SCARPERIA E SAN PIERO – Tatiana Bertini, capogruppo di “Liberamente a sinistra” al Comune di Scarperia e San Piero stavolta ha diffuso un comunicato molto particolare. Perché affronta la recente vicenda di una donna che a Senni si è tolta la vita, e pone dubbi delicati e inquietanti. Che forse qualcuno giudicherà perfino strumentali.
“Sono momenti tristi -inizia Bertini- quando sentiamo di una persona che si toglie la vita e viene da chiedersi perché questo sia accaduto e se tutti, come comunità, avremmo potuto fare qualcosa. È quanto sembra sia successo nei giorni scorsi ad una donna di Scarperia e San Piero, che viveva una grande crisi economica a causa della mancanza di lavoro. Oltre ai gravi problemi economici che la affliggevano, nei giorni scorsi è apparsa anche la sua foto perché abbandonava “uno specchio carino perché qualcuno potesse prenderlo” (questo quanto avrebbe detto ad una conoscente), vicino ad un cassonetto di Borgo San Lorenzo”.
Bertini apre una parentesi su questo tema: “Come gruppo consiliare Liberamente a Sinistra, in commissione ambiente e territorio avevamo proposto un luogo dove poter portare oggetti ancora utilizzabili, per essere liberamente presi da altri o recuperati per renderli riutilizzabili, prima di andare in carico a Publiambiente come rifiuto, questo potrebbe volendo anche essere fatto prima del giro degli ingombranti di Publiambiente. E sicuramente quella del riutilizzo e di una seconda vita delle cose è una politica da percorrere”.
Poi rientra sul tema dell’atto suicida e contesta la pubblicazione di quella foto, peraltro di spalle: “Siamo d’accordo, le regole devono essere rispettate, ma perché mettere alla gogna mediatica chi sbaglia? È questo il senso civico che ci adoperiamo ad insegnare? Oltretutto -continua Bertini- chi abbandona rifiuti vicino al cassonetto commette sì un illecito amministrativo, ma senza inquinamento doloso, non equiparabile a chi getta rifiuti o batterie ad esempio, in un bosco”.
Ed ecco l’interrogativo inquietante, al quale peraltro nessuno potrà mai dare risposta: “Ci auguriamo -dice la consigliera di Liberamente a Sinistra -che questa non sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso portando la donna all’estremo gesto e chiediamo con urgenza che tutti i post che potrebbero offuscare la sua memoria vengano rimossi. E poi, davvero non siamo responsabili di politiche che hanno lasciato le persone nell’insicurezza e nella solitudine rendendo difficile una vita dignitosa?”
“Ogni uomo è mio fratello”, scriveva nel 1971 Papa Paolo VI, e sicuramente ognuno di noi ha sempre una responsabilità sociale. Ma c’è da domandarsi, in merito agli interrogativi posti da Bertini, se essi non siano perfino eccessivi e malposti. Collegare alla scelta del sindaco di Borgo San Lorenzo di pubblicare alcuni scatti di persone, peraltro mai riconoscibili, che abbandonano ai piedi dei cassonetti materiali di ogni genere, la possibilità che una povera donna si sia suicidata appare piuttosto azzardato. Perché quando una persona si toglie la vita è difficilissimo, anzi impossibile, entrare nei meandri della sua mente, e nelle motivazioni vere che l’hanno condotta a questo passo estremo. E davanti a tragedie del genere è consigliabile un rispettoso silenzio. Senza mischiare un dramma umano ad altre questioni, sicuramente opinabili e che è lecito discutere ma che resta difficile, e in modo del tutto soggettivo, correlare al mistero di scelte così tragiche.
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 agosto 2018


