MUGELLO – Forte scontro tra sindaci nell’ultima seduta del consiglio dell’Unione su un argomento caldo e attuale, mai finora discusso in quell’assemblea, quello della gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Una discussione accesa, con reciproci scambi di accuse, specifiche, distinguo, per una questione che non era iscritta in quella seduta neanche all’ordine del giorno e che ha occupato per quasi due ore il dibattito dell’assemblea che in quella mattinata andava anche a votare la modifica dello statuto stesso dell’unione.
Tutto è iniziato con la comunicazione da parte del consigliere Michele Ballini del gruppo “Centrosinistra per l’Unione del Mugello – Democratici e Socialisti”, che chiedeva se vi fosse stato un cambiamento nella politica da parte dell’Unione di gestione dei profughi nel territorio, dopo quanto accaduto a Firenzuola per l’arrivo di 25 donne africane in una abitazione privata del capoluogo, che ha scatenato le preoccupazioni di tutta la cittadinanza. A tale comunicazione – a dire il vero una prassi non prevista dal regolamento, in quanto le comunicazioni sono da parte della giunta verso l’assemblea e non viceversa- ha risposto il sindaco Roberto Izzo che ha specificato che “la posizione è rimasta sempre la stessa, la Società della Salute mantiene lo stesso indirizzo che fino ad oggi ha mantenuto”, ribadendo di smettere di fare allarmismi, tenere bassi profili e di mettere “la benzina nelle macchine e non buttarla sul fuoco” perché “serve una gestione prudente e consapevole nell’indirizzo di accogliere chi ha bisogno”, parlando di soluzione umanitaria giusta, quella dell’accogliere, contrariamente a quella di “costruire muri”, una questione che “elettoralmente non paga – ha commentato il sindaco di Borgo Paolo Omoboni – e che si prova a gestire con grandi sacrifici”.
Da lì un dibattito-scontro tra sindaci, lungo ed estenuante, che ha fatto dire al presidente Ignesti che “le tematiche dei consigli comunali non sono da portare in contrapposizione nell’assemblea dell’Unione, visto come vanno a finire, ci sfocia tutta roba che non c’entra nulla”, che ha poi avuto come sintesi la proposta, lanciata dal consigliere Claudia Masini di Rifondazione, condivisa prima da Patrizio Latronico del gruppo del Centrosinistra e da Paolo Bassetti delle civiche “Insieme, per il mugello” e quindi da tutta l’assemblea, di “riportare questa discussione, che è importante, all’interno di una commissione, con la presenza della Prefettura” con l’auspicio di “scrivere un documento condiviso, fatto di proposte, portando come Unione del Mugello il nostro contributo”.
Durante il dibattito sono emersi con chiarezza i punti deboli dell’attuale modello di accoglienza. Intanto tenere in stato di permanente emergenza le Prefetture porta a cambiare direttive dal giorno alla sera creando caos e non comprensione delle direttive lungo la linea di comando, generando allarme, preoccupazione, arrivando poi a soluzioni alloggiative che risultano magari non idonee né per i migranti né per i cittadini italiani. Non si ha un dato certo di quanti richiedenti asilo sono finora arrivati non solo nel Mugello, ma in tutti i territori, a quanti sia stato riconosciuto il diritto di asilo e chi di questi abbia trovato un lavoro, “unica vera integrazione, che non si fa con cene e feste – ha notato il sindaco Scarpelli di Firenzuola – dove siamo tutti sorridenti e belli”.
E non si sa quanti di quelli qui accolti siano scappati e che che fine abbiano fatto. “L’altra sera – ha raccontato Scarpelli – alle dieci di sera tre ragazzine del gruppo dei migranti sono fuggite scavalcando il cancello della villa e se la sono date a gambe levate. Queste figliole ventenni sono sparite nel nulla. Potrebbero essere da parenti, da amici o diventare preda di qualcuno. Dove sono queste ragazze oggi? E’ giusto non preoccuparsene? Per questo dico che la situazione non è ben gestita; non sapere chi è arrivato, chi è stato riconosciuto e chi di questi ha un lavoro, che fine ha fatto chi è sparito, dimostra che siamo nel caos”. Gli ha replicato duramente il sindaco Stefano Passiatore di Dicomano: “Sono due anni che facciamo i conti con questi problemi, Vicchio dal 2010. Li facciamo con i cittadini, con le forze dell’ordine, le associazioni. A Firenzuola sono arrivati da neanche una settimana. Che la gente scappa ne se parla da cinque anni. Ma io come sindaco sono chiamato ad amministrare le cose che riguardano il comune. E il tema di che cosa succede a chi scappa non è nelle nostre facoltà. Riguarda le forze dell’ordine, il Ministero degli Interni. Noi siamo chiamati a fare altro. Se siamo una comunità politica e non solo di scopo, è il momento di dimostrarlo” e di lì l’accusa al sindaco di Firenzuola: ”Con le tue polemiche abbiamo invece dimostrato l’esatto opposto – ha detto Passiatore – è stato un po’ come se il sindaco di Dicomano sulla questione delle biomasse avesse speculato dicendo ‘non vi preoccupate a Dicomano non si metterà mai l’impianto a biomasse perché fa venire il cancro’. Sarebbe stato una follia dire una cosa del genere. Le cose si affrontano insieme e non si scarica sugli altri alla prima occasione”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 agosto 2016






