
FIRENZUOLA – Da oltre un anno a San Pellegrino, nel comune di Firenzuola, è in funzione un CAS – Centro Accoglienza Straordinaria. L’albergo Jolanda aveva dato la propria disponibilità ad ospitare un gruppo di profughi, e la Prefettura di Firenze aveva affidato a una cooperativa, la cooperativa Aurora, la gestione del nuovo centro aperto a San Pellegrino.
Ora però la struttura firenzuolina – che ospita circa 45 immigrati, soprattutto pachistani, nordafricani, siriani e afgani – è commissariata, perché i vertici della cooperativa sono stati interdetti e non possono avere rapporti con la pubblica amministrazione.
La cooperativa L’Aurora, che ha sede a Città di Castello in Umbria è stata inquisita perché avrebbe attestato la presenza di un numero superiore di migranti rispetto alla realtà, continuando così a percepire trenta euro al giorno per ciascuno di loro, presenti o assenti che fossero. Continuavano, cioè a incassare, sempre secondo l’accusa, anche in nome di chi non aveva mai messo piede o aveva già lasciato la struttura.
Questi fatti si riferiscono non al centro di Firenzuola, ma ad alcune strutture nelle Marche. Ma l’interdizione che ha colpito il presidente e i membri del consiglio della cooperativa, ha avuto effetti anche sul CAS di San Pellegrino.
Così è stato nominato commissario Marco Brintazzoli, direttore della Società della Salute Mugello. Finché la struttura non sarà aggiudicata a un’altra cooperativa. Il bando si è da poco concluso, pare vi siano state due offerte, e l’aggiudicazione è attesa per settembre.
Anche il Comune di Firenzuola tiene d’occhio la struttura, e Angelo Di Meo, consigliere delegato per sociale e sanità, insieme al commissario Brintazzoli ha ispezionato il CAS. “Il problema maggiore – dice – è quello dell’integrazione. Non ci sono particolari criticità per le condizioni igienico sanitarie, c’è solo qualche piccolo screzio tra loro, anche per la differenza di etnie, problemi di mobilita’ . E sembra che non tutte le visite e cure mediche previste siano state effettuate. Dovevano essere presenti più operatori, con diversi ruoli, ne abbiamo trovato soltanto uno, ed infatti sono pochi quelli che riescono a capire l’italiano. Ci sono poi carenze nell’attività di regolarizzazione dei documenti, e abbiamo trovato immigrati che sono da 14 mesi nel centro.
Il commissario ha cercato subito di mettere ordine, in collaborazione con la Prefettura, verificando la situazione per ciascun richiedente asilo. In particolare ce ne sono 3-4 che hanno richiesto la residenza a Firenzuola, perché hanno trovato lavoro e ci hanno detto che non sono ancora residenti perché la cooperativa non aveva adempiuto a questo compito nonostante le loro continue richieste.
Per questo dicevo che la questione primaria è una vera integrazione, che si fa rispondendo alle loro esigenze e alle esigenze o offerte del territorio. Non si possono abbandonare a loro stessi . Adesso alcuni frequentano la biblioteca comunale, altri partecipano ad eventi ludici e sportivi, e hanno iniziato a fare le visite richieste, ed anche le cure necessarie, ad esempio quelle odontoiatriche,ecc. Brintazzoli sta rimettendo a posto la situazione, in attesa del nuovo affidamento.”
“Il compito dei CAS – spiega il commissario Marco Brintazzoli – è di assicurare agli ospiti i loro diritti fondamentali e a fornire un’assistenza primaria, vitto e alloggio, apprendimento lingua italiana, assistenza sanitaria. Stiamo adoperandoci anche per dare la residenza ad alcuni di loro, che hanno un posto di lavoro, e che così potranno aprire un conto in banca e ricevere i pagamenti. Non sono invece previsti progetti individualizzati per ciascuno di loro, compito che invece spetta ai SAI, Strutture Accoglienza Immigrati. Di queste in Mugello ce ne sono diverse, e proprio ieri abbiamo trasferito un paio di ospiti di San Pellegrino. Diciamo che il mio compito è quello di tenere sotto controllo l’attività, e di farla ripartire laddove aveva delle criticità”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 Luglio 2023







2 commenti
Je suis dans le centre sa fais 14 jours on m’a rien fais comme soin et on m’a rien donné