BORGO SAN LORENZO – Della scelta di passare al sistema del “porta a porta” per la raccolta dei rifiuti in Mugello, nei comuni serviti da Publiambiente, abbiamo già dato ampio conto (articolo qui), e ancora ce ne occuperemo trattandosi di questione rilevante. Qui invece vogliamo illustrare cosa è accaduto in consiglio comunale a Borgo San Lorenzo, dove tutte le opposizioni, pur essendo -escluso Forza Italia- favorevoli al porta a porta, hanno presentato una serie di richieste, chiedendo di impegnare sindaco e giunta a portarle sul tavolo di Publiambiente, gestore del servizio, e a ottenere risposte entro 60 giorni.
Ma la maggioranza PD – Borgo Migliore ha bocciato il documento presentato dal capogruppo della lista civica Luca Margheri, e sottoscritto o sostenuto da tutte le opposizioni.
Margheri è deluso: “Sono richieste di buonsenso, che sembrerebbero perfino scontate. Ma siccome con i gestori dei servizi pubblici le cose di buonsenso spesso scontate non sono, è meglio mettere nero su bianco. E il tempo c’era. Ancora una volta la maggioranza, che pure ha definito le nostre proposte ‘condivisibili e importanti’ ha preferito sterilizzarle, con il solito escamotage di discuterne in commissione. Il passaggio al “porta a porta” è un evento importante per il nostro comune, e credo che sia un passaggio inevitabile. Ma andrà gestito al meglio, per ridurre al minimo i disagi per i cittadini e possibili danni collaterali. E sinceramente non c’è da fidarsi troppo di Publiambiente. Per cui, o il Comune si rimbocca le maniche e sta addosso al gestore, oppure i problemi non mancheranno. Purtroppo finora si è dato troppa mano libera, troppa carta bianca a Publiambiente: ci mandavano il piano finanziario quando pareva a loro, con molti mesi di ritardo, lo scrivono in modo assolutamente generico e poco puntuale. La spesa per i comuni è fissata a consuntivo, ovvero si dà loro mano libera sul piano economico-finanziario e poi noi paghiamo, non c’è alcuna trasparenza su niente, né sull’organizzazione dei servizi, né sui costi, né sugli esiti delle raccolte, né sui ricavi dai materiali riciclati”.
Ecco allora le richieste che Margheri, Masini, Gozzi, Marrani e Ferruzzi volevano che il sindaco facesse a Publiambiente: “Intanto -spiega Margheri- ci facciano una relazione sull’andamento e le problematiche emerse dalla sperimentazione in atto a Ronta. Per capire eventuali criticità. E’ stata fatta per sperimentare, e se ne è saputo sempre ben poco. E allora a che serve sperimentare?
Poi vogliamo un’’illustrazione chiara e dettagliata di tutti i costi previsti dalla nuova organizzazione di raccolta dei rifiuti. Non possiamo accettare una riorganizzazione del servizio senza che ci venga presentato con chiarezza un quadro economico dell’operazione. Un quadro economico complessivo. Già si sente dire che il passaggio del porta a porta porterà a un aumento del 18-20% per i borghigiani. Da cosa deriva questo aumento? I cittadini hanno diritto di sapere. E anche il consiglio comunale”.
“Altra cosa che chiediamo -continua Margheri- è la definizione, puntuale e precisa, degli sconti e dei bonus per favorire l’incentivazione della raccolta differenziata. Publiambiente a differenza di altri gestori, come Hera in Alto Mugello. non ha mai fatto una seria politica di incentivi, per favorire la differenziata. E poi vogliamo capire meglio le modalità gestionali, con particolare riferimento alla frequenza di ritiro, e alla quantificazione dei materiali riciclabili conferiti da ciascuna utenza con il porta a porta. Cioè, quante volte si passerà a ritirare l’organico? E in che modo si misureranno le quantità dei materiali riciclabili? Qualcuno mi ha detto che si conteranno i sacchetti, a prescindere dal peso… Mi sembrerebbe incredibile. Poi sarà bene che Publiambiente ci faccia sapere quanto ricava dalla vendita di ciascun materiale riciclabile, e le quantità annuali raccolte. Possibile che non vi siano introiti dalla vendita dei materiali raccolti in modo differenziato? A quanto ammontano? Quant’è il saldo? Non possiamo rimanere all’oscuro di tutto questo. E magari ci facessero preventivamente discutere anche delle modalità di formazione e informazione per cittadini e imprese, non sarebbe male. Infine, è opportuno richiedere a Publiambiente, a cadenza semestrale in questa fase di sperimentazione, e successivamente a cadenza annuale, una relazione dettagliata sui costi, voce per voce, in merito al servizio di raccolta, sulle problematiche emerse, le risorse umane impiegate, le quantità di materiali raccolti, le destinazioni e i ricavi. Ripeto, richieste semplici e logiche, per tutelare i cittadini. Davvero non capisco perché PD e Borgo Migliore abbiano votato contro. Forse per non dare ragione alle opposizioni. O forse per non dispiacere Publiambiente, che è società pubblica egemonizzata dal Pd. Ma con queste logiche non si fa il bene dei cittadini”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 ottobre 2016





