
BARBERINO DI MUGELLO – C’è chi ci ha sempre creduto e chi invece ha remato contro. Ma niente, neanche quelle (poche) persone negative, sono riuscite a fermare l’entusiasmo di Michele Gramigni che, chi lo conosce lo sa bene, quando si mette in testa qualcosa è impossibile da arrestare. Ed infatti dopo 52 giorni, ed oltre 1640 km percorsi, ha raggiunto Marina di Avola, il punto più a sud d’Italia (articolo qui). Ad aspettarlo c’erano tantissime persone tra cui la famiglia, la fidanzata Arianna che gli è corsa incontro per abbracciarlo, alcuni colleghi corridori dell’ASD Barberino Runners e, ovviamente, il suo allenatore Alessio Iozzelli (articolo qui).

Sei partito molto motivato (articolo qui), ci hai sempre creduto? Assolutamente sì, fin da quando sono partito! Il segreto, forse, è che non ho mai pensato alla Sicilia, all’arrivo, ma alla tappa che dovevo percorrere, giorno per giorno. Poi, quando ho raggiunto piazza San Rufo a Rieti, il centro preciso d’Italia (articolo qui), un po’ perché in molti mi dicevano che “il più era fatto e che tutto sarebbe stato in discesa”, mi è sembrato che tutto fosse già finito. Con la mente ero già arrivato.
Non hai mai avuto momenti di stanchezza o scoramento? No. Anzi sì, quando la mattina suonava la sveglia alle 6.30! Sono sincero, via via che passavano i giorni e le tappe, avrei voluto restare a letto più a lungo. Ma avevo un obiettivo!
Hai mai pensato “Ma chi me lo ha fatto fare”? Mai! Perché tutte le persone che incontravo per strada, durante questo viaggio, mi hanno trasmesso una forte energia positiva, mi hanno sostenuto, ammetto che alle volte mi facevano sentire quasi un ‘eroe’. Ogni mattina mi svegliavo pieno di entusiasmo chiedendomi: ‘chissà chi incontrerò oggi, quali posti meravigliosi vedrò, come sarà la giornata’. Ogni giorno vivevo una nuova storia, una nuova avventura.
Qual è stato il momento più bello che hai vissuto, nel corso di queste 52 tappe? Sicuramente l’arrivo! Quando ho visto la mia ragazza, il mio babbo ed il mio allenatore. Tutto il viaggio è stato bello ma l’arrivo è un momento speciale.
Ci sono stati momenti duri? Certo, mentirei se dicessi di no. Due tappe in particolare ho ‘odiato’ perché il dislivello era impegnativo e mi sono trovato a dover percorrere sentieri che non erano stati curati e quindi è stato necessario tornare indietro, allungando i chilometri della tappa.
C’è qualcosa che ti ha deluso, che ti eri immaginato diversamente? No, l’unica cosa è stata l’accoglienza in Emilia Romagna (articolo qui) che pensavo fosse più calorosa. Ma mi sembra esagerato parlare di delusione!
Hai sentito l’incoraggiamento mugellano? Certo! Attraverso i social ho ricevuto tantissimo incoraggiamento. Quello che più mi ha fatto piacere è stato ricevere messaggi da persone che non conosco ma che hanno voluto mandarmi un messaggio ed un commento. Mi ha veramente commosso! E li voglio ringraziare perché non mi hanno mai fatto sentire solo, grazie!
Hai altri progetti in mente? Ovviamente non mi fermerò qui! Ma adesso non voglio parlarne sia perché voglio godermi appieno questo momento, sia perché voglio essere sicuro che sia possibile realizzare la nuova impresa che ho in mente. Ma quando sarà il momento saprete tutto, promesso!
A proposito, ma è un Guinnes World Record? Esatto! Quest’impresa non è mai stata realizzata prima ma era una sfida che avevo lanciato a me stesso e che ho vinto!
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Agosto 2021






