MUGELLO – Tutto può diventar poesia, perfino una mascherina abbandonata per terra nella totale inciviltà.
Passando…in quel momento
mi ha colto impreparato
lei singhiozzando al vento
quest’ultimo suo fiato:
“non sono sola, è vero, ve lo passo
ma non così pensavo il mio trapasso
mai e poi mai quest’ultimo momento
l’avrei pensato stesa sul cemento!
Eppure bocca e naso t’ho protetto
a te e a chi ti stava dirimpetto.
Filtrando le vocali e consonanti,
urla, lamenti, e qualche volta pianti.
Anche se poco abbiamo condiviso
di stare guancia a guancia, viso a viso
adesso passo gli ultimi momenti
guardata dai passanti un po’ sgomenti.
Non chiedo niente, solo quel rispetto
che va accordato a chi si prende cura
di chi è un po’ più spavaldo, o fa il furbetto
o chi invece è zitto ed ha paura.
Caro e sconosciuto mascalzone
un bel cestino lo avrei preferito,
e non giacere al fin della tenzone
come soldato mezzo tramortito
dimenticato immemore tra tanti…
propr’io…che t’ho trattato con i guanti.
(Rubrica: Dai Lettori – Francesco)
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 giugno 2020




1 commento
Bellissima! Umorismo con un po’ di amaro e pungente, in puro stile toscano.
Grazie