MUGELLO – La Regione tende una mano ai piccoli comuni toscani e in misura ancora maggiore a quelli che vivono situazioni di disagio o che si trovano nelle cosiddette aree interne. Le risorse – venti milioni in tre anni a livello regionale- sono state stanziate con la legge di bilancio 2020: una proposta della giunta, approvata dal Consiglio regionale a dicembre. “Una misura concreta e un messaggio politico di attenzione e di vicinanza” sottolineano insieme il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore al bilancio e alla presidenza Vittorio Bugli, che oggi, martedì 5 febbraio, hanno chiamato a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze tutti i sindaci interessati. Tra questi i sindaci di Palazzuolo sul Senio, Marradi e Firenzuola, inseriti nella lista dei 190 comuni a cui andranno questi fondi.
L’idea era una riunione per fornire adeguate ‘istruzioni per l’uso’: per illustrare criteri e modalità decisi per l’assegnazione dei contributi e stringere i bulloni. I Comuni dovranno fare richiesta dei contributi entro il 28 febbraio. “Ma l’intenzione – spiega l’assessore Bugli – è anche quella di costruire insieme un percorso e un ragionamento più ampio: scambiarsi buone idee su investimenti che possono sostenere servizi e economie locali, tenersi costantemente informati sugli esiti, inserire il tutto all’interno di un database assieme ad altre linee di finanziamento e studiare insieme alla fine politiche più mirate per lo sviluppo di queste aree”.
Non si tratta di interventi stratosferisci, in verità: “Si tratta di cifre relativamente piccole, ma sufficienti ad assicurare investimenti che ora queste amministrazioni non si possono permettere” ribadisce il presidente Rossi, che torna poi a chiedere al Governo di finanziare più investimenti pubblici – qualcosa, dice, è stato fatto per le Province, ma non è sufficiente – e un serio piano industriale. “Questi aiuti ai piccoli Comuni – aggiunge l’assessore Bugli – possono diventare anche un sostegno alle aziende di quei territori, che possono essere coinvolte nelle opere e nei lavori da realizzare visto che in genere si tratta di contributi sotto soglia, con procedure non complicate e dunque veloci”.
“E’ un provvedimento molto importante: un’autentica boccata di ossigeno con risorse certe in tempi certi, che permetteranno dunque di aprire e programmare cantieri con cronoprogrammi precisi e in modo semplice” assicura Sandro Cerri, sindaco di Montecatini in Val di Cecina e responsabile per Anci Toscana dei piccoli comuni.
Non c’è una tipologia di intervento specifica per godere del finanziamento. L’importante è che si tratti di investimenti e che il contributo serva a realizzare nuove opere o nuovi lavori, da concludersi entro l’anno di concessione. Il Comune non dovrà aver ottenuto altri finanziamenti: la compartecipazione alla spesa è ammessa infatti solo con risorse a carico del suo bilancio.
Entro il 9 aprile sarà pubblicato il decreto con l’assegnazione delle risorse comune per comune. Subito sarà liquidato la metà del valore dell’opera del contratto dell’opera. I Comuni potranno richiedere anche contributi per interventi da realizzare in più annualità: l’importante è che le spese del singolo anno non superino l’importo del budget.
Il sostegno, il primo anno, non potrà essere richiesto per interventi su strade comunali, per le quali è previsto per il 2020 una misura a sé dalla legge di bilancio. Dal 2021 anche le strade comunali rientreranno poi tra le opere finanziabili, con l’obbligo però che almeno il 10 per cento (per i Comuni con meno di tremila abitanti) e almeno il 20 per cento (per altri) sia cofinanziato dalle singole amministrazioni.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 febbraio 2020






