BORGO SAN LORENZO – Il sindacato attacca sulla sanità in crisi in Mugello: “La salute pubblica non può essere sacrificata sull’altare dei tagli”. Ecco la nota completa:
Dopo mesi di appelli rimasti inascoltati, la situazione del servizio di Diabetologia dell’Ospedale di Borgo San Lorenzo è ormai al limite del collasso.
Il medico specialista che da febbraio garantiva, da solo, la continuità dell’attività era presente soltanto tre giorni alla settimana: una condizione già critica per un servizio che assiste oltre 3.500 pazienti cronici.
Ora, a inizio del nuovo anno, anche quell’unico medico lascerà il servizio per trasferirsi in un’altra azienda sanitaria, e ad oggi non esiste alcuna certezza sulla sua sostituzione.
Un fatto che, se confermato, segnerà di fatto la fine del servizio diabetologico pubblico nel Mugello.
Da mesi la popolazione vive una condizione di disservizio e abbandono. I pazienti seguiti fino a pochi mesi fa a Borgo San Lorenzo si trovano ora costretti a viaggi estenuanti verso Firenze per visite di controllo, certificazioni per la patente, monitoraggi post-ricovero e altre prestazioni fondamentali.
Parliamo di trasferte di 40 km per chi vive nella parte centrale del Mugello, ma che arrivano a oltre 80 km per i residenti dell’Alto Mugello, spesso anziani, fragili o con difficoltà motorie, costretti a superare passi appenninici per accedere a cure che dovrebbero essere garantite sotto casa.
Per molti di loro è necessario ricorrere ai mezzi messi a disposizione dalle associazioni di volontariato locali, come ambulanze e autovetture per il trasporto socio-sanitario.
Ma anche queste realtà, da tempo, soffrono una grave carenza di volontari e risorse, rendendo ancora più complesso garantire la continuità dei servizi e gli accompagnamenti verso le strutture fiorentine.
Una spirale di difficoltà che colpisce in modo diretto i cittadini più deboli, trasformando un diritto in un percorso a ostacoli.
“È inaccettabile che un territorio montano e rurale come il Mugello venga lasciato senza un servizio essenziale come la Diabetologia – denuncia il sindacato -. Qui non parliamo di un ambulatorio qualsiasi,. ma di un presidio che seguiva migliaia di persone con una patologia cronica complessa. Questa scelta mette a rischio la salute pubblica e rappresenta un vero e proprio attacco al diritto alla cura.”
A testimoniare la gravità della situazione, in questi giorni anche i medici di base del territorio hanno lanciato un appello pubblico, denunciando apertamente sulle testate locali le gravi criticità sanitarie generate da questa mancanza di continuità assistenziale.
Le loro parole confermano quanto già segnalato dal personale sanitario e questa organizzazione sindacale il servizio diabetologico è ormai al collasso operativo, e l’intero sistema territoriale rischia di essere travolto dagli effetti di un disinvestimento che dura da mesi.
Come se non bastasse, negli ultimi tempi si è assistito anche a una progressiva riduzione del personale infermieristico, già messo a dura prova. Dopo la mancata sostituzione dell’OSS andato in pensione, ora è venuto meno anche un infermiere, riducendo ulteriormente la capacità operativa del servizio. Un impoverimento che non può essere definito casuale, ma che appare come un disegno di progressivo smantellamento.
La conseguenza è stata anche la crescita, inevitabile, del ricorso a specialisti privati: un fenomeno che crea disuguaglianze evidenti tra chi può permettersi visite a pagamento e chi invece resta in lista d’attesa, privo di alternative.
“La Regione e l’Azienda Sanitaria devono assumersi la responsabilità di questa deriva – continua la nota sindacale -. Non si può parlare di sanità di prossimità e poi abbandonare territori interi alla logica dei numeri e dei tagli. È un fallimento della politica sanitaria regionale.”
Il sindacato chiede con urgenza e determinazione:
- il ripristino completo del personale medico ed infermieristico;
- una programmazione trasparente sul futuro del servizio diabetologico;
- la garanzia della piena funzionalità del presidio ospedaliero di Borgo San
Lorenzo.
La popolazione mugellana non può più aspettare.
Non può e non deve diventare “paziente di serie B” in una sanità a doppia velocità, dove chi vive in montagna o nelle aree periferiche paga sulla propria pelle il prezzo dell’inefficienza e dell’indifferenza istituzionale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 ottobre 2025




