Il parcheggio della stazione ferroviaria di Marradi alle 8,30 di mattina ti mette di buon umore, pieno di macchine con targhe dei paesi bassi, sembra di essere a Bruxelles invece che in una piccola enclave di romagnoli nella provincia di Firenze. Olandesi, Belgi e qualche Francese da tempo scappano dalle loro pianure per passare qualche giorno di ferie tra le montagne appenniniche , sembra che le adorino. E poi, vuoi mettere, a un ora da Firenze e da Ravenna , per loro il treno di Dante è già realtà. Sbarcano a frotte da costosi macchinoni con passeggini e tanti bambini ,due o tre per coppia, biondi , la pelle arrossata anche da questo sole latitante, pantaloni corti, maglietta e sandali nonostante i quindici gradi.
La stazione scalcinata di Marradi – Palazzuolo sul Senio non ti fa venire in mente quelle stazioncine svizzere tutte gerani e pittura fresca dove magari ti piacerebbe abitare.
Una bella fila di porte in alluminio è il primo ostacolo per i nordeuropei che cercano invano l’ingresso. Dopo aver provato tutte le porte, chiuse a chiave, ne trovano una che, dopo vari spintoni, si apre e ti catapulta in una sala d’aspetto triste, come un panino Fattoria dell’autogrill.
Ligi al dovere si presentano di fronte all’unica macchina per i biglietti, tentano invano di accedere al programma di biglietteria tramite touch screen, ma nonostante l’insistenza l’unica cosa che si vede sullo screen sono le ditate e non c’è nemmeno un Rom ad aiutarti. La macchina non va ormai da giorni.
Spaventati e delusi si rivolgono al bar della Stazione, ma è da tempo ormai che i bar non hanno più la macchina bigliettatrice perché un illuminato amministratore pensò che, con la biglietteria automatica, poteva risparmiarsi l’aggio dovuto ai gestori dei bar. E’ il panico, li vedi con gli occhioni azzurri sgranati mentre tentano di capire le spiegazioni in romagnolo dagli avventori del bar che, col frizzantino in mano, li indirizzano al binario spiegando a gesti che possono fare il biglietto sul treno. Naturalmente i primi che incappano nella disavventura lo spiegano agli altri. E commentano in olandese dapprima indignati e poi la prendono con filosofia.
Naturalmente poco prima dell’orario non può mancare l’arrivo di un tedesco che ,con teutonica precisione, ha comprato il biglietto del treno a Palazzuolo dove una tabaccheria vende quelli Kilometrici. Si avvicina all’obliteratrice mentre gli altri lo guardano con un po di sana invidia, introduce il biglietto che la macchinetta ingoia e non restituisce, nemmeno presa a cazzotti.
Mentre tutti si divertono arriva il treno e sulla banchina del binario scende il capotreno che, di fronte a 40/ 50 turisti senza biglietto, allarga le braccia e apre le porte.
Sacramentando ? non si sa! Il primo che sale si gira verso gli altri ed esclama “we are in Italy now”. Eh già! E’ l’Italia bellezza !
Grazie per il racconto. Sono stato spesso a Marradì e posso immaginarmi chiaramente la situazione con tanti olandesi nella piccola stazione. Penso che Marradì ha un passato turistica importante, ma adesso, purtroppo, mi sembra di essere un posto dimenticato. Spero che mi sbaglio.
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2 commenti
Roba da matti! Fate bene a segnalare queste situazioni. Peccato che anche gli amministratori pubblici siano parecchio disattenti
Grazie per il racconto. Sono stato spesso a Marradì e posso immaginarmi chiaramente la situazione con tanti olandesi nella piccola stazione. Penso che Marradì ha un passato turistica importante, ma adesso, purtroppo, mi sembra di essere un posto dimenticato. Spero che mi sbaglio.
saluti cordiali
Herman Zunneberg
Deventer, Olanda