SCARPERIA E SAN PIERO – Oggi, lunedì 11, i ragazzi della terza media dell’istituto comprensivo di Scarperia e San Piero hanno partecipato a una “lezione” davvero diversa. A tenerla il primo cittadino in persona che, davanti alla lapide in memoria dei vittime delle foibe, nei giardini al lato di viale Kennedy ha spiegato alle nuove generazioni il perché di questa “Giornata del ricordo”.
“Una giornata importante – spiega Ignesti – perché, proprio per la presenza dei ragazzi, ci aiuta a far capire, conoscere e ricordare quelli che sono stati i tremendi fatti avvenuti nel ‘900. Ma penso anche che possa servire a non dimenticare, e soprattutto a poter agire, non in maniera ipocrita, facendo memoria di questi eventi così tragici. Altrimenti diventa inutile condividere questi racconti e queste commemorazioni. Il nostro dovere è parlare di queste cose sempre e, anche grazie alla scuola, stiamo cominciando a farlo dopo troppi anni di silenzio. Abbiamo scelto, quindi, di posticipare di un giorno la commemorazione proprio per permettere la presenza degli studenti: andare a scuola significa anche diventare cittadini attivi e consapevoli ed avere un pernsiero più aperto che vada oltre gli stereotipi”.
“La scuola da tempo affronta un percorso sulla memoria – spiega la preside Meri Nanni – che riguarda i fatti del passato ma è legato anche ai valori del presente. Questo, quindi, è uno dei passi che stiamo facendo con i ragazzi delle classi terze che avrà il suo culmine ad Auschwitz, luogo della memoria per eccellenza, per cercare di sensibilizzarli, affinché i valori che cerchiamo di trasmettere vengano poi riportati sul vissuto e sul presente”.
“Questa giornata – ha concluso il consigliere regionale Fiammetta Capirossi – rientra in termini d’importanza in tutte quelle commemorazioni che celebrano il ricordo o una memoria di quello che è accaduto, non molti anni fa. Purtroppo si tende a dimenticare, ed il fatto che abbiamo vissuto 70 anni di pace forse ci fa un po’ rilassare; invece è fondamentale mantenerne memoria perché più che questi fatti si allontanano e più che si perdono le testimonianze dirette, più si perde l’emozione di capire l’importanza di queste giornate”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 febbraio 2019




