
FIRENZUOLA – Anche il sindaco Giampaolo Buti, con una nota, lancia l’allarme e mette nero su bianco la situazione difficile di Firenzuola sul fronte del sempre più insufficiente numero dei medici di famiglia. E’ dunque l’intero Alto Mugello e non solo Marradi e Palazzuolo ad avere questo problema drammatico.
Buti inizia fornendo alcuni dati significativi:
” – Medici di medicina generale attualmente in servizio: n. 2;
– Abitanti residenti nel comune: circa 4.500;
– Presenza di n. 3 RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) con oltre 200 posti letto;
– Presenza di un’alta percentuale di popolazione anziana;
– Presenza di 1 CAS (centro profughi) nella frazione di San Pellegrino con oltre 50 ospiti;
– Territorio di 272 kmq con numerose frazioni dove un medico di base svolge orario di ambulatorio (almeno in 5 località);
– Distanze dai centri abitati e servizi del Mugello:
• Firenzuola / Barberino di Mugello: km 25,8, 36 minuti di auto circa;
• Firenzuola / Scarperia e San Piero: km 23, 32 minuti di auto circa;
• Firenzuola / Borgo San Lorenzo: km 29, 38 minuti di auto circa;
• Firenzuola / Palazzuolo sul Senio: km 30, 41 minuti di auto circa.
Ai due medici in servizio è stata innalzata la soglia a 1.800 assistiti in modo unilaterale dalla ASL.”
“Come si evince dai dati sopra riportati – continua il sindaco – , manca un medico di base già dal 2023 e gli attuali medici in servizio sono sovraccarichi di lavoro, con inevitabili situazioni di stress. Vanno aggiunti tutti i cittadini non residenti e le condizioni meteorologiche estremamente avverse nella stagione invernale.
Quello che ci preoccupa è che, nel corso del 2025, probabilmente uno dei medici (quello che fa ambulatorio in cinque frazioni oltre al capoluogo) andrà in pensione.
I bandi per un posto di Medici di Medicina Generale, banditi negli ultimi anni per la nostra area, sono andati deserti.
Nell’attesa che il bando ci assegni un medico, è in corso un tentativo per un accordo temporaneo tra le ASL di Firenze e Bologna per potersi avvalere dei medici di base non massimalisti, operanti nei comuni dell’Emilia-Romagna confinanti, che hanno dato la loro disponibilità. Oltre ad accettare nuovi assistiti, si sono resi disponibili a svolgere servizio nel nostro territorio”.
“Credo sia urgente – dice Buti – arrivare al più presto a rendere operativo e flessibile questo accordo, per alleggerire il carico di lavoro sui due medici operanti. Non ritengo realistica la possibilità che i medici di base che operano nel basso Mugello abbiano la voglia di venire a fare ambulatorio a Firenzuola, o viceversa che i nostri concittadini scelgano medici del basso Mugello, anche perché ad oggi manca un idoneo mezzo di trasporto pubblico”.
Poi il sindaco si sofferma sulla continuità assistenziale: “Nel contesto sopra descritto, con il fine di garantire la giusta e doverosa assistenza sanitaria ai cittadini, è una priorità che la continuità assistenziale a Firenzuola sia sempre garantita.
Nello scorso mese di novembre ci sono stati alcuni turni scoperti, così come nelle recenti festività natalizie, tra Capodanno e l’Epifania, con profondo disagio per tanti cittadini (soprattutto anziani) a cui non è stata garantita l’assistenza necessaria.
La limitazione delle ore di turno che possono effettuare non aiuta e disincentiva i medici della continuità assistenziale a fare servizio a Firenzuola.
E’ fondamentale la presenza della Guardia Medica a Firenzuola, viste le distanze da altre postazioni del basso Mugello (ci sono frazioni come quelle della Valle del Diaterna, Piancaldoli, Coniale, ecc., che sono assai lontane dal capoluogo). La mancanza della Guardia Medica o del medico di base incentiva chiamate non congrue al 118, che impiegano il medico di emergenza in tipologie di servizi a cui non dovrebbe rispondere (vedi chiamate in RSA), sguarnendo così il territorio di un’ambulanza medicalizzata.
Nelle giornate di assenza del medico di continuità assistenziale, l’unica possibilità è recarsi in ambulatori con la presenza del medico di continuità, come Scarperia e San Piero o Marradi: una soluzione impossibile (per le distanze e perché chi non si sente bene non si imbarca in lunghi viaggi) oppure deve recarsi al Pronto soccorso dell’ospedale. Pertanto, occorre che l’azienda sanitaria adotti soluzioni flessibili, autorizzando, quando c’è necessità, turni di 24 ore.”
Buti conclude: “In primo luogo, voglio ringraziare, a nome dell’intera amministrazione, gli attuali medici di medicina generale per lo sforzo che hanno profuso in questi ultimi due anni molto difficili. La situazione è gravissima: dai numeri si evince senza ombra di dubbio che varie centinaia di nostri concittadini sono scoperti dal servizio sanitario del medico di base. Il diritto alla salute va garantito a tutti i cittadini e, se stiamo vivendo un periodo eccezionale, occorrono procedure eccezionali fino a che non si torna a regime. Per questo invito l’ASL a rivedere l’organizzazione del sistema sanitario e l’accordo con i medici di base, ormai obsoleto e non più attuale, oltre che ad accettare la collaborazione degli amministratori locali, che sicuramente hanno una visione reale dei bisogni dei cittadini”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Gennaio 2025




