BORGO SAN LORENZO – Da diverso tempo il tema delle fusioni tra Comuni sembrava assopito. Il tempo è passato, e a parte Scarperia e San Piero, e probabilmente Dicomano e San Godenzo, gli altri comuni non hanno fatto passi concreti verso l’unificazione amministrativa e politica. Forse qualcosa sottotraccia si era mosso. Borgo San Lorenzo pensava a un matrimonio con Palazzuolo o con Vicchio – e Vicchio a suo tempo gli rispose picche (o almeno lo fece un suo assessore) -, Triberti di Marradi ipotizzò di andare con Borgo San Lorenzo o Brisighella, ma poi lo stesso Triberti non ne ha più riparlato.
Adesso si registra un’importante iniziativa politica, destinata a suscitare dibattito e forse anche polemica: sindaco e giunta di Borgo San Lorenzo hanno preso carta e penna e scritto a sindaci e assessori di tutti gli altri comuni, invitandoli “a manifestare la disponibilità ad affrontare in maniera concreta il tema, iniziando a mettere sul tavolo le disponibilità reali di ognuno di noi e darci, se del caso, degli obiettivi temporali concreti e credibili per i prossimi anni”.
“Cari colleghi, cari assessori – inizia così la lettera partita da Borgo San Lorenzo, e arrivata sul tavolo dei sindaci e delle giunte di Barberino, Scarperia e San Piero, Firenzuola, Palazzuolo sul Senio, Marradi, Vicchio e anche Vaglia -, vi scriviamo perché crediamo sia giunto il momento di considerare seriamente un tema che riteniamo cruciale per lo sviluppo, sociale ed economico, della nostra terra: le fusioni dei comuni”.
Omoboni e la sua giunta lo ricordano: “Nel programma di mandato dell’Unione montana dei Comuni del Mugello abbiamo riconfermato in maniera convinta l’investimento sull’Unione ‘senza sottrarci al tema delle fusioni di comuni, ‘caldeggiate’ dallo Stato e dalla Regione. Una esperienza positiva e battistrada nel territorio mugellano è stata realizzata dal Comune di Scarperia e San Piero’. A questa si è aggiunta quella tra i Comuni di San Godenzo e Dicomano, che sta seguendo l’iter procedimentale”.
E così ora si sollecita: “Ad un anno dalla fine del mandato, sarebbe un’occasione persa non aver pensato e costruito una nuova geografia istituzionale per il Mugello. In una contingenza politica così complessa per chi deve amministrare, si deve valutare come poter dare nuove e migliori risposte ai nostri cittadini. Risposte di servizio, di inclusione, di miglioramento delle condizioni generali della popolazione. Se infatti avessimo risorse per quant’è la nostra volontà di ‘fare’, saremmo i migliori sindaci del mondo”.
Secondo gli amministratori borghigiani i vantaggi di una fusione sarebbero evidenti e rilevanti per tutti: “Le risorse destinate alle fusioni – si legge nella lettera – sono aumentate anche per il 2018. Non possono essere il solo motivo delle fusioni, ma il tema generale delle risorse e dell’efficientamento della macchina amministrativa è un tutt’uno con la nostra capacità di esprimere una politica moderna e riformista per il futuro, senza che un ormai obsoleto campanilismo possa fermare questo processo, che domattina potrebbe essere intrapreso in maniera obbligata e senza alcun beneficio economico”.
“La ‘Questione istituzionale’ è rilevante, e non più rimandabile ed io per primo -aggiunge il sindaco Paolo Omoboni – sono pronto a fare un passo indietro, se questo può rendere più agevole il cammino. Un accenno per sottolineare che non si tratta di discutere ora di posti e di ruoli, ma di fare una scelta importante per il futuro dei comuni mugellani”.
E la lettera così conclude: “Pertanto abbiamo deciso di scrivervi formalmente questa lettera, come Giunta del Comune di Borgo San Lorenzo, invitandovi a manifestare la vostra disponibilità ad affrontare in maniera concreta il tema, coinvolgendo anche le forze politiche locali e i consigli comunali, iniziando a mettere sul tavolo le disponibilità reali di ognuno di noi e darci, se del caso, degli obiettivi temporali concreti e credibili per i prossimi anni”.
Il tema è così nuovamente sul tavolo. Ed ora vedremo se e quali risposte vi saranno a questo invito di “matrimonio” così esplicito.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 agosto 2018





5 commenti
Dopo Scarpiero avremo, molto probabilmente, Dicodenzo (o Sangomano?).
Ma la ciliegina sulla torta sarà: Borghicchio!
(Ma faciteme ‘o piacere)
Bella la foto di gruppo, del Comune in piena attività. Delle 9 persone ritratte, due parlano tra loro, tre giocherellano col telefonino, la bionda sembra più interessata alla lettura, il capintesta sembra dormire (o è assorto nei suoi pensieri o sta facendo pennichella dopo qualche taglio di nastro con relativa sgrifata), testimoniando il grande interesse per gli argomenti della riunione.
L’idea fondamentalmente mi sembra buona, ma perchè fare una fusione che costringe a cambiare strade, indirizzi e toglie quel campanilismo che pur essendo “antico”, ci mantiene comunque attaccati al nostro territorio ed alle nostre origini. Credo che sarebbe più sensato creare un nuovo comune Mugello, mantenendo gli attuali paesi come se fossero frazioni e quartieri, collaborando insieme con una visione più ampia del nostro territorio e senza tentare assurdi accrocchi burocratici o nomi forzati e ridicoli.
Sarebbe l’ora…tanto tutti i comuni mugellani sono in deficit, non c’è personale sufficiente e sempre meno ve ne sarà per un mancato ricambio generazionale; quindi meno sindaci, meno consiglieri quindi più efficienza e risparmi….Scarpiero è un ottimo esempio…in mugello dovrebbero esserci solo due comuni, Barberino e Borgo, il resto frazioni, con buona pace dei campanilisti nostrani
Sindaco e Giunta, invece di pensare ad ulteriori fusioni (visto anche l’infelice accorpamento delle Scuole Elementari e Medie in un mastodontico Istituto Comprensivo senza peraltro risolvere l’annoso problema dell’edilizia scolastica) farebbero bene ad attivarsi per migliorare i SERVIZI dell’attuale Comune di Borgo San Lorenzo che mi pare anche troppo dimensionato poichè, in un breve lasso di tempo, è cresciuto dai circa 16.000 abitanti ad oltre 18.000 senza incrementare nessuna struttura urbanistica e sociale.