BORGO SAN LORENZO – Dal 1929 Manfriani è sinonimo di abbigliamento, non solo a Borgo ma in tutto il Mugello, un vero e proprio punto di riferimento che, dal 27 febbraio, dopo quasi 90 anni chiuderà i battenti.
Aperto da Gino e Natalina Manfriani, il negozio nasce come una vera e propria rivoluzione nel Mugello “tanto che – raccontano i fratelli Federico e Francesco – quando aprì fece scalpore, dando di che parlare per molto tempo”. In seguito due dei cinque fratelli entrarono a far parte dell’attività familiare. Primo fra tutti fu Federico che entrò nel 1947 ed a seguire Francesco, il più piccolo dei fratelli, nel ’64.
“Non avevo molta voglia di studiare – confessa Francesco – e il mondo della moda e dell’abbigliamento mi avevano sempre appassionato, per cui entrare a far parte di quest’impresa è stato un passo naturale, che mi ha sempre dato soddisfazione”. Il negozio nacque al piano terra della palazzina in angolo tra piazza Cavour e via Giovanni Della Casa, poi venne ristrutturato per la prima volta nei primi anni ’30 , acquistando l’appartamento al piano superiore che venne adibito a “reparto uomo”.
“La seconda ristrutturazione – raccontano i fratelli Manfriani – fu quella più importante. Infatti chiamammo l’architetto Calamai, il più famoso e bravo dell’epoca, che sviluppò il negozio come un unico blocco, ponendo l’attenzione sullo spazio creato dalle vetrine, quasi 50 metri di esposizione, che davano luce al negozio e la riflettevano nel paese”. Ultima innovazione, dopo l’ampliamento del 1970/’71 che ha visto l’apertura del terzo piano “riservato al pubblico femminile” fu il posizionamento di un ascensore adibito al trasporto di persone disabili in carrozzina, un’innovazione per quei tempi.
Adesso l’attività sta volgendo al termine ed i clienti più o meno affezionati si stringono attorno ai due fratelli ed a quell’attività che da sempre ha vestito generazioni di mugellani. “Amici e clienti – raccontano – sono accorsi appena hanno saputo, alcuni addirittura piangendo, chiedendoci spiegazioni e dimostrandoci tanto affetto e vicinanza. ‘Mica è morto nessuno’ gli abbiamo risposto, però ci ha veramente fatto piacere, vuol dire che abbiamo fatto un buon lavoro e che siamo riusciti a dare un servizio utile ai nostri compaesani”.
Tra i ricordi più speciali che Federico e Francesco si porteranno dietro di quest’attività che, si può dire, è stata la loro vita, ci raccontano di quando, durante la guerra, il piano terra fu adibito ad officina per la riparazione delle vetture degli alleati, oppure i tanti clienti più o meno famosi che hanno deciso di comprare nel loro negozio, come l’attore Marco Messeri. “Per noi – racconta Federico – ogni cliente è speciale. La cosa bella è che abbiamo servito tre generazioni ed adesso, che siamo ‘ai nipoti’ è tempo di chiudere”.
Irene De Vito – Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 gennaio 2017





