
BORGO SAN LORENZO – Luca Tagliaferri è stato a lungo un bravo e appassionato cacciatore. Ora ama scrivere, e non poteva non ideare racconti che si intersecano con la propria esperienza di vita. Eccone uno che racconta del Re dei Cinghialai.
Dopo aver esercitato la Caccia del Cinghiale con i miei segugi per oltre trenta anni e successivamente la Caccia di Selezione a Caprioli, Daini e Cervi, in possesso delle patenti dopo esami regolarmente superati a pieni voti e pagamento annuale delle tasse dovute, mi ritenevo pieno titolo il Re dei cinghialai.
A caccia, ogni volta che ero in procinto di abbattere un selvatico una Farfalla della specie Acherontia Atrophos, comunemente detta “Sfinge di Morto”, mi si posava con tutto il suo peso sulla spalla destra dove imbracciavo il fucile ed il colpo andava dritto al corpo dell’animale.
Mancava al mio curriculum solo il Re dei Cinghiali, il Verro solitario, vecchio di alcuni anni, genitore di numerose cucciolate, grande, grosso e furbo, dotato di Coti lunghe e bianche sporgenti dalla bocca. Unico trofeo mancante alla mia orribile collezione.
Allora, sulla soglia della mia vecchiaia, decisi che era giunto il momento di completare la mia collezione. Dopo aver studiato per alcuni mesi le abitudini del Solengo, i suoi luoghi preferiti, le sue aree, una notte d’estate decisi di partire per compiere l’opera. La caccia regolare era chiusa, i cinghiali tranquilli ed inconsci dei pericoli, una notte d’estate alle tre, smontata la carabina con l’ottica e riposta in un borsone, mi avvio a piedi in direzione Stoppiolino, Poggio Prefetto, Acqua Bona.
Salgo il sentiero dello Stoppiolino, arrivo in Poggio Prefetto, cammino in direzione Mansarto e monto la Carabina, una Mauser in calibro 270 con ottica Zeiss variabile fino al 12×52. Poi mi avvio verso i Pascoli di Acquabona dove sapevo esserci la pastura del Re dei cinghiali: morbidi prati ed un laghetto.
Non so se avrò fortuna: ci sarà o no? Vedremo.
Furtivamente mi avvicino al luogo e quando scopro i pascoli, eccolo in mezzo al prato intento a rovistare con il suo potente grifo in cerca di insetti e radici, ignaro del pericolo, tranquillo, mangia e biascica con gusto. non mi accosto più di tanto. Duecento metri con la carabina sono più che sufficienti, non voglio allarmarlo.
Imbraccio l’arma e scruto nel cannocchiale. Voglio godermi il momento, lo vedo mangiare con gusto, lo sento perfino grugnire di piacere.
Lo inquadro al centro della tacca di Mira e mi preparo al colpo finale. Quando ecco la Farfalla posarsi pesantemente sulla canna della carabina proprio di fronte al cannocchiale impedendomi di mirare. Scuotendo la canna per liberarmi dell’insetto, metto in allarme il cinghiale che sparisce.
Scoronconcolo
Asino Sapiente
Dicembre 2023
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 gennaio 2024

