BORGO SAN LORENZO – Domenica 10 Maggio, al Centro giovanile di Borgo San Lorenzo, il “Centro radio soccorso” ha festeggiato cinquant’anni di attività, e soprattutto di volontariato (articolo qui). Ne abbiamo parlato con il presidente dell’associazione, Valerio Tagliaferri, in questa intervista.
Prima di tutto, com’è andata la festa?
“Ottimamente, è stata un successo, con la partecipazione di tante persone. Nell’occasione abbiamo presentato una ricerca di Aldo Giovannini sulla nostra associazione, e un libro scritto dalle nostre volontarie, sempre sui cinquant’anni del Crs. Io, da parte mia, ho fatto un breve intervento di ringraziamento ai volontari”.
Com’è stato questo suo ringraziamento?
“Ho letto questo testo: ‘Dico grazie ai volontari e ai dipendenti, per esprimere la mia gratitudine a tutti voi per la vostra disponibilità giornaliera. Grazie per tutto, grazie per ogni cosa, grazie per esserci sempre a supportare chi ha bisogno nei momenti difficili. È bello sentire la vostra presenza. Grazie. Nella vita ordinaria raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo, ed è solo con la gratitudine che la vita ci arricchisce. A volte mille parole non bastano per esprimere quello che si prova. Tutto quello che fate è fantastico, e siccome non so cosa dire, uso una sola parola detta con il cuore: grazie, grazie, grazie”.
Che dire poi della festa?
“C’erano i sindaci di Borgo San Lorenzo e Vicchio, Leonardo Romagnoli e Francesco Tagliaferri; mentre il sindaco di Barberino di Mugello Sara Di Maio ci aveva avvisato che era all’estero. Poi è venuto il presidente provinciale di Anpas, e quello nazionale ci ha mandato invece una lettera, che è stata letta durante la festa. Come detto, Aldo Giovannini ha presentato la sua ricerca, e Anna Guidarelli e Patrizia Zuri hanno detto due parole sul libro. E’ intervenuta anche la banda di Vaglia, poi abbiamo festeggiato con il buffet”.
Lei adesso è presidente, da quanto tempo fa parte dell’associazione? E come è cambiato il mondo del volontariato in questi anni?
“Il sono entrato nel Crs nel 1976, al momento del terremoto del Friuli. Sono poi stato il primo dipendente dell’associazione, dal settantanove fino alla fine dell’ottantanove. Ho poi lasciato per un periodo, e sono rientrato negli anni della presidenza Iannuzzi. Devo dire che prima c’era un tipo di volontariato a lungo termine, più strutturato. Oggi è più un fenomeno mordi e fuggi. Ad esempio, l’anno scorso c’è stata l’alluvione, e migliaia di ragazzi si sono prestati per spalare fango e pulire tutto. Finita l’emergenza, però pochi sono rimasti nelle associazioni. Da una parte è stata anche la pandemia, ormai vari anni fa, che ha stravolto tutto. In molti hanno lasciato per uno o due anni, e poi è stato difficile recuperarli e ripartire da capo, anche perché in molti casi avrebbero dovuto rifare corsi e formazione”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Maggio 2026





