
PALAZZUOLO SUL SENIO – Il presidente del Cai di Imola Ivano Cobalto interviene in merito all’utilizzo dei volontari per rimuovere i rifiuti dal torrente Rovigo; affermando che queste persone necessiteranno di un coordinamento e di adeguate tutele, per evitare che l’entusiasmo iniziale possa produrre danni.
In un’intervista uscita nei giorni scorsi sul “Resto del Carlino” afferma infatti: “Abbiamo circa un migliaio di richieste da parte di persone che vogliono rimboccarsi le maniche ma, a mio avviso, non si può andare senza un coordinamento”. E aggiunge “Va messa in piedi una cabina di regia per dire ai volontari cosa possono fare e come farlo. Possiamo essere un vero braccio destro per le istituzioni, ma dobbiamo essere tutelati”.
“Mandare dei cittadini – afferma Cobalto – può essere pericoloso. Il Rovigo scorre per larga parte in un canyon, e quindi non ci sono le sponde. Tra i rifiuti sono stati inoltre avvistati cocci di vetro con punte affilate. Servono quindi esperienza e dotazioni specifiche per poter operare in sicurezza, ma soprattutto polizze assicurative. Non si possono mandare volenterosi solo perché non costano nulla”.
Polizze delle quali, spiega ancora Cobalto nell’intervista, la Regione potrebbe farsi carico. E aggiunge: “Io non me la sento di mandarli là in modo strutturato: vengo dal mondo della Protezione civile e siamo un ente pubblico nazionale. Resto fedele alla cultura dell’autotutela”.
La posizione del presidente del Cai è accolta con favore, e commentata, dal sindaco di Palazzuolo Marco Bottino. Che afferma: “Dopo tutte le infamate di questi giorni, e le accuse dopo l’emissione dell’ordinanza di divieto di accesso (articolo qui), anche quelli che prima contestavano, adesso si sono calati nella realtà. A me resta la coerenza di aver detto queste cose fin dal primo momento”.
Nell’intervista, Cobalto interviene infine anche in merito agli scenari per il prossimo futuro: “Sono – afferma – potenzialmente catastrofici. Pare che con la frana sia venuta giù solo una piccola parte del materiale. Nuove precipitazioni su uno smottamento instabile rischiano di far rotolare nel fiume altri rifiuti, vanificando quanto fatto fino a ora. Hanno messo un paio di reti sul Rovigo in località Lastre e Molinaccio, ma non mi sembrano sbarramenti in grado di reggere la forza di una piena, che potrebbe avere nuovamente conseguenze disastrose”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Aprile 2025






