
MARRADI – Ancora una volta, venerdì 26 gennaio, la piccola Comunità di Crespino ha aperto le sue porte per accogliere e celebrare insieme all’Istituto Comprensivo, con i suoi ragazzi di Marradi e Palazzuolo, la Giornata della Memoria.
La giornata era fredda, ma rischiarata da un sole splendente,che rendeva luminoso il borgo appenninico, dove il tempo si è come fermato dall’eccidio del 17 luglio 1944 e il dolore di quei giorni si è dilatato fino ad ora. La sofferenza non ha confini e una pagina di storia locale ha abbracciato idealmente la storia e il dolore universale della Shoah.
Erano presenti le autorità civili e militari di Marradi e Palazzuolo, il mondo dell’associazionismo locale e tanti ragazzi; la presidente del Comitato Crespinese Irene Alpi dopo i ringraziamenti e le parole di benvenuto,ha terminato il suo intervento con una domanda: “A cosa serve la Memoria?”. Il Sindaco di Marradi, Triberti, ha ribadito di come non mai, ci sia bisogno della Memoria in questo presente in cui spirano paurosi venti di guerra e si riaffacciano pesanti idee antisemite.
Un pensiero comune si è rivolto alla guerra in Ucraina dove, dopo tanti mesi di battaglie non si intravede una possibile fine e più recentemente al conflitto fra lo Stato di Israele e Hamas, iniziato il 7 ottobre dopo il sanguinoso attentato in cui sono morte oltre un migliaio di persone, fra cui donne e bambini e alcune centinaia sono ancora ostaggi a Gaza. Quella striscia di terra, già duramente colpita, è diventata teatro di una infinita sofferenza, praticamente un campo di concentramento a cielo aperto e…. ancora una volta queste pagine ci dimostrano che l’uomo non ha ancora imparato niente dalla Memoria della Storia.
L’incontro di quest’anno aveva come tema “ I Campi” e il coordinatore Tiziano Lanzini dell’”Aned” si è soffermato sui campi di lavoro e di sterminio più famosi:Dachau, Mauthausen, Auschwiz. Ci ha fatto riflettere sulla mortalità che avveniva nei campi:a Dachau era del 33%; era infatti un campo di lavoro, sorgeva vicino alle fabbriche e gli operai erano dei “pezzi” (Stuck) che servivano per una produzione selvaggia e molto remunerativa per i proprietari e per il regime tedesco, al quale veniva dato una specie di affitto per i lavoratori consegnati.
Nel secondo campo, Mauthausen, la mortalità diventava del 71%, gli uomini lavoravano in modo durissimo nella enorme cava di pietra,che si raggiungeva con la famosa “Scala della morte”, dove ogni giorno morivano decine e decine di individui.
Infine, c’era il campo di Auschwiz-Birkenau, qui la mortalità era del 96%, era proprio dedicato alla distruzione di massa di ebrei e delle altre categorie perseguitate. La relazione del Lanzini è stata intermezzata dalle poesie e dalle riflessioni personali sempre così significative e commoventi dei ragazzi.
L’incontro è terminato con un canto “Non mi avete fatto niente”, il ritornello ripete “non mi avete fatto niente, non mi avete tolto niente. Questa è la mia vita che va avanti, oltre tutto, oltre la gente…… perché tutto va oltre le vostre inutili guerre”.
L’ultimo pensiero per i ragazzi e per tutti è di essere vigili e di non farsi catturare dall’abitudine dall’indifferenza. Il corteo, seguendo il percorso della memoria, si è spostato nel prato davanti al monumento ossario dove è stata dedicata una corona ai caduti con il rito dell’alzabandiera e con le note dell’Inno Nazionale.
E’ seguito un momento di condivisione e di ristoro presso il Circolo Crespinese. Ancora una volta il nostro grazie alla piccola, in realtà” grande” comunità che con determinazione mantiene viva la Memoria, sperando davvero che il seme piantato possa radicare e dare buoni frutti nel cuore dei nostri ragazzi.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Gennaio 2024




