FIRENZUOLA – Anastasia Allkurti, giovane firenzuolina, torna ad occuparsi di pendolarismo. A Settembre 2024 con la sua tesi di laurea, ha analizzato il caso di Firenzuola, con uno studio che mirava a capire come l’isolamento e le sfide dettate dalla carenza di efficienti mezzi di trasporto pubblici dell’area influenzino le scelte dei cittadini, in particolare per quanto riguarda la residenza e l’occupazione, secondo l’ipotesi chiave che la mancanza di trasporti accessibili spinga i residenti a trasferirsi nelle città più grandi per avere migliori opportunità (articolo qui).
Adesso, con i professori dell’Università di Firenze Maria Grazia Pazienza e Gianluca Stefani, si è concetrata sugli effetti del cambiamento climatico, pubblicando uno studio che mette in relazione i movimenti di residenza dalla piana verso 14 comuni montani della metromontagna fiorentina negli ultimi decenni, e la variazione delle temperature negli ultimi vent’anni. “Quello che abbiamo cercato di studiare – afferma – è se esiste una correlazione tra l’aumento delle temperature e la tendenza al ritorno nelle zone montane, arrivando ad alcune evidenze in senso positivo, soprattutto per l’Alto Mugello“.
“Ai dati sugli spostamenti delle residenze (migrazioni di medio periodo) – si legge – sono stati aggiunti dati sui movimenti giornalieri rilevati tramite agganci alle celle telefoniche, che permettono di individuare la presenza degli individui nella piana durante il giorno e nei comuni montani durante la notte”.
La ricerca evidenzia che “l’aumento delle temperature estive nella piana fiorentino-pratese e i differenziali termici con la montagna sono associati a un incremento significativo del pendolarismo verticale giornaliero“. Una mobilità che “rappresenta una forma di adattamento climatico già in atto, distinta dalle migrazioni permanenti e fortemente influenzata dalle caratteristiche altimetriche, infrastrutturali e di resilienza dei comuni montani considerati”.
Fino alle conclusioni: “Il fenomeno individuato offre inoltre spunti rilevanti per le politiche territoriali: la crescente attrattività delle aree interne in risposta al riscaldamento urbano potrebbe infatti essere sostenuta da adeguati investimenti infrastrutturali, favorendo percorsi di rivitalizzazione e una maggiore stabilizzazione nel medio periodo delle presenze nei territori montani, arrestando così le dinamiche di spopolamento di lungo periodo“.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Gennaio 2026



2 commenti
A me pare che il discorso sia sempre il solito, tanto annoso quanto banale: senza trasporti e servizi, la montagna si spopola e la città scoppia.
Ottimo lavoro. Già era stato segnalato da studi che Firenzuola tra alcuni decenni sarà una delle poche isole felici (e la cosa peggiorerà senz’altro con Trump). Ancora di più si pone il problema di un migliore collegamento fallito squallidamente con la vicenda della Bretella per Firenzuola faus