SCARPERIA E SAN PIERO – Nel Giugno scorso, alcuni bambini e bambine con disabilità hanno partecipato ai GREST (gruppi estivi) delle Parrocchie di San Piero a Sieve (leggi articolo qui) e Barberino di Mugello. L’iniziativa è nata a seguito di due incontri che si sono tenuti a Gennaio a Borgo San Lorenzo, promossi da don Fabio Marella (responsabile dell’Ufficio della pastorale delle persone con disabilità dell’Arcidiocesi di Firenze), insieme a don Francesco Alpi (Viceparroco di Borgo San Lorenzo) e all’associazione La Casina Aps, sul tema dello spettro autistico. Da lì è nata una collaborazione con l’associazione Il Delphino, composta da famiglie che vivono quotidianamente la disabilità, il cui presidente Lorenzo Milani ha proposto di iniziare un percorso per aprire i GREST in programmazione anche ai loro bambini.
«Come presidente de Il Delphino, ma ancor più come genitore – dice infatti Milani – ho a cuore il fatto che i nostri ragazzi possano stare insieme agli altri non soltanto a scuola, ma anche nei momenti di crescita e socializzazione, e per questo ho pensato ai centri estivi delle parrocchie come opportunità di inclusione».
Insieme ai parroci di San Piero a Sieve, di Barberino di Mugello e di Borgo San Lorenzo, sono stati organizzati fra Marzo e Maggio due incontri formativi a Borgo e a San Piero per gli animatori e le animatrici dei GREST, con lo psicologo e psicoterapeuta Simone Provenzano.
A Borgo San Lorenzo la sala del Centro giovanile traboccava di persone. Ne parla Elisabetta La Porta, parrocchiana attiva nel catechismo e responsabile dei campi scuola: «È stato un momento toccante, nel quale il conduttore ci ha aiutati a comprendere il mondo di un bambino o di una bambina con disabilità, offrendoci strumenti pratici per relazionarsi con apertura e rispetto». Elisabetta racconta inoltre di essere rimasta molto colpita dal discorso del presidente de Il Delphino, sul fatto che all’inizio dell’estate vorrebbe spengere un interruttore, per riaccenderlo a metà settembre quando, con l’avvio delle scuole, suo figlio può riprendere una normale routine insieme ai compagni e alle compagne di classe.

Questa esigenza di maggiore inclusione si è dunque concretizzato con l’accoglienza ai GREST di San Piero a Sieve e Barberino di Mugello di alcuni bambini e bambine con disabilità, seguiti da educatori messi a disposizione dall’associazione. A Borgo San Lorenzo, dove i GREST si tengono in luglio, le famiglie hanno preferito continuare con l’esperienza più protetta dei concomitanti centri estivi offerti da Il Delphino.
Una sinergia preziosa, sulla quale interviene don Francesco Stortini, Viceparroco di Barberino: «Questa collaborazione ha permesso di realizzare ciò che il Vangelo ci invita a fare: aprire le porte a tutti. È un arricchimento non soltanto per le famiglie coinvolte, ma anche per noi che siamo chiamati a confrontarci con le loro vite e le loro storie, in un esercizio di crescita collettiva nella fede». Don Francesco racconta che già da qualche tempo, grazie anche alla volontà del parroco don Stefano Ulivi, e la sensibilità di alcune mamme, vengono organizzate nella sua unità parrocchiale feste e merende, dove bambine e bambini con e senza disabilità possono incontrarsi e conoscersi.
Anche don Daniele Centorbi rappresenta con entusiasmo l’esperienza dei gruppi estivi di San Piero a Sieve: «Dopo un iniziale timore dovuto all’inesperienza, abbiamo vissuto GREST più ricchi e autentici. Vedere i nostri oltre cento fra ragazzi e ragazze con e senza disabilità, giocare insieme con naturalezza grazie al supporto degli animatori, è stato emozionante e profondamente normale».
Sono proprio le giovanissime educatrici Martina e Sveva (16 anni) che, con Alessandro (17 anni), ribadiscono il concetto: «Dopo l’incontro formativo abbiamo adattato alcuni giochi per renderli più accessibili, e il risultato è stato per noi gratificante e arricchente. Speriamo che l’anno prossimo partecipino più bambini e bambine con disabilità, che le loro famiglie si sentano accolte e abbiano fiducia in noi».
Come spesso accade, il cambiamento richiede tempo per adeguare realtà consolidate. «Ma un inizio c’è stato – conclude don Fabio Marella – e queste due esperienze pilota mi rendono fiducioso che possano crescere e diventare un esempio anche per altre realtà».
Dove c’è voglia di collaborare e unire davvero le forze, i risultati si vedono, e qui non c’entra l’adesione a dettati di legge, c’è un bisogno che bussa alle porte delle nostre coscienze, quello di realizzare davvero una società inclusiva dove le differenze si incontrano e si scambiano doni, dove ci si educa e si cresce insieme, con pari diritti e pari dignità.

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Settembre 2025




