Non ci riferiamo, per l’amor del Cielo, alla contribuzione fiscale, e neppure, in generale, a versamenti economici. La parola che in questo periodo, difficile e confuso, ci affiora alla mente, e che crediamo possa essere un indicatore importante per costruire il futuro, è proprio il verbo “contribuire”, dare un contributo. A chi, a che cosa?
Che il periodo sia difficile, sul piano economico e occupazionale, ce lo dicono ormai da qualche anno. E ognuno ha conosciuto, direttamente o indirettamente, aspetti di questa crisi: figli che non trovano lavoro, amici che lo perdono, famiglie in difficoltà economica. E ancora, attività che cessano, fondi pubblici che scarseggiano, difficoltà a promuovere iniziative sociali, culturali, d’impresa.
Una prima reazione, per molti, è stata di allarme e di difesa: mettere da parte, prudenza, risparmio, scarsa propensione a investire. E questo ha finito e finisce per innescare il rischio di ulteriori difficoltà, diminuendo ancora le opportunità, la disponibilità economica.
Nei periodi pieni di problemi aumenta l’egoismo individuale, ma alla lunga aumenta anche la creatività, la capacità di cavarsela. E aumenta la solidarietà. Le difficoltà o rattrappiscono, oppure fanno crescere e inducono a gesti d’amore.
Forse allora è il momento di spendere con maggior fiducia e coraggio la moneta del “fare la nostra parte”, del “fare del nostro meglio”. Del “contribuire”, appunto.
Gli esempi potrebbero esser tanti, nei più svariati settori. Gli imprenditori e gli istituti bancari, pur con la necessaria prudenza, dovrebbero scommettere di più, anche perché chi risica non rosica, e cercare di attivare iniziative in grado di creare nuove opportunità, ovvero nuovi posti di lavoro. In politica il rinnovo delle amministrazioni locali offre la possibilità di scenari nuovi. Chi ha vinto potrà continuare, magari con qualche furbizia in più, le vecchie logiche di potere, sclerotiche e dannose per la comunità, oppure aprirsi a un dialogo e a un atteggiamento diverso, capace di ascolto e di coinvolgimento in grado di accogliere con spirito nuovo il contributo di tutti. E quanto alle opposizioni, esse potranno limitarsi al muro contro muro, alla sterile e intermittente contrapposizione, oppure spendersi nell’esercizio della proposta, del suggerimento costruttivo, contribuendo così a una crescita complessiva della vita socio-politica delle nostre comunità.
Anche ognuno di noi, singolarmente, famiglie, associazioni, dovremmo contribuire di più. Diventando cittadini attivi. Il che vuol dire un sacco di cose: abbandonando anzitutto quello spirito di polemica e di insoddisfazione che è spesso semplice e un po’ ipocrita toilette di coscienza. Non vogliamo scomodare il kennedyano “Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, ma quello che tu puoi fare per il tuo Paese”, ma il concetto è quello.
Non si tratta soltanto di civismo. Piuttosto, vorremmo dire, di amore verso la comunità. Un amore che è scambio e dono. Quello che dimostrano ad esempio i tanti volontari delle varie associazioni che e gruppi che offrono parte del loro tempo per chi è nel bisogno. Pensiamo se i volontari di Misericordie e pubbliche assistenze tirassero i remi in barca quale impoverimento patiremmo, se lo facessero chi organizza spettacoli, eventi culturali o iniziative sociali di accoglienza, o chi è impegnato nelle tante società sportive che danno ai ragazzi occasioni di formazione e di crescita. E anche la Chiesa sarebbe più povera e triste se tutto fosse lasciato alle braccia e ai cuori di sacerdoti sempre in minor numero.
Sappiamo di dirlo in modo piuttosto banale: ma davvero siamo convinti che di fronte alle difficoltà dobbiamo resistere alla tentazione del farci i fatti nostri e del chiuderci in casa. Dovremmo piuttosto andare controcorrente e provare ad aprire ancor di più il nostro cuore. A partecipare, a contribuire in prima persona. Investire sulla fraternità, aumentare lo spirito di comunità, sostenerci gli uni gli altri, è il miglior investimento che in questo momento possiamo fare
Il filo
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto 2014


