VICCHIO – L’ex sindaco Filippo Carlà Campa, oggi Consigliere comunale della lisa civica di opposizione “Vicchio vive”, interviene in merito ai recenti pronunciamenti della giunta Tagliaferri su temi di politica internazionale. Come l’apposizione della bandiera palestinese sull’albero di Natale di Piazza Giotto o la concessione della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Scelte che sono state criticate dall’associazione “Amici di Israele” (articolo qui):
Caro Direttore,
a Vicchio sta accadendo qualcosa che merita ben più di un’alzata di spalle. Quest’anno l’amministrazione ha deciso di piazzare la bandiera palestinese al posto della stella cometa sulla cima dell’albero di Natale in piazza Giotto. Non un gesto di pace, non un segno di unità, ma un atto simbolico che stravolge la tradizione per lanciare un messaggio – diciamolo – parziale.E poco vale la storiella che “in Palestina non è guerra ma genocidio”: basta guardare al Myanmar (Rohingya), all’Etiopia del Tigray, alla Repubblica Democratica del Congo, allo Yemen, alla Siria, al Sudan, dove ogni giorno si consumano massacri, deportazioni, torture e stermini con evidenti caratteristiche di crimini di massa contro popolazioni specifiche, per non parlare della tragedia ucraina. Nel mondo oggi ci sono oltre 90 guerre, novanta drammi umani che non finiscono nei post social. Ma a Vicchio sembra esisterne una sola: quella che garantisce like facili e visibilità immediata, probabilmente per un proprio tornaconto.
Il punto dunque non è la politica estera, il punto è l’ipocrisia. Perché chi invoca quotidianamente la libertà – persino quella di stampa – è lo stesso che, con sorprendente rapidità, ha cancellato dal post ufficiale del Comune tutti i commenti critici sul “caso bandiera”. Domanda semplice: la libertà si costruisce togliendo la libertà? Vicchio non aveva mai assistito a un episodio simile di censura, roba da editto bulgaro di berlusconiana memoria.
E non è tutto. Pochi giorni fa il “fenomeno” ha invocato l’espulsione dal PD di alcuni parlamentari, colpevoli di aver presentato un discutibile ddl su antisemitismo e antisionismo. Non la Segretaria nazionale, non la Direzione del partito: Tagliaferri in persona. Il “re del fantacalcio”, ormai convinto di poter arbitrare anche la politica nazionale.
Ma a proposito di espulsioni e di arbitri, c’è un fatto che la dice lunga. Poche settimane fa, giocando in una partita di calcio presso il Campo Sportivo Comunale ”Luca Bartolozzi” con la maglia della Sandro Vignini, il Tagliaferri è stato cacciato dal campo per aver colpito un avversario. Il paradosso è presto detto: un primo cittadino che si riempie la bocca di educazione, Marcia della Pace e valori di Don Milani, finisce espulso per condotta violenta. Un comportamento che infanga la maglia del Vicchio e offre ai nostri giovani l’esempio più sbagliato possibile.
Poi c’è il caso Firenze vs Albanese. La sindaca Funaro ha spiegato con chiarezza perché la città non conferirà la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese: Firenze unisce, non divide. E allora chi ci penserà? Ovviamente Vicchio, con una delirante dichiarazione su alcuni quotidiani sempre a firma di Tagliaferri. L’ennesimo esempio di come si possa cercare visibilità personale utilizzando una tragedia, quella palestinese: una svendita della dignità istituzionale che lascia sgomenti.
E veniamo al punto più amaro. Sono stato sindaco durante tre anni di Covid, una delle stagioni più complesse della nostra storia recente. Ed è proprio per questo che trovo vergognoso che oggi l’amministrazione preferisca occuparsi degli equilibri geopolitici mondiali viaggiando a spese dei cittadini tra Cina e Cisgiordania come ha fatto Tagliaferri o con comunicazioni deliranti come nell’ultimo consiglio comunale,invece di occuparsi del paese che le è stato affidato.
Vicchio è in ginocchio. Il centro storico è moribondo. Entro fine anno chiuderanno attività storiche che hanno costruito la nostra identità. E tutto questo mentre siamo stati trascinati, per scelta unilaterale dell’attuale sindaco, dentro un predissesto che condizionerà i prossimi quindici anni.
Nel frattempo, in Consiglio comunale, arriva l’annuncio trionfale: “Vicchio investirà 13 milioni entro il 2029”. Curioso, per un Comune che durante la campagna elettorale sembrava sul punto di fallire. Ma è bene ricordare due verità semplici: – oltre 5 milioni provengono dalla mia amministrazione; – il resto arriva — purtroppo — dai danni degli alluvioni recenti.
Mentre il paese soffoca e i cittadini chiedono risposte reali, assistiamo a un sindaco più interessato a espellere parlamentari, dispensare cittadinanze onorarie e giocare alla geopolitica. Vicchio merita dignità, non fantapolitica.E Vicchio Vive lo dice con chiarezza: con questa amministrazione continueremo a scivolare nel vuoto, e presto toccheremo il fondo.
Filippo Carlà Campa
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Dicembre 2025




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