MUGELLO – Silvio Frascati, scarperiese, lancia una proposta “pesante”, legata a un’esigenza reale: migliorare i collegamenti stradali tra Firenze e il Mugello. Via Bolognese e via Faentina sono strade ormai inadeguate, e occorre pensare a un’alternativa.
Scrivo in qualità di cittadino mugellano, nato e residente a Scarperia dal 1958, con una conoscenza del nostro territorio e, in particolare, delle sempre più critiche condizioni della Statale 65, la Bolognese. Questa arteria vitale, che per il tempo rappresentava un collegamento fondamentale, versa oggi in uno stato di crescente degrado, aggravato dalla mancata manutenzione e dagli impatti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, con conseguenze potenzialmente irreversibili per la sicurezza e la connettività del Mugello.
Mi sorge spontanea una domanda, che credo sia condivisa da molti concittadini: Perché le amministrazioni comunali del Mugello non hanno mai intrapreso un’azione congiunta e decisa per sollecitare la Regione Toscana a investire in modo significativo nella realizzazione di una nuova infrastruttura viaria? Immagino un sistema moderno, sicuro e veloce, che potrebbe includere tratti in galleria per superare le criticità orografiche e ambientali attuali.
Un’opera di tale portata non rappresenterebbe solamente una soluzione ai problemi di viabilità esistenti, ma si configurerebbe come un volano per lo sviluppo economico e sociale dell’intero Mugello. Creerebbe nuove opportunità di lavoro e conferirebbe una rinnovata rilevanza territoriale a quella che la storia ricorda come la fertile “terra nuova”. In un contesto in cui l’espansione urbanistica a sud di Firenze appare ormai satura, con limitate possibilità di sviluppo nella piana di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, escludendo le aree a rischio alluvione, il Mugello potrebbe rappresentare una nuova frontiera di crescita sostenibile.
Credo fermamente che sia giunto il momento per noi cittadini di prendere l’iniziativa. Propongo la formazione di un comitato civico con l’obiettivo primario di promuovere attivamente la realizzazione di questa vitale infrastruttura. Un collegamento strategico di soli 10-15 chilometri potrebbe consentire di raggiungere agevolmente il Piano del Mugnone o le aree a monte di Careggi, aprendo nuove prospettive di collegamento con il capoluogo regionale e con il resto della Toscana.
Confido nella sensibilità del vostro giornale nel dare risalto a questa importante questione, aprendo un dibattito costruttivo tra i cittadini, le amministrazioni e le forze politiche per il bene del futuro del nostro amato Mugello. Il Mugello ha sempre dato molto per la Regione, Autodromo, Invaso di Bilancino, variante di valico, discariche di Paterno e in ultimo quella scoperta da poco nell’alto Mugello, e molte altre attività. Dopo tanti sacrifici sul nostro territorio, la nuova viabilità è il minimo sindacale che la Regione può fare per il nostro territorio.
Silvio Frascati
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 giugno 2025





3 commenti
Sono d’accordo con il Sig. Frascati.
Aggiungo che anche la viabilità del capoluogo, specialmente in entrata dalla direzione di San Piero a Sieve, è piuttosto precaria. Se ne accorge chiunque cerchi di entrare a Borgo intorno alle 17,30 – 18.
Si ritrova imbottigliato nel traffico su entrambi i lati della Sieve.
Concordo pienamente. E’ piu’ fattibile area a monte di Careggi. In Pian del Mugnone non risolverebbe niente, semafori, strettoie, Salviati, Lapo, le Cure…già strade normalmente congestionate, basta un bus per bloccare tutto al Lapo.
Voglio aggiungere un tema non meno importante : quello della mobilità leggera.
Borgo disponeva di due bellissime piste ciclopedonali : quella verso Rabatta Sagginale e quella verso le Canicce.
Dico “disponeva” perché, dal mese di novembre 2023 in poi, a causa delle forti piogge, questo patrimonio di strade, frequentatissime, non è più nella disponibilità dei cittadini. Certamente crolli e frane lo hanno colpito duramente ma è altrettanto certo che dal primo crollo non è stata messa in atto nessuna opera di ripristino. Anche l’argine sinistro delle Cale, prima del Ponte Rosso, è crollato e sicuramente alla prossima acqua crollerà anche la parte soprastante della pedonale che decorre accanto a Via Don Sturzo.
Mi rendo conto che ci sono danni molto gravi alle strade a cui dare la precedenza ma vorrei segnalare una concreta eccezione a questo ragionamento.
L’ultimo tratto della strada che porta a Gabbiano, in prossima di Sant’Agata, era anch’esso crollato. Ma poiché è un tratto della Via degli Dei, che ha un indotto importante, ecco che è stato immediatamente restaurato.