
BARBERINO DI MUGELLO – Abbiamo chiesto a Gian Piero Luchi, ex-sindaco di Barberino di Mugello, e coinvolto nella vicenda giudiziaria sulla gestione urbanistica a Barberino, un commento dopo la sentenza. Ecco cosa ci ha scritto.
Non sono certamente soddisfatto della sentenza che mette fine (forse! dal momento che è possibile ancora appellarsi) all’indagine sulla gestione dell’urbanistica a Barberino nel periodo del mio mandato da sindaco. E’ stata dettagliatamente verificata e valutata (dalla polizia stradale!?! Seppur coordinata da un PM) tutta la gestione degli anni 2002-2008. Si ricorderà delle giornalate soprattutto ne La Repubblica, con grandi foto e riferimenti alle accuse: Nuovo Casello, Outlet, Variante di Valico, Bellosguardo, Sottocastello, Ex stalle di Galliano, area zona Miniera, Salaiole (e forse anche altro). Nel 2008 si sono concluse le indagini: intercettazioni, lettere anonime, memorie varie e interrogatori a molti soggetti, tranne che ai diretti interessati. Sono seguiti perquisizioni domiciliari, acquisizione di ulteriori documenti e nuovi interrogatori, sempre tranne ai diretti indagati. Nel gennaio 2013 sentenza di proscioglimento emessa dal GIP. Ricorso del PM in Cassazione e processo concluso in questi giorni, dopo appunto tre anni dalla sentenza del GIP con la sentenza del Tribunale di Firenze: “Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione”.
Dopo 8 anni dalla conclusione delle indagini penso avrei avuto diritto ad un giudizio di merito e non alla prescrizione. Tra l’altro se è intervenuta la prescrizione non è certo colpa dell’imputato (questi sono i tempi purtroppo della Giustizia). Nel merito, direi prescrizione dell’accusa e non del reato, visto che non si è giunti ad una condanna. E così non poteva che essere poichè nessun reato è stato commesso dal sottoscritto. Fa rabbia in particolare che sia stato lo stesso PM, dopo aver ricorso in Cassazione contro la sentenza di proscioglimento del GIP, a chiedere la prescrizione, a dimostrazione del fatto di non essere riuscito in Tribunale a dimostrare la fondatezza della sua accusa. Per tutto questo, non posso essere soddisfatto della sentenza.
Mi amareggia infine la condanna emessa contro Paolo Pinarelli, il tecnico che ha lavorato per tanti anni per il comune dimostrando qrandi capacità professionali e assunzione di responsabilità. L’unico colpevole, seppure di un fatto specifico. Una condanna che pare, almeno a me, soltanto il tentativo di giustificare in qualche modo l’enorme e dispendioso (per la collettività) lavoro della Giustizia.
Gian Piero Luchi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 marzo 2016



