
BORGO SAN LORENZO – Che un soggetto sia un po’ particolare, e arrivi a dar fuoco a una tovaglia dell’altare centrale della Pieve di Borgo San Lorenzo, può capitare. Del resto in passato già aveva provato a dar fuoco al portone d’ingresso del Municipio.
Ma che qualcuno ne amplifichi il gesto, francamente, lascia allibiti. Vedere uno, che peraltro gestisce un noto esercizio commerciale borghigiano, che pubblica sul proprio profilo Facebook un video dove “intervista” e “gasa” l’incendiario, e lo fa con occhio furbetto – magari desideroso di pubblicità o click – porta a chiedersi chi sia maggiormente di fuori.
C’è poco da ridere. Perché ha fatto bene il pievano a non sporgere denuncia, e i Carabinieri a lasciar correre. Ma che senso ha “usare” un ragazzo – che peraltro non è neppure cattivo – per fare il ganzo? Che senso ha fargli lanciare accuse senza senso? Che senso ha dargli da intendere che ha fatto una cosa della quale andar fiero?
Ci sembra quantomeno irresponsabile. E anche un pelino squallido. Irresponsabile, perché al prossimo fuoco appiccato chissà dove ci sarà anche da ringraziare tutti coloro che hanno incoraggiato e applaudito il soggetto. Squallido perché di fronte a situazioni personali problematiche occorrerebbe rispetto e silenzio, e non “filmatini” sogghignanti su Facebook.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 maggio 2017





1 commento
Ha fatto male al ragazzo il pievano a non denuncire il ” noto commerciante” per istigazione a delinquere su un diversamente abile. Il commerciante va punito e messo alla gogna mediatica.