SCARPERIA E SAN PIERO – Anche Repubblica si occupa del contestato impianto di Massorondinaio, e con un articolo di Franca Selvatici, dal titolo esplicito “Spostate la fabbrica del bitume” racconta la storia dell’impianto, sul quale pende un esposto in procura.
“Il fumo nero si alza fra le case”, inizia ad effetto la giornalista di Repubblica. Di solito è biancastro ma nero colpisce di più, visto che “i cittadini si battono da anni, invano, per costringere l’impianto di lavorazione di inerti e conglomerati bituminosi Piandisieve a spostarsi lontano dall’abitato, perché i fumi, le polveri e i miasmi sono insopportabili e fanno temere per la salute dei residenti”.
L’articolo racconta dell’esposto in procura, e dell’intenzione di presentarne un altro “sui possibili effetti delle emissioni sulla salute umana”.
Poi la storia: l’impianto costruito nel 1964 sulle rive della Sieve, per dragare rena e ghiaia, l’ampliamento dell’attività con conglomerati bituminosi e lavorazioni di inerti. Poi le interruzioni dell’attività -“Perché già oltre 30 anni fa i residenti non ne potevano più”-, la ripresa nel 1985, per salvaguardare l’occupazione “e con la promessa che l’impianto sarebbe stato spostato in piena campagna. Una beffa”.
Ancora peggio, “nel 2000 il Comune autorizzò il proprietario dell’impianto a costruire nel terreno vicino 38 abitazioni vendute con l’impegno verbale che di lì a poco l’azienda sarebbe stata spostata. E nei pressi furono realizzati, con i fondi TAV, un parco pubblico e attrezzature sportive”.
Poi gli anni più recenti: l’autorizzazione nel 2010 della Provincia per una linea di produzione di conglomerato bituminoso con il fresato dei vecchi manti stradali. E nel 2017 “l’azienda ha ottenuto sia l’autorizzazione paesaggistica dal Comune che lAutorizzazione unica ambientale della Regione Toscana con durata 15 anni per la lavorazione di inerti di cava”.
Selvatici nel suo articolo aggiunge altri particolari. Che dapprima l’impianto era stato affittato alla ditta Cores che aveva vinto un appalto da 4 milioni e mezzo della Metrocittà. “Sì –scrive la giornalista- proprio la Cores il cui amministratore è stato arrestato mentre cercava di rifilare una bustarella a un funzionario della Città Metropolitana”.
E ora, “dal primo dicembre 2017 l’impianto di conglomerato bituminoso è stato dato in affitto fino al 2022 alla ditta Bindi di San Giovanni Valdarno, che si è aggiudicata un appalto dall’Anas di 21 milioni di euro per il rifacimento del manto stradale sulla dissetata E45 Orte-Mestre”. Ed è autorizzata a lavorare anche di notte.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 giugno 2018




