Agostino Burberi, attuale presidente della Fondazione don Milani, replica alla lettera aperta con la quale alcuni ex allievi e soci hanno chiesto di ritirare l’intimazione per entrare in possesso dell’archivio di don Lorenzo custodito nella casa di Calenzano della famiglia Gesualdi; e di azzerare allo stesso tempo i vertici della stessa Fondazione (articolo qui):
“La prima cosa da dire – spiega – è che noi non abbiamo querelato nessuno. tecnicamente si tratta di una intimazione. I tempi non li abbiamo scelti noi, ma abbiamo agito adesso perché scadevano dei termini. Quando, un anno fa, Sandra ristampò il libro su don Milani e Barbiana, con la prefazione di Zuppi, cercando di dimostrare che era suo, intimammo con un avvocato alle edizioni Paoline che stavano facendo un lavoro sbagliato, perché il titolare è la Fondazione. Dopo un anno devi motivare, e stava per scadere questo termine, quindi abbiamo dovuto accelerare”.
Burberi replica anche alle accuse di non aver cercato un accordo prima di adire le vie legali: “È da quando sono presidente della Fondazione, che ho cercato in tutti i modi di trovare un accordo, ma ho trovato sempre il muro di Sandra. Ho chiesto a tutti i suoi amici, compresi quelli che si firmano lì, di darsi da fare per convincerla a trovare un accordo, tutti hanno fatto finta di niente. Io ho tentato in tutti i modi”.
E in merito all’anno del centenario afferma: “Noi – spiega – avevamo fatto un accordo con Sandra e con la Bindi di non sollevare questa questione durante il centenario; però in questo frattempo lei ha continuato a stampare libri, a valorizzarsi; e a fare queste cose non in accordo con la Fondazione ma da sola, quindi significa che non ha rispettato l’accordo che abbiamo fatto”.
Infine interviene anche sulla coda polemica che vi fu al momento della visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Mi hanno accusato anche di averli buttati fuori. Noi siamo una Fondazione democratica. Ogni due mesi facciamo incontri del Consiglio di Amministrazione, discutiamo di tutto e decidiamo. Rispetto alla visita del Presidente della Repubblica avevamo deciso insieme. Però Guido e un altro ex allievo si opposero e non vennero alla visita (articolo qui). Io non posso tollerare che quando si decide una cosa ognuno poi è libero di fare quello che vuole, altrimenti non siamo un’organizzazione. Da quel momento la mia posizione fu quella di dire allora vi escludo. Provai anche a chiedere un incontro per vedere se potevano fare un passo indietro. Loro si sono rifiutati, a questo punto quindi non c’era spazio”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Dicembre 2023






