
BORGO SAN LORENZO- Dopo la recente intervista ad Andrea Cini con cui ha suonato nel suo Last Christmas (articolo qui), siamo andati ad intervistare Carlo Tagliaferri, dj mugellano che ci ha raccontato la sua storia.
La notte è fredda, una di quelle fredde notti di dicembre che non sai se uscire o startene a casa. Alla fine, come sempre, vince il divano. Ma stasera lo divido con Carlo Tagliaferri, che si presta a qualche domanda.
Sei un dj che la lavora in diversi locali frequentati da persone più o meno normali? Sì, più o meno. Amo frequentare locali, club e tutto ciò che concerne il mondo della notte. Sono spesso in giro per questi ambienti. Sono dj e musicista. Cerco di far andare di pari passo le due cose, amo comprare i dischi ma sono anche iscritto in conservatorio, e questo mi permette di conoscere la musica nel suo insieme, dal classico all’underground. Mi rendo conto che la conoscenza approfondita di qualcosa è necessaria per diventare un professionista.
Attualmente suoni da qualche parte? La situazione è calma, ma il mio lavoro abbraccia molti ambiti. In questo momento ho concertato le mie energie per altri progetti, come colonne sonore per film e cortometraggi, e anche per opere di arte contemporanea. Sui social cerco sempre di condividere i miei progetti. Prevedo qualche disco in uscita per il 2017, ma sono scaramantico e non ti dico altro.
Quando hai cominciato? Ho cominciato circa dieci anni fa, quando un disco house ha attratto la mia attenzione. In casa mia si ascoltava di tutto, e trovando quel disco ne sono rimasto folgorato. Il fatto che a casa mia ci fosse sempre tanta musica mi ha portato ad avere una ricerca continua di dischi di vario genere. Dal funky di Pino Daniele all’elettronica oscura nascosta in un vinile berlinese. Poi le prime attrezzature e le prime feste nei locali della zona. Dalla prima volta è stata un’emozione, e penso che quel tipo di emozione la possa provare solo un dj. È emozione tutte le volte che suono. Dono agli altri delle sensazioni, e vedere che la gente ti ricambia ballando, non ha eguali. Conta la preparazione, ovvio, e avere un’idea del pubblico che ti troverai davanti. Serve tanta ricerca musicale: sono sempre alla ricerca del vinile raro. Ogni volta è una storia diversa, anche se poi, alla fine dei conti, che tua sia a suonare a Londra o a casa, la sinergia, se la crei, è la stessa.
Hai qualche dj di riferimento? Non ho top dj di riferimento. Ho qualche personaggio che per me è sempre un passo avanti. Il mio amico Mattia Lapucci, per esempio, che vive da anni a Berlino, che mi è da sempre “due dischi avanti”. Ovvero è un precursore. Come non menzionare l’amico Leo 101, che mi ha fatto conoscere tantissime realtà e tantissimi personaggi legati al mondo della notte. Anche parecchie persone fuori di testa che mi hanno fatto andare oltre, mi hanno aperto la mente.
Il futuro del mondo della notte qual è? Il mondo della notte è in crisi, in Italia specialmente, ma all’estero è considerato un vero e proprio business, incentivato anche dalle amministrazioni locali. Cosa che non avviene in Italia per molti motivi. Anche se, con le unghie e con i denti, tante piccole realtà stanno venendo fuori.
Riguardo all’intervista dell’altro giorno in cui il dj storico della zona ti fa i complimenti, che mi dici? Te l’aspettavi? Come ti sei sentito? Andrea l’ho conosciuto anni fa, quando mi ha dato la possibilità di fare un programma radio di notte, dove proponevo un suono molto notturno. È nata un’amicizia che ci lega ormai da anni. È sempre un piacere spulciare tra i suoi vinili!
Mi ha fatto molto piacere, è una persona che fa questo lavoro da quarant’anni in una realtà difficile come quella mugellana. Può piacere o non piacere, ma per me è sicuramente un mentore in questo settore, uno che sa come far girare le cose. Ha una cultura musicale infinita ed è stato un onore per me dividere un location così importante con migliaia di persone la sera di Natale. É stato difficilissimo, ma molto divertente, e credo che lo sia stato anche per la gente.
Sogno nel cassetto? Poter vivere, un domani, della mia musica. Ma è un’intervista vera? Cioè qualcuno la legge? Allora fammi ringraziare tutti gli amici che mi seguono in questo viaggio, che collaborano con me, in primis Leonardo ed Irene. Anche Luca Agnelli e la famiglia di Etruria, che anche se siamo su pianeti musicali diversi siamo legati da una profonda amicizia.
Insomma, la voglia di ascoltarlo mi è venuta e spero sia venuta anche a voi. Se vinco la mia battaglia col divano prometto di andarlo ad ascoltare.
Andrea Tagliaferri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 dicembre 2016


