
BARBERINO DI MUGELLO -Da un po’ di tempo in qua, sulle nostre strade, spuntano come i funghi in autunno i cosiddetti “dossi artificiali” o “dissuasori di velocità”. Sono i proprietari delle strade che li installano; nel nostro caso, le amministrazioni comunali.
I male informati sostengono, non senza validi argomenti, che gli amministratori comunali, non avendo le risorse per ripianare le “buche” sulle strade, anch’esse in numero crescente’, i soldi preferiscono spenderli nell’installazione di questi odiosi “poggioli”, dando così pratica attuazione al proverbio che dice: poggio e buca fanno pari. Ma non è proprio così

I dossi artificiali, invece, servono, o dovrebbero servire, a contenere le esuberanze degli automobilisti e di quei motociclisti indisciplinati, che, nella loro inciviltà, tendono a considerare la normale viabilità alla stregua dei circuiti di Formula uno o di Motogp. Questi incivili, che di altro non si tratta, rappresentano tuttavia una percentuale bassa rispetto agli automobilisti e motociclisti “normali”, ovvero quelli rispettosi delle norme e dei segnali stradali e, non ultimo, delle loro macchine; con quello che costano la manutenzione e le riparazioni.
E, tuttavia, per punire i primi si sacrificano la tranquillità, le vetture e anche la vita dei secondi, che sono la maggioranza e questo per il fatto che la posa in opera di alcuni (molti) di questi dossi, fatta eccezione per quelli realizzati con elementi di gomma avvitati per terra, viene effettuata in conglomerato, e affidata ad esecutori, veri maestri della cazzuola, che li costruiscono come fossero delle rampe di lancio.
Dite che è un’esagerazione? Consultate, su internet, il sito www.dossokiller.it. Provate poi a transitare a più di 20 Km all’ora sul dosso che c’è davanti alle Scuole elementari di Barberino di Mugello e poi vedrete! Oppure a transitarvi, a velocità anche moderata, con un autobus di linea, con un’ambulanza che trasporti un ferito, oppure con un mezzo attrezzato che trasporti una persona anziana o, peggio, un disabile seduto in carrozzina. Volano tutti quanti per aria.

Per capire come sta la faccenda, può essere utile documentarsi sulle norme che regolano il posizionamento e le dimensioni di questi dossi artificiali. Le si trovano all’ art. 179 del D.p.r. n° 495 del 16 Dic. ’92, che dà regolamentazione all’art. 42 del Codice della strada, dove si legge che questi sistemi di rallentamento della velocità “possono essere posti in opera solo su strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, ecc.” e che “Ne è vietato l’impiego sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento”. Il Ministero dei Lavori pubblici, con direttiva del 24 Ottobre 2000, ha ulteriormente precisato che “quelli eventualmente collocati su itinerari di attraversamento dei centri abitati, lungo le strade più frequentemente percorse dai veicoli di soccorso, di polizia o di emergenza, o lungo le linee di trasporto pubblico, devono essere rimossi”.

Con riferimento ai dossi realizzati davanti alle Scuole elementari di Barberino di Mugello, uno in particolare, vi pare che quel tratto di strada sia situato all’interno di una strada residenziale o sia un attraversamento di un parco oppure collocato all’interno di un residence? Considerate che il già citato art. 179 definisce le zone residenziali come:” zona urbana in cui vigono particolari regole di circolazione a protezione dei pedoni e dell’ambiente, delimitata lungo le vie di accesso dagli appositi segnali di INIZIO e di FINE ZONA”. Quel tratto di strada sembra, invece, meglio configurarsi fra gli itinerari che la direttiva del Ministero dei Lavori pubblici ha stabilito debbano essere privi di ostacoli; tipo i dossi artificiali.
Già questi argomenti dovrebbero essere sufficienti per ingenerare dei dubbi circa la corretta installazione di questi dissuasori; ma c’è di più.
Il Decreto attuativo prima richiamato stabilisce anche le misure, in altezza e in larghezza, dei dossi artificiali. Queste variano in funzione dei limiti di velocità vigenti sulla strada e sono così definite:
- per limiti pari od inferiori a 50 km/h larghezza non inferiore a 60 cm e altezza non superiore a 3 cm;
- per limiti pari o inferiori a 40 km/h larghezza non inferiore a 90 cm e altezza non superiore a 5 cm;
- per limiti pari o inferiori a 30 km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm.
Il massimo dell’altezza consentita è pertanto di 7 cm, non di più. Ma se un’ Amministrazione li fa costruire di un’altezza, ammettiamo, di 10 cm. cosa può voler significare?
- Che su quel dosso si può transitarvi al massimo a 20 Km. orari; di giorno,di notte, giorni di scuola, giorni feriali e feste comandate?;
- Oppure che è consigliabile, potendo, transitare da un’ altra parte.
Alcuni di questi dossi vengono realizzati aggirando tutti gli ostacoli legislativi, in quanto le opere di rallentamento vengono configurate come “passaggio pedonale rialzato” o “opere architettoniche di rialzamento”, le quali, essendo completamente prive di normativa, pur avendo le caratteristiche di un dosso, sembra non ne debbano rispettare le limitazioni. Pare di essere in Italia! La cosa curiosa è che qualcuno di questi passaggi pedonali rialzati viene segnalato, alcune decine di metri prima, con il cartello “Dosso artificiale”; senza però rispettarne le norme. Sì, siamo proprio in Italia.
Il termine di “dissuasori”, attribuito a tutti questi ostacoli artificiali, calza a pennello sull’ effetto che producono nella maggior parte dei cittadini, me compreso, i quali non ne possono più di questi continui stratagemmi, come pure delle tasse automobilistiche, delle accise sui carburanti, i pedaggi, le buche sulle strade, balzelli vari ed ora anche i sobbalzi.
Siamo veramente dissuasi; anche di andare a votare, per come ci amministrano.
La noce nel sacco
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 marzo 2017


