SCARPERIA – E’ iniziato nel Palazzo dei Vicari di Scarperia un importante convegno organizzato dall’associazione Produttori Biologici Mugello sul progetto “Marchio collettivo territoriale biologico Mugello – BIO_MU ”. Dopo l’introduzione del sindaco Federico Ignesti, è Giuseppe Pietracito a illustrare stato dell’arte e scenari per questa iniziativa nell’ambito del Progetto Integrato di Filiera approvato dalla Regione Toscana con capofila la cooperativa Agriambiente Mugello.
Il progetto ha un costo complessivo di oltre 4 milioni di euro ed ha ottenuto un finanziamento di 1.907.000 euro per investimenti nelle aziende coinvolte e per la creazione e promozione del marchio territoriale. Già oggi il Mugello è il territorio della Toscana con la più alta percentuale di superficie agricola utilizzata coltivata con metodi biologici, superiore al 30% con punte oltre il 50% nel territorio di Firenzuola dove sono oltre 50 le aziende iscritte all’albo regionale. Il progetto di Agriambiente coinvolge i comuni del Mugello con l’aggiunta di Londa e San Godenzo che sono le porte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi in provincia di Firenze.
Tra le aziende oltre al capofila troviamo la Coop Emilio Sereni, l’azienda agricola Valdastra e la Poggio del Farro di Firenzuola. I partecipanti al Pif sono 14 compresa l’Università di Firenze (GESAAF). Sono previsti interventi volti all’incremento e alla valorizzazione della produzione , alla riduzione dei costi, all’incremento della qualità e alla caratterizzazione del Made in Mugello, in collaborazione con i rispettivi trasformatori di ogni filiera impegnati attivamente, sulla stessa linea dei produttori, a fare del Bio Mugello un prodotto ad alto valore aggiunto nell’ambito della commercializzazione.
La neo costituita associazione dei produttori biologici, oltre a gestire il marchio biologico territoriale, avrà il compito di promuovere i prodotti in fiere e manifestazioni nazionali e internazionali e sui mass media. Gli ettari coinvolti nel progetto saranno oltre 3000.
Prevista stamani anche gli interventi di Nicola Lucifero del dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università degli studi di Firenze ed un rappresentante della condotta Slow Food del Mugello e del Levante Fiorentino.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 gennaio 2017






