
FIRENZUOLA – Nella serata di sabato 12 Ottobre, nella Sala Consiliare del Comune di Firenzuola, si è svolta l’assemblea/dibattito dal titolo “Non fare lo struzzo: Cosa sai del CAS di San Pellegrino? conosciamolo meglio insieme”, organizzata dalla Parrocchia di San Giovanni Battista in collaborazione con la P.A. locale, che ha visto la partecipazione di quasi tutti i protagonisti del Centro di Accoglienza Straordinario di San Pellegrino e che ha richiamato la presenza di un folto pubblico che ha dimostrato viva attenzione e coinvolgimento alla tematica.
Don Aldo Menichetti, Parroco di Firenzuola nonché ideatore ed organizzatore della serata, ha evidenziato come fossero ormai maturi i tempi per un momento di confronto e di riflessione, all’interno della comunità locale, sul tema del CAS di San Pellegrino; ha anche ricordato come taluni gli avessero chiesto cosa facesse la Chiesa per i tanti ragazzi ospiti del CAS, talvolta scordandosi costoro che la Chiesa, in quanto popolo di battezzati, siamo proprio tutti noi; da qui l’invito ad imparare a vivere il mondo e non a farci vivere dal mondo.
Ha proseguito il dibattito Sauro Scarpelli, Segretario internazionale e direttore del programma di sensibilizzazione globale per Amnesty International, il quale ha evidenziato la presenza nel mondo di numerosi conflitti noti, ma anche di tanti ancora meno noti, dove in ogni caso il problema è sempre lo stesso: il traffico di armi che causa, all’anno, 400.000 morti. I conflitti sono una delle principali cause per cui si emigra, ma anche povertà, violazione dei diritti umani e cambiamenti climatici: bloccare il flusso di armi significa salvare vite umane.
Hanno poi preso la parola due giovani presenti nel CAS di San Pellegrino: Latif, originario del Benin da cui è scappato per terrorismo e presente nel CAS da poco più di un anno, che ha ringraziato tutta la comunità per il sostegno dato ed in particolare le signore della Scuola di Italiano, ricordando il motto “Per educare un bambino occorre tutto il villaggio”, e Rashid, originario del Togo, anche lui grato per l’aiuto ricevuto dalla comunità ed in particolare rispetto all’insegnamento della lingua italiana, come primo ed insostituibile strumento per l’integrazione e l’inclusione.
Il dott. Marco Brintazzoli, direttore della SDS Mugello ed ex Commissario del CAS nel periodo 2023-2024, ha ricordato come ciò che venisse principalmente chiesto dagli ospiti del CAS fosse un’opportunità di vita, mentre Consiglia Calvieri, Responsabile dei CAS della provincia di Firenze per conto della Croce Rossa Italiana ha evidenziato la presenza di n.202 persone nei 7 CAS, di cui 52 solo a San Pellegrino.
L’onere di illustrare la posizione del Comune di Firenzuola è toccato ad Angelo Di Meo, consigliere con delega alla sanità e ai servizi sociali, che ha ricordato come l’amministrazione non abbia nessun ruolo istituzionale per quanto riguarda la gestione dei CAS e di conseguenza degli ospiti al suo interno; infatti, mentre la Prefettura può disporre controlli, il Sindaco del Comune dove ha sede il Cas, invece, non ha potere di controllo sulla struttura, anzi in molti casi non è neanche informato su quello che accade in Cas o su come viene gestito. Il sindaco può predisporre attraverso enti preposti controlli igienico sanitari o di sicurezza in materia di protezione civile ove ne ravvisasse la necessità. Ha poi ricordato come il Comune di Firenzuola sia stato una delle prime PP.AA. dell’area fiorentina a far eleggere la residenza a chi avesse il livello di documentazione richiesto e ciò al fine di favorire le assunzioni da parte delle aziende locali, l’iscrizione al servizio sanitario, l’inserimento nello step di accoglienza successivo (c.d. SAI).
A seguire, l’intervento di Monia Scarpelli, colei che materialmente si occupa del vitto e dell’alloggio degli ospiti ivi presenti, che con grande emozione ha raccontato la propria esperienza di “mamma temporanea” condividendone non solo gli aspetti organizzativi ma, soprattutto, quelli umanamente più toccanti; lo stesso dicasi per l’intervento delle volontarie della “Scuola d’Italiano”, ospitata presso la Biblioteca Comunale di Firenzuola, che hanno più volte sottolineato non solo la costanza dei ragazzi nel seguire i corsi ma, altresì, l’importanza culturale e profondamente arricchente di una simile esperienza.
Al termine, largo spazio ai vari e numerosi interventi da parte del pubblico presente in sala che, estrema in sintesi, hanno sottolineato il ruolo fondamentale della comunità e del rispetto delle basilari regole di convivenza al fine di un corretto svolgersi dell’attività all’interno del CAS, per il quale è stata anche avanzata l’idea di creare un coordinamento tra le varie risorse umane al fine di consentire ai ragazzi ivi destinati di non essere meri ospiti “in attesa di” bensì soggetti attivi e partecipi della vita comunitaria; non sono neppure mancati alcuni interventi un po’ più polemici, soprattutto da parte di alcuni abitanti di San Pellegrino che, pur dichiarandosi disponibili verso gli ospiti del CAS, ne hanno avanzato dubbi e perplessità soprattutto rispetto al numero asseritamente sovradimensionato degli ospiti rispetto all’esiguo numero di abitanti della frazione: a questi ha replicato il Sindaco, giunto quasi al termine dell’incontro perché già occupato da altri impegni istituzionali, che ha ribadito l’assoluta legittimità del
CAS quantomeno rispetto agli ambiti di competenza della stessa P.A.
In conclusione, è stato un momento assolutamente necessario, fondamentale e di estrema importanza per tutta la comunità firenzuolina che, indubbiamente, ha maturato nuove conoscenze sulla struttura e nuove consapevolezze sul fenomeno immigratorio e sull’inclusione in genere; e, come ha chiosato don Aldo al termine, si spera che con questo dibattito non si metta un punto bensì una virgola, auspicando altri momenti di confronto e di crescita collettiva sull’argomento.
Gerarmando Randazzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Ottobre 2024






