MARRADI – A Marradi, nella valle Acerreta la produzione di frutta, e in particolare quella di kiwi, è messa in serio pericolo dalle gelate primaverili di questi giorni, con un clima tornato improvvisamente rigido. Abbiamo parlato della situazione con la principale produttrice della zona: Olania Neri, dell’azienda agricola “Il Molino”, che ha dedicato a questa coltivazione ben 22 ettari di frutteti, i cui prodotti vengono acquistati dalla grande distribuzione.
Possiamo prima di tutto descrivere la situazione produttiva della valle? Voi solitamente che volumi fate?
“Per la produzione di kiwi – afferma – al momento la nostra azienda è la più grande, c’è un’altra realtà più piccola, mentre una terza ha recentemente cambiato le proprie colture. Noi, se l’annata è buona, se non grandina e i frutti legano bene, produciamo intorno ai 6 mila quintali di kiwi. Nella valle vengono coltivate anche pesche e susine. Io stessa avevo anche dieci ettari di pescheto, purtroppo dopo il maltempo degli anni scorsi li sto abbattendo, in quanto non abbiamo potuto fare i trattamenti e le piante si sono ammalate”.
Tornando alla produzione di kiwi, quale la situazione? C’è davvero preoccupazione?
“Sì, sono molto preoccupata, purtroppo le piante sono partite presto a causa di una primavera anticipata. Ci sono stati giorni molto caldi, le piante si sono avviate verso l’apertura delle gemme, che al momento sono già fuori. Abbiamo però passsato due mattine sotto zero, temo di aver già avuto dei danni, e ora stiamo aspettando giovedì (26 Marzo ndr), in quanto le previsioni per quel giorno parlano di una brutta perturbazione che potrebbe portare anche nevicate in quota. E in questi casila mattina può andare anche a tre o quattro gradi sotto lo zero”.
Cosa si può fare?
“Abbiamo sia impianti antibrina sia impianti fumogeni, a seconda degli appezzamenti, ma funzionano se il freddo non persiste per troppo tempo. Gli antibrina, ad esempio, si accendono prima che la temperatura arrivi a zero, sparando acqua sopra le colture. In questo modo si forma una patina di ghiaccio intorno alle gemme, che paradossalmente le protegge e riesce ad evitare che le temperature le danneggino eccessivamente. Ma la riuscita dell’operazione dipende da tanti fattori”.
Nella paggiore delle ipotesi di che danno si tratta?
“Se fa molto freddo e sta molto tempo sotto lo zero, si ghiaccia tutta la produzione, oppure una percentuale che può variare dal 50 all’80%. Quest’anno abbiamo assicurato le colture; negli anni passati non lo abbiamo fatto, perché c’erano condizioni probitive, a partire dalle franchigie e dai tassi applicati, e si rischiava di pagare, ad esempio, 130 mila euro di polizza per avere 200 mila euro di rimborso nel caso di un danno massimo del 100%. Adesso grazie ad un fondo specifico le condizioni sono migliorate e in caso di perdita totale si arriva ad un rimborso dell’80%”
Lo scorso anno come andò?
“A parte una lieve grandinata siamo andati bene. Adesso occorre aspettare alcuni giorni per vedere il danno eventualmente subito dalle gemme, ma intanto, già nei giorni scorsi, abbiamo avvisato le associazioni di categoria, per avviare la segnalazione del probabile danno. Verranno poi, nel caso, i periti in azienda per le stime definitive”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 Marzo 2026




1 commento
Cari amici de “il filo ” attenti con le parole scritte, a proposito di kiwy, non è il frutto che “lega” bensì il fiore che, poi, farà il frutto. Romano, che col bel meteo pedala nella valle del Lamone.