BORGO SAN LORENZO – È stata una giornata ricca di spunti quella vissuta sabato 24 Ottobre, all’auditorium del liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo: una giornata di studi organizzata dal “Comitato Mobilità Mugello” e intitolata “Mugello, mobilità e partecipazione”. Nella sua introduzione al tema (articolo qui), l’ingegner Giuseppe Moschi, coordinatore del comitato, ha ricordato la grande opportunità offerta dalla rete ferroviaria per creare valore aggiunto al territorio. “L’opportunità – ha detto – è quella di realizzare una città diffusa. Il Mugello si trova a 30-40 minuti da Firenze e nella nostra valle possiamo accogliere tante funzioni, specie valorizzando il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani”.

“Ci sono per il territorio – ha detto il preside del Giotto Ulivi, Marco Menicatti, facendo gli onori di casa – vari temi, tra i quali la necessità di risolvere la contraddizione tra dare la priorità alla mobilità per uscire dal Mugello o alla mobilità interna”. Per i saluti istituzionali, la parola è poi passata al sindaco di Borgo San Lorenzo, Leonardo Romagnoli, e al presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello, Tommaso Triberti. Quest’ultimo ha ricordato: “I grandi investimenti fatti sulla linea Faentina, per la sostituzione dei ponti o per la sistemazione delle frane, sono da considerarsi interventi di manutenzione, non investimenti per lo sviluppo della linea”. Ha poi fornito il quadro delle richieste del Mugello: “Abbiamo una sola opportunità per creare sviluppo – ha detto –, che è quella di stare insieme. Se il territorio si divide, la partita è persa”.
Alla mattinata sono poi intervenuti i rappresentanti degli ordini professionali: architetti, ingegneri, geometri e agronomi, ciascuno dei quali ha portato il proprio punto di vista sul futuro. Il primo punto focale è stata la presentazione della tesi di laurea di Davide Salvini, che, insieme alla relatrice Simona Ciubini, ha illustrato il progetto di “Hub metropolitano del Mugello”, incentrato sulla stazione di San Piero a Sieve. Questa potrebbe diventare un nodo centrale di interscambio, basato su collegamenti ferroviari con Firenze ogni 30 o addirittura 15 minuti, come una vera e propria metropolitana di superficie, sul modello di Villa Costanza a Firenze.

Questo lavoro ha sottolineato però che dalla direttrice della Faentina rimangono al momento esclusi i territori di Barberino di Mugello, Palazzuolo e Firenzuola. Per queste aree è stata ipotizzata anche la realizzazione di nodi secondari da collegare a San Piero attraverso il trasporto su gomma.

Salvini ha illustrato poi l’idea di “Mu.go 2035”: un’app pensata in vista della scadenza del contratto di servizio nel 2034, che potrebbe essere in grado di elaborare i percorsi e calcolare i costi. Senza dimenticare un’altra prospettiva emersa durante la presentazione: la Faentina potrebbe essere elettrificata almeno per il 30% del tragitto, permettendo così l’utilizzo dei moderni treni bimodali o ibridi. Poi è stata la volta del dibattito con le persone e le autorità presenti in sala. Molto interessante anche il contributo di Antonio Floridia, già dirigente della Regione Toscana, che ha offerto una riflessione sul valore della partecipazione, strumento utile a migliorare la qualità della decisione ed anche a formare le competenze. “Ma partecipazione – ha ammonito – non è fare un’assemblea, ma una discussione organizzata in modo tale che tutti possano realmente partecipare. E si partecipa solo se non ci sono già decisioni già prese”.

