BORGO SAN LORENZO – Spesso le cose non sono come sembrano. E’ il caso della vicenda dello spazio verde adottato tre anni fa in piazza Martin Luther King da Bioscienze a Borgo San Lorenzo. Di recente un lettore ha inviato ai giornali una foto, lamentandosi per il recente stato di incuria dell’aiuola.
A prima vista sembra dunque che la responsabilità sia di Bioscienze, che si sarebbe “dimenticata” di adempiere i propri obblighi. Non è così, e la responsabilità è invece tutta del Comune.

Che poco tempo fa ha fatto un nuovo bando, per assegnare un buon numero di spazi verdi. Compreso quello fino a giugno curato da Bioscienze. Il bando scade nel prossimo gennaio, e nel frattempo Bioscienze, che ha nuovamente manifestato la propria disponibilità, ha chiesto anche di poter continuare a fare la manutenzione dell’area in questo periodo di intervallo, e di concedere una proroga della concessione per poter intervenire. “Anche perché – nota Fulvia Penni -, l’area adesso è del Comune, e senza autorizzazione non siamo coperti da assicurazione, e non possiamo fare niente all’interno dell’aiuola, rischiamo anche una multa”.
Ma dall’amministrazione comunale non è venuta alcuna risposta.
E così l’erba è cresciuta, chi passa si stupisce, e magari attribuisce la responsabilità a chi invece in qualche modo è “vittima” di una situazione piuttosto strana e anomala.
Di fatto, l’adozione di uno spazio verde da parte di un’azienda, un’associazione, una società sportiva, è un favore che gli stessi fanno alla comunità e all’amministrazione comunale, facendosi carico di mantenere e abbellire una parte del paese. E andrebbero ringraziati e facilitati. Invece sono stati gravati di oneri burocratici assurdi, compresa l’immissione dei dati su piattaforme informatiche (Start), la duplicazione delle domande. Non sarebbe stato più ovvio e semplice prevedere forme di rinnovo automatico delle concessioni?
“Peraltro – nota Penni – noi su quell’area abbiamo fatto investimenti di rilievo, impianto elettrico, impianto di irrigazione, piantumazioni, tutti regolarmente documentati. Non abbiamo messo due targhe e via. Io tengo tantissimo al decoro, e quell’aiuola è sempre stata impeccabile. Ora però siamo stati bloccati. Hai rifatto il bando? Ok, ma fino alla nuova assegnazione cos’è, terra di nessuno? Se è terra di nessuno allora è del Comune e l’erba la deve tagliare il Comune. Un’assegnazione provvisoria non era cosa impossibile da fare, per consentirmi di continuare a curare l’area verde. Per non parlare del peso della burocrazia. Noi siamo orgogliosi di aver curato finora quell’area, è stato un investimento economico e affettivo. E in fondo ha ragione il cittadino, perché percepisce quello che percepisco io: anche a me fa dispiacere questa situazione di incuria. Ma che avrei dovuto fare? Rimuovere la targa o mettervi sopra un bel sacco nero? Per me è un onore portare un abbellimento al paese, ma vorrei essere messa in condizione di poterlo fare. Proprio di recente ho visto iniziative belle e importanti come quella dei Marciatori, negli spazi verdi di piazza San Giovanni Bosco. E mi sfugge qualcosa, visto che a me non si concede neppur di tagliare l’erba su un’area che ho curato per tre anni”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Settembre 2024






