“Il M5S non persegue più i diritti fondanti, in particolare la gestione autoritaria e apicale è in palese contrasto con il principio dell’uno vale uno e della democrazia dal basso”. Da tempo c’erano dei mal di pancia, ma l’ultima “deriva antidemocratica” di Grillo non l’hanno potuta digerire. Non solo le espulsioni dei deputati Artini e Pinna, avvenute “con motivazioni dubbie e contravvenendo alle regole del gruppo parlamentare”, ma soprattutto la creazione del cosiddetto “staff” o direttorio.
E hanno ritirato l’adesione dal Movimento.
Nell’area della Città Metropolitana di Firenze sono sette al momento i consiglieri che, nel corso di un incontro con la Stampa in Palazzo Medici Riccardi, hanno annunciato l’uscita dal partito politico di Beppe Grillo: Matteo Gozzi di Borgo San Lorenzo, Mirko Margheri e Francesco Tapinassi di Rufina, Marco Parolai di Loro Ciuffenna, Tommaso Cuoretti di Londa, Mirko Margheri e Saverio Galardi di Reggello.“Il Movimento così come è diventato non ci piace” tuonano all’unisono i sette, perché “assume i peggiori connotati di quella forma partitica che noi combattevamo e rifiutavamo”. Tante sarebbero state le domande che nel tempo non avevano ricevuto risposta. Dopo l’espulsione dei due parlamentari, si erano anche recati sotto casa di Grillo a Marina di Bibbona per avere un cenno, delle spiegazioni, che non sono mai arrivate. E le speranze di poter agire per modificare lo stato di cose sono svanite. E la sensazione di disagio che da tempo stava maturando per le troppe contraddizioni, tra cui il perché un movimento che fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia non ha mai divulgato la composizione del suo staff o chiarito il suo ruolo, ha portato all’inevitabile scissione.
“Dichiariamo -dicono i sette- il nostro totale dissenso verso la deriva autoritaria e antidemocratica presa dal movimento e annunciano quindi alla cittadinanza e alle istituzioni di cui facciamo parte, l’uscita dall’organizzazione politica denominata ‘Movimento 5 Stelle – Beppe Grillo.it’”.
Saverio Galardi, che è anche consigliere metropolitano per l’M5S, abbandonerà quel seggio dopo il 10 gennaio, data in cui dovranno essere discussi gli emendamenti da lui presentati agli articoli dello statuto metropolitano.
Galardi e gli altri sei hanno poi diffuso un appello per la costituzione di un nuovo soggetto politico che “recuperi l’eredità degli ideali e dei principi fondanti del Movimento 5 Stelle”.
Per quanto riguardano il Mugello sorgono alcune domande: cosa farà Gozzi a Borgo San Lorenzo, si dimetterà da consigliere visto che è stato eletto con il simbolo del M5S? Aderirà ad un altro gruppo? E i consiglieri pentastellati Aldo Nuzzo di Dicomano e Viviana Rossi e Elisa Barlazzi di Scarperia e San Piero accoglieranno l’appello di Galardi?
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2014




