DICOMANO – Nei giorni scorsi nel comune di Dicomano è stata ricordata Annick Mireille Blandine Loba. Cittadina dicomanese originaria della Costa D’Avorio, è deceduta il 28 novembre 2022. “La sua storia – si legge sui social del Comune di Dicomano -, oltre ad essere una storia di immigrazione e integrazione, è una storia di mancato rispetto di diritti civili che il nostro ordinamento dovrebbe garantire a chi sceglie di vivere e lavorare nel nostro Paese. È però soprattutto una storia di solidarietà, che ha portato alla creazione di un progetto promosso da MeltingPot e Arci che mira a garantire e migliorare l’accesso a un diritto fondamentale come il ricongiungimento familiare, al fine di contribuire a porre fine alle ingiustizie che di fatto privano le persone di un diritto costituzionale, protetto anche dalla Direttiva 2003/86/CE e dall’art.8 Cedu. Annick l’11 novembre 2022 aveva finalmente ottenuto, dopo un anno (in media dovrebbero essere 120 giorni) il tanto voluto nulla osta per ricongiungersi ai figli Kady e Loic che aveva lasciato in Costa D’Avorio 6 anni prima, nella speranza che una volta integrata avrebbero potuto raggiungerla per avere un futuro nel nostro paese. I figli sono finalmente arrivati in Italia. In quei giorni bui e pieni di difficoltà è nata una catena di solidarietà che ci ha condotto alla giornata di oggi. In primis c’è stata la volontà di Cinzia e Marcella che avevano conosciuto Annick con la loro agenzia di lavoro, a cui si sono aggiunti il nostro Comune e la Misericordia di Pontassieve con il governatore Franco Tanturli, per poi incontrare la Dott.ssa Maria Grazia di Liberto e l’Avv.to Gennaro Santoro che hanno seguito la vicenda legalmente, oltre che all’ aiuto e alla solidarietà di alcuni nostri concittadini, Maurizio e Manola per la Caritas, Silvana, Nina Bah, Megane e Grace. Oggi ci siamo ritrovati per conoscere questi ragazzi e per la realizzazione del sogno di Annick, che non è un unicum ma è la storia di tante persone che arrivano nel nostro paese e qua scelgono di vivere, nonostante l’estrema burocratizzazione dei processi di integrazione serva più a ledere i diritti civili che a garantirli”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 febbraio 2025







