
BORGO SAN LORENZO – Dietro la pieve di Borgo San Lorenzo, all’ombra dell’antico campanile a pianta esagonale, vivono il pievano, don Luciano Marchetti, ed i vice parroci don Francesco Alpi e don Cristhian Quintana, dell’unità pastorale borghigiana. Al pian terreno della canonica c’è l’archivio, curato dai volontari Loretta, Paolo ed Elena, con la supervisione di don Francesco. Al primo piano si trovano le stanze di segreteria e per le riunioni, ed al secondo l’alloggio composto da un bel salotto d’ingresso, la cucina, un ampio salone e sei camere con bagno. Tutto molto accogliente, anche grazie ai restauri compiuti in precedenza da Mons. Corti, e alla dedizione quotidiana di Elena.
“L’unità pastorale di Borgo San Lorenzo – esordisce il pievano – è molto ampia, comprendendo la pieve e il santuario del SS. Crocifisso, le parrocchie di S. Maria a Olmi, S. Miniato a Piazzano, S. Cresci e Sacra Famiglia a Sagginale, S. Donato a Polcanto e S. Giovanni Maggiore a Panicaglia. Ecco perché siamo in tre, per poter far fronte agli impegni di un territorio così vasto”. Osservo che a me pare siano davvero pochi, e che potrebbero chiedere altro “personale”, ma il sindacato dei preti non è stato ancora fondato e, soprattutto, loro non hanno nessuna intenzione di lamentarsi.

Ognuno ha i suoi compiti: don Marchetti va a far visita ai malati, celebra i funerali, passa ogni sera dall’ospedale e sovrintende a tutte le attività. Don Francesco si occupa del centro giovanile al SS. Crocifisso, comprese le attività degli scout, e dello stato degli immobili. Don Cristhian segue la catechesi degli adulti, l’insegnamento della religione cattolica nella scuola delle suore stimmatine ed è responsabile della prima comunità neocatecumenale di Barberino.
Questa suddivisione rispecchia anche i talenti di ognuno: il Pievano per la propensione verso le persone, gli anziani, le famiglie; don Francesco più versato verso il mondo giovanile e associazionistico, don Cristhian particolarmente predisposto all’ascolto e quindi alle confessioni.
Per quanto riguarda i riti, i tre parroci si alternano nella celebrazione delle varie Messe e, nei giorni festivi, ognuno ha assegnato un itinerario specifico fra quelli che don Luciano chiama scherzosamente: “tour campestre” (Sagginale, Olmi e Piazzano), “tour semi-urbano” (S. Giovanni Maggiore e SS. Crocifisso) e la Pieve, mentre a Polcanto celebrano i padri del Monte Senario.

Ma come si svolge la loro vita quotidiana?
“La mattina – racconta don Luciano – facciamo colazione, e poi ci ritroviamo in chiesa per le lodi. Per il pranzo stiamo insieme, mentre a cena don Francesco non c’è quasi mai perché si trattiene al centro giovanile per le riunioni, ed è sempre lui che al rientro notturno mette il chiavistello alla porta”. Per quanto riguarda la cucina, pare ci sia la provvidenza che fornisce dei semilavorati che il Pievano completa con il suo tocco finale. La loro, comunque, è una casa aperta, anche per condividere un pasto con gruppi di parrocchiani, con i bambini della comunione ecc.

E come risolvono i problemi che possono venire a crearsi, anche fra loro?
Ognuno, per rispondere, ha usato termini significativi. Per don Luciano la parola magica è la pazienza, per don Francesco la chiave è il mettersi nei panni dell’altro, mentre don Cristhian crede nel valore della comunicazione, nel dirsi sempre le cose. Proprio don Quintana osserva, infatti: “Una cosa che mi ha colpito dell’Italia è che si mangia tutti insieme; nel mio paese ognuno consuma i pasti in maniera sbrigativa, mentre qui si conversa e si condivide”. A don Alpi insegnano molto i giovani che frequenta: “È bello avere a che fare con loro perché fanno domande, e così costringono anche me a chiarirmi sui vari aspetti. Ieri sera era mezzanotte passata quando mi chiedevano cosa fosse per me la fede, come la definirei…”.
Ma ora c’è fretta di mettersi al lavoro, e in questo periodo il pomeriggio sono già iniziate le benedizioni di casa in casa perchè, come dice don Luciano “Conviene ancora varcare quelle porte”.

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Febbraio 2026