La seconda parte del convegno si è aperta con una serie di interventi tecnici sulle prospettive di sviluppo della mobilità territoriale. Il primo intervento è stato quello del professor Luca Pugi, del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze, che ha illustrato le prospettive di elettrificazione della ferrovia Faentina, anche alla luce delle evoluzioni dei treni oggi disponibili sul mercato e dell’evoluzione tecnologica delle batterie utilizzabili. Il docente ha ipotizzato una linea mugellana elettrificata in modo parziale, in alcuni punti, all’uscita di Firenze e nel tratto di Borgo San Lorenzo. QUI METTEREI LA SLIDE DEI TRATTI DA ELETTRIFICARE Poi il professor Francesco Alberti, del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, ha parlato delle opportunità per il territorio del Mugello derivanti da un servizio ferroviario metropolitano, sottolineando anche quelle legate a un pendolarismo inverso, con persone che da Firenze raggiungono il Mugello.
Il professor Giuseppe De Luca, direttore uscente del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, ha presentato insieme all’architetto Simona Ciubini un’interessante relazione sul Mugello inteso come “città-territorio”, nella quale i confini amministrativi non coincidono più con quelli dei singoli Comuni, ma lasciano spazio a una visione d’insieme lungo la dorsale della Sieve. Una prospettiva interessante, anche se, come è stato fatto notare, non prendeva in considerazione l’Alto Mugello.

Molto efficace e ricca di numeri e dati è stata la relazione di Marco Moricci, coordinatore della Commissione territoriale Mugello e Valdisieve dell’Ordine degli ingegneri di Firenze, che ha approfondito le proposte del comitato Mugello Mobilità, presentando una serie di dati significativi. Le sue diapositive hanno fotografato la situazione attuale, mettendo in evidenza, ad esempio, il vuoto di due ore nei collegamenti tra il Mugello e Firenze, tra le 9.40 e le 11.40, e le potenzialità legate al potenziamento dell’hub di San Piero a Sieve. Moricci ha inoltre illustrato le possibilità di ridurre i tempi medi di attesa per le coincidenze a San Piero a Sieve, che attualmente superano la mezz’ora in più di un caso su cinque, e si è soffermato sul rapporto costi-benefici della creazione di un hub intermodale.

Mugello e Val di Sieve dell’Ordine Ingegneri di Firenze
È stata poi la volta di Anastasia Allkurti, che ha presentato le sue ricerche sugli effetti del pendolarismo sulla qualità della vita (qui) e quelle sugli effetti dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature sull’andamento della popolazione a Firenzuola (qui).

E’ intervenuto anche, per un saluto ed una riflessione, Fabio Boni, di Confindustria Mugello, portando i saluti del presidente territoriale Massimo Ferrati. Boni ha offerto ai presenti una breve riflessione, ricordando che nel 2019 fu stipulato l'”Accordo per lo sviluppo territoriale del Mugello”, dai contenuti molto simili a quelli discussi nella giornata di ieri. Ha sottolineato anche le difficoltà delle aziende nel trovare personale qualificato disposto a venire a lavorare nel Mugello e invece la necessità di trasformarlo in un “Best place to live”.

Dopo gli interventi dell’architetto Giuseppe Rosa, dell’Unione dei Comuni del Mugello, che ha illustrato le caratteristiche della grande ciclovia prevista tra Barberino e Contea, e già in costruzione in ampi tratti, e di Francesco Vernice, di Pin Bike, dedicato alla mobilità ciclabile, è stata la volta dell’architetto Alessandro Romolini, che ha presentato le proposte del comitato Mobilità Mugello per la viabilità carrabile nella zona di Borgo San Lorenzo. La relazione, particolarmente interessante sarà sicuramente spunto di dibattito, per le sue proposte di modifiche e di nuovi collegamenti viari per il capoluogo di Borgo San Lorenzo.
La giornata è poi continuata con una tavola rotonda, nella quale i sindaci del Mugello – erano assenti solo il sindaco di Firenzuola e l’assessore fiorentino Andrea Giorgio -si sono confrontati su due argomenti: l’integrazione del Mugello come “città territorio” e la stanchezza derivante dalle ripetute promesse non mantenute rispetto alla ferrovia Faentina ed ai suoi problemi.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Ottobre 2026





