
BORGO SAN LORENZO – Lunedì 30 Giugno all’ospedale di Borgo San Lorenzo è stato inaugurato il cantiere per la costruzione della nuova palazzina che ospiterà la camera calda, gli uffici del 118, gli uffici e le sale riunioni per la Direzione sanitaria (qui un articolo con tutti i dettagli). Primo importante passo per i lavori di ristrutturazione ed adeguamento sismico, che costeranno alla Regione toscana 46 milioni di euro, suddivisi in dieci stralci in modo da non interferire con l’attività dell’ospedale. E da completare, salvo proroghe, entro il 2029: ossia cinque anni dall’inizio del cantiere, avviato nel 2024. Un intervento alla fine del quale il presidio sanitario del Mugello si presenterà più sicuro, grazie all’installazione di particolari isolatori sismici, e avrà due nuovi edifici: questa palazzina ed il nuovo ingresso. “Oggi – afferma – Valerio Mari direttore generale di Asl Toscana Centro – inauguriamo ufficialmente il cantiere per il nuovo ospedale. Iniziamo con la nuova palazzina che accoglierà il centro trasfusionale, il Cup e alcuni ambulatori. Contestualmente ci saranno la ristrutturazione delle sale operatorie e dei posti letto in terapia intensiva”.

“Asl Toscana Centro – ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – conta 1 milione e 800 mila abitanti. Al suo interno l’ospedale di Borgo assume un significato simbolico importantantissimo. C’è la volontà – ha affermato – di offrire su questo territorio tutti i servizi che contrastino lo spopolamento. Date le caratteristiche sismiche – ha aggiunto – non poteva che trattarsi di una ristrutturazione fondata sull’antisismica: gli isolatori saranno come delle grandi molle che, in caso di terremoto, riusciranno a garantire elasticità, tutelando le strutture portanti”.
La mattinata è stata però anche l’occasione per fare il punto sulle tante questioni aperte per l’ospedale, come quella legata alla mancanza di un macchinario per la risonanza magnetica. Come ha sottolineato il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli: “Si investono – ha detto – 46 milioni di euro; questo significa un’attenzione particolare alla sanità nel nostro territorio. Chiediamo però di inserire anche una risonanza magnetica, perché spendere 46 milioni per fare una struttura di grande rilievo da un punto di vista tecnologico e diagnostico, secondo noi impone anche la presenza di questo macchinario. L’anno scorso – aggiunge – furono raccolte 1500 firme da parte dei cittadini del Mugello per richiedere l’inserimento della risonanza magnetica nel progetto. Un macchinario oggi indispensabile per una diagnostica moderna. Negli incontri fatti in questo anno ci è stato assicurato che poteva essere fatta una variante al progetto per inserirlo. Ci aspettiamo – ha detto- un impegno concreto. Sia per la variante sia poi per l’acquisto, per rendere effettivamente moderno il nuovo ospedale”. Questione sentita, tanto che, proprio su questo tema, il sindaco Romagnoli ha di recente invitato l’assessore Bezzini a partecipare ad un confronto pubblico in Mugello.

“Cercheremo – ha affermato Bezzini – di accettare questo invito, la Toscana è grande, ci sono tanti ospedali e tante strutture sanitarie. Condivideremo con il sindaco una data per fare questo confronto e un approfondimento specifico sulle strutture sanitarie di questo territorio, non solo sulla parte strutturale, ma anche sulla parte del funzionamento dei servizi e delle tecnologie. Anche su questo – conclude – assicuro che è in atto una programmazione, con le risorse disponibili, per far sì che ci sia un rinnovamento del parco tecnologico in tutte le strutture sanitarie della Toscana. La Regione Toscana – afferma – ce la sta mettendo tutta, sta mettendo soldi e usando tutte le risorse disponibili come nessun’altra regione sta facendo, per difendere la sanità pubblica. Ma bisogna che anche lo stato metta più soldi nella sanità”.
Sulla questione interviene anche il direttore generale di Asl Toscana Centro Valerio Mari: “È un’istanza che abbiamo ricevuto fortemente dai territori – afferma – Stiamo valutando in che fase inserirla all’interno del cronoprogramma, una volta trovata la copertura economica”. Ma, domandiamo, possiamo pensare che al completamento della ristrutturazione avremo la macchina per la risonanza? “È verosimile immaginare – conclude – che sarà così”.

Anche la Consigliera regionale Fiammetta Capirossi afferma: “Ci attendiamo anche delle risposte – in modo particolare per la risonanza, che è un tassello importante nella realizzazione della nuova parte dell’ospedale, in attesa ancora di una definizione certa”. La dottoressa Claudia Capanni, direttrice dell’ospedale, torna invece sui lavori inaugurati: “Alla fine – ha spiegato – avremo due nuovi corpi di fabbrica, che ospiteranno il nuovo blocco operatorio con tre sale operatorie, il nuovo centro trasfusionale e degli ambulatori. Ma anche una sala riunioni e la nuova sede del 118. Questo permetterà – conclude – di liberare ulteriori spazi al piano terreno che si congiungeranno agli ambulatori attuali, con una nuova collocazione della cardiologia”.
Infine il gruppo si è spostato sul cantiere per la realizzazione della nuova casa di comunità, accanto al poliambulatorio in viale della Resistenza. In questo caso i lavori, già avanzati, presto passeranno alla fase della copertura e dell’impermeabilizzazione, per poi iniziare a sistemare le opere interne e a riorganizzare la gestione degli spazi. A partire dal piccolo ospedale di comunità, pensato, tra le altre cose, per la riabilitazione e le cure a bassa intensità, con l’obiettivo, in questo caso, di finire i lavori nel Marzo del 2026. Infine una curiosità: la mattinata è stata anche occasione di festeggiare il compleanno del presidente della Regione Eugenio Giani, con una torta recapitata a sorpresa in cantiere.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Giugno 2025




