico periodo del Covid, di decisioni e di buone pratiche che le hanno consentito di mantenere uno dei livelli più bassi di mortalità nel territorio di riferimento.
Il dibattito si è acceso, infine, a seguito di alcuni spunti segnalati dai relatori presenti tra cui la necessità di una maggiore sensibilizzazione sulla presenza di maggiori volontari impegnati oltre che per un serio ripensamento delle modalità di accesso e selezioni delle professioni sanitarie. “Ciò che è indubbio – concludono dalla Rsa SS Annunziata – è che, senza un serio impegno volto a risolvere tutte le problematiche esaminate, si rischia di tradire le aspettative che le persone più anziane, e quindi sole e bisognose, hanno nei confronti delle attuali generazioni: perché tradendo le proprie radici, si tradisce, in primis, se stessi”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Giugno 2024







