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CRESCE IL CENTRO CARNI MUGELLO, CON LA BOTTEGA DEI PRODOTTI LOCALI
Nel nostro “viaggio” attraverso il “distretto alimentare” del Mugello, quella sorta di rete di iniziative pubbliche e private che valorizzano i prodotti della nostra zona, è d’obbligo citare subito il Centro Carni del Mugello di Mattagnano-Rabatta, tra Borgo San Lorenzo e Vicchio. Qui ha sede il grande macello pubblico –gestito dalla Cooperativa Agricola di Firenzuola-, che di recente ha aggiunto un altro tassello importante, una bottega –ben realizzata anche sul piano estetico- che raccoglie il meglio della produzione agricola mugellana, a cominciare, naturalmente, dalla carne, ma senza dimenticare tutto il resto, dal farro prodotto in Alto Mugello al miele, dai formaggi al pane. E si sta lavorando per aprire presto un reparto di ortofrutta, anch’essa a chilometro zero, gestito direttamente dagli orticoltori locali. L’obiettivo è quello di creare una vetrina della migliore produzione mugellana, nella consapevolezza che solo una più efficace presenza sui mercati può far compiere un salto di qualità a una produzione sicuramente di alta e altissima qualità, ma che non sempre riesce ad essere commercializzata al meglio, per mancanza di strutture adeguate.
Ora qualcosa si è mosso, per merito della Caf. Che ha aperto questo punto vendita in Mugello, e che sta lavorando ad aprirne un altro nella piana fiorentina, a Lastra a Signa, mentre un altro negozio basato sulle eccellenze mugellane, sempre con il marchio Caf ma gestito dall’imprenditore barberinese Mocali, dovrebbe presto aprire a Barberino di Mugello.
“Quella che abbiamo inaugurato –dice Alessio Serra, direttore della CAF, vuol essere una vetrina del Mugolo agricolo e agroalimentare, e ci è sembrato importante far diventare il Centro Carni il polo della filiera agroalimentare mugellana”. Per questo l’intenzione –che già ha avuto un primo “assaggio” concreto con l’inaugurazione, e poi con la presentazione di un libro di cucina scritto dalla mugellana Luisanna Messeri- è di fare della bottega di Campagna Amica un centro di iniziative: “E’ nostra intenzione –spiega Serra- proporre appuntamenti, parlare di cucina, di zootecnia, fare prove di mungitura, occasioni per parlare del nostro territorio e dei nostri prodotti, fare della bottega un trampolino di conoscenza e di valorizzazione del Mugello. E vorremmo nel futuro promuovere un appuntamento periodico di mercato intorno alla bottegaie, un mercato degli agricoltori”.
Certo, per aprir botteghe non è un gran periodo. “Il mercato –nota Serra- è in forte flessione, ed è sicuramente l’aspetto più negativo, che sta coinvolgendo tutti. Questa è la nostra risposta, una risposta forte del mondo agricolo, attraverso i piani di filiera, e continuando a investire, sottolineando l’importanza della tipicità e della qualità”.
Il direttore della Cooperativa vuole sottolineare un altro aspetto: “E’ un messaggio che con la nuovo bottega vogliamo lanciare ai mugellani: acquistando prodotti locali si dà un contributo importante alla salvaguardia del nostro territorio, mantenendo la presenza delle aziende”. Questione importante, perché la chiusura di un’azienda agricola porta a un abbandono di quel territorio, con problemi paesaggistici, ambientali e di tenuta idrogeologica.
A Serra chiediamo se la filiera corta è in grado di assicurare anche la convenienza economica per i consumatori. Il direttore della CAF dà una risposta onesta: “La territorialità –riconosce- non va d’accordo con il basso prezzo, il nostro è un territorio svantaggiato. Produrre in Mugello obiettivamente costa di più: non è certo la stessa cosa fare allevamento in pianura padana, e allevare in Mugello. Anche le difficili stagioni climatiche che abbiano avuto non aiutano: la siccità dell’ultima estate ed ora tutte queste piogge difficoltà le hanno create”.
Del resto il prezzo, quando si mettono sulla tavola i prodotti alimentari, non può essere l’unico parametro. E non a caso la scommessa del Mugello è, da tempo, quello di puntare sull’alta qualità, sulla garanzia di provenienza, sulla tipicità. Valori aggiunti che posso consentire la tenuta –anche nello svantaggio di produzioni e mercati limitati- del sistema produttivo locale.
Intanto il Centro Carni si allarga
L’apertura della “bottega” – in verità un negozio di macelleria c’era già, ora lo si è fatto più grande e più ricco- ha coinciso con l’avvio dei lavori di ampliamento della struttura, che ormai da un decennio rappresenta un fondamentale punto di riferimento per la zootecnia locale. Poter macellare bovini, suini ed ovini prodotti in Mugello senza necessità di rivolgersi a strutture lontane, è indubbiamente un utile risparmio sui costi. Ma, ancor più importante, è stato il fatto che la gestione sia stata affidata alla Cooperativa Agricola di Firenzuola, la CAF, che raccoglie la gran parte degli allevatori del Mugello. Non più dunque solo “macello pubblico”, ma “Centro Carni”, ovvero una struttura che lavora e commercializza il prodotto, garantendo così ai produttori uno sbocco diretto sul mercato.
I lavori di ampliamento –un intervento da un milione e mezzo di euro- erano attesi da molto tempo, bloccati da una lunga diatriba tra le due ex-Comunità montane, del Mugello e della Val di Sieve, comproprietarie della struttura, con l’ente della Val di Sieve poco interessato a investire. Alla fine ha ceduto tutto al Mugello, e la cosa si è sbloccata. Nuove celle frigorifere, nuovi spazi e nuove attrezzature, con la previsione di abilitare il macello e il centro di lavorazione anche per la grossa selvaggina -cinghiali, caprioli, cervi-. Del resto quello di Mattagnano è l’unico macello pubblico in tutta la provincia di Firenze, e tra i servizi previsti per gli allevatori aprirà presto anche un centro di raccolta delle carcasse degli animali morti.
I soci della CAF sono circa un centinaio, e quest’anno il fatturato ha raggiunto i 9 milioni di euro –in lieve flessione per la contrazione dei consumi e per la cessazione del rapporto con alcuni clienti non più in grado di garantire i pagamenti. Attualmente la CAF conta 32 dipendenti, il presidente è l’allevatore di Dicomano Roberto Nocentini, presidente di Coldiretti della provincia di Firenze.













