BORGO SAN LORENZO – Il comune di Borgo San Lorenzo ha deciso di vendere le proprie quote della “Pianvallico”, la società pubblica che da anni si occupa di realizzare e promuovere le aree produttive del Mugello. In particolare, quando nacque, nel triangolo San Piero a Sieve, Scarperia e Borgo San Lorenzo.
Poi di fatto Borgo San Lorenzo non è mai diventato parte attiva, tanto che gli interventi hanno riguardato prima la zona di Pianvallico e, più di recente, Petrona – nell’area dove doveva sorgere la famigerata centrale a biomasse -.
Adesso Borgo San Lorenzo lascia e il sindaco Paolo Omoboni così spiega la decisione: “La normativa sulle partecipate è cambiata parecchio negli ultimi anni. Le amministrazioni pubbliche devono dismettere la partecipazione di società per la produzione di beni e servizi, se non strettamente necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali. Già nel piano di razionalizzazione davamo questo indirizzo.
“La Pianvallico – continua Omoboni – non può essere considerata strategica per il comune di Borgo San Lorenzo, sia per la quota esigua, (7,5%) sia per il fatto che nel nostro territorio comunale questa società non ha mai fatto investimenti. Probabilmente in passato è mancata anche un po’ di nostra attenzione sulle potenzialità della società. Ma adesso, con la normativa attuale, questo passo è necessario. Cosa diversa per il comune di Scarperia e San Piero e per l’Unione del Mugello. Non è certo una decisione di merito sull’andamento della società. Che dopo anni difficili ha comunque visto un bilancio 2015 in attivo, con diverse poste in gioco che si stanno risolvendo positivamente.”
Voler vendere però non significa vendere. Nel prossimo consiglio comunale di Borgo San Lorenzo si darà il via all’operazione. Ma perché Borgo esca veramente dalla Pianvallico, che non è più spa ma srl (ed è buffo che nell’ordine del giorno di Borgo si sia scritto invece, ancora “Pianvallico spa”), ci dovrà esser qualcuno che rileva le quote.
Ignesti, sindaco di Scarperia, non l’ha presa benissimo, e comunque rimarca un aspetto: “Scarperia e San Piero hanno utilizzato la società per promuovere lo sviluppo di insediamenti produttivi e creare posti di lavoro. Dicono che non è strategica, ma se avessero voluto potevano farla diventare strategica, come abbiamo fatto noi. Ogni comune comunque è libero di fare le proprie scelte”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 novembre 2016





