
MUGELLO – Il Filo ha rivolto alcune domande ai candidati mugellani alle elezioni regionali e ai consiglieri regionali uscenti del nostro collegio. Oggi è la volta di Cristiano Benucci, ex sindaco di Reggello, Consigliere regionale uscente del Partito Democrertico, che vanta un record di presenze in Consiglio regionale non essendo mai risultato assente nelle 232 sedute dei lavori dell’assemblea.
Nato nel 1975, vive a Reggello, dove è iniziato il suo impegno politico che lo ha portato a ricoprire gli incarichi di Consigliere comunale, assessore, sindaco e presidente dell’Unione dei Comuni Valdarno-Valdisieve. Negli ultimi cinque anni è stato consigliere regionale del Partito Democratico, rappresentando i territori del Chianti, del Mugello, del Valdarno, della Valdisieve e i comuni di Bagno a Ripoli e Fiesole. Alle prossime elezioni regionali del 12 e 13 Ottobre, è candidato nuovamente nello stesso collegio, sempre con il Partito Democratico a sostegno di Eugenio di Giani Presidente. Si è occupato di infrastrutture, sanità, scuola, politiche sociali, sostegno al volontariato e sviluppo del tessuto produttivo, mantenendo un legame costante con cittadini, amministratori e associazioni. Ha contribuito a importanti riforme regionali, come la legge sui Custodi della Montagna e quella sulla Toscana diffusa, dedicate alla valorizzazione delle aree interne.

Partiamo dalla sua esperienza degli ultimi cinque anni, in Consiglio Regionale. Come la definirebbe, in sintesi?
“Il bilancio di questa legislatura è senz’altro positivo. Sono orgoglioso di aver contribuito a varare provvedimenti di avanguardia come gli “Asili nido gratis” una misura che la Toscana, unica Regione, ha messo in campo per venire incontro alle famiglie. Poi ancora il cammino iniziato per i libri di testo gratis per gli studenti delle scuole secondarie. Misure che puntano sulle nuove generazioni e sul valore della scuola. In questi anni abbiamo lavorato insieme alle amministrazioni comunali per “fare squadra” e conseguentemente per attrarre risorse sul territorio. Nello sport, nelle scuole come nelle infrastrutture la Regione ha finanziato molte opere che sono in corso di realizzazione, alcune di primaria importanza come le Case di Comunità e gli investimenti sui presidi ospedalieri, che rappresenteranno centri all’avanguardia per i servizi sanitari per tutti noi”.
Non è stata, in qualche momento, anche un po’ frustrante la vita del consigliere regionale?
“Ho cercato di portare in Consiglio, la mia esperienza di sindaco. I sindaci sono quelli che ci mettono sempre la faccia, nei momenti belli e in quelli brutti, che rispondono sempre al telefono: ho cercato di essere il rappresentante di un territorio, più che un rappresentante di un partito, e ancora meno il rappresentante di questa o di quella corrente. L’ho fatto concentrandomi sui problemi e garantendo presenza e impegno. Chiudo questa legislatura con il 100% di presenze in aula, ma non è un vanto, è un dovere. Specialmente in una legislatura come quella che ci lasciamo alle spalle che ha visto anche momenti difficili come il periodo dell’emergenza Covid. Se ripenso a quel periodo, come per ogni ognuno di noi, direi che è stato sicuramente il più difficile, umanamente prima di tutto”.

Qual è la cosa, o le cose, che in questi cinque anni l’hanno più soddisfatta e gratificata in Consiglio? E invece, qual è stata la maggiore delusione?
“Le cose che mi hanno gratificato sono i messaggi che ricevo e l’affetto della gente che mi riconoscono di essere rimasto quello di sempre, uno che risponde al telefono a tutti e a cui piace stare tra la gente sempre, non solo in campagna elettorale. La mia più grande delusione, che non riguarda solo il Consiglio regionale, ma la politica in generale, è vedere come spesso si dia più peso al consenso immediato, ai social, ai like, alle interviste e alla propaganda, piuttosto che al merito dei problemi. Mi fa sorridere quando qualcuno mi dice che sono un po’ “alla vecchia maniera”. Forse è vero, ma continuo a credere in questa idea di politica”.
Il pregio maggiore, e un difetto della presidenza Giani?
“Il pregio maggiore è aver garantito, anche attraverso leggi come Toscana diffusa e Custodi della Montagna, piena dignità a tutti i territori, con l’obiettivo di rafforzare i servizi per chi vive lontano dai grandi centri urbani. E poi la sua presenza costante, dai comuni più grandi ai più piccoli: non si può certo dire che si sia risparmiato. A volte è persino difficile stargli dietro. Possiamo dire che questo, se lo è, è il difetto”.

Mi consenta una domanda politica: la polarizzazione del PD attuale non rischia di penalizzare ulteriormente le posizioni più riformiste all’interno del gruppo consiliare?
“Il PD, per come lo intendo io, deve essere quel partito capace di dialogare con tutti, il partito del Lingotto dei tempi di Walter Veltroni. Un partito in cui convivono posizioni diverse, ma con la capacità di fare sintesi e di costruire insieme una visione comune. La discussione interna è vitale. Il vero problema nasce quando quella discussione non c’è”.
La campagna elettorale come sta andando? Che sensazioni ha? E della campagna elettorale degli “altri” (intendo sinistra e destra) che giudizio si sta facendo?
“Ho girato in lungo e il largo questo collegio che mette insieme tanti territori: Mugello, Chianti, Valdarno, Valdisieve ed i comuni di Fiesole e Bagno a Ripoli. Ho incontrato tanta gente che mi riconosce l’impegno di questi anni e mi incoraggia ad andare avanti. Ho raccolto tanti spunti interessanti. Spero in un buon risultato. Gli altri li incontro raramente nelle piazze e nei mercati; forse hanno stili di campagna diversi e frequentano altri luoghi”.

Parliamo di Mugello: quali sono a suo giudizio le principali priorità, e che impegni si prende?
“Le priorità del Mugello sono i servizi. Per vivere bene nel Mugello occorre rafforzare i servizi territoriali, in primis quelli sanitari. I grandi investimenti come gli oltre 40 milioni di euro messi sull’ospedale sono un segno tangibile dell’impegno in tal senso, a cui si aggiungono gli interventi per le case di comunità in via di realizzazione. Occorre però garantire che anche i territori più lontani abbiano assicurati servizi fondamentali come il medico di famiglia e il pediatra. Spesso i bandi in quei luoghi vanno deserti. Bene ha fatto il Presidente Giani a prevedere specifici incentivi che possono contribuire a risolvere il problema. Accanto a questo il tema dei trasporti, che per il Mugello è centrale. Abbiamo sperimentato come applicare le penali non abbiamo purtroppo risolto il problema. Occorre aprire un confronto serio, se serve anche in contenzioso, per assicurare gli investimenti previsti e la qualità e la puntualità del servizio”.
È favorevole all’utilizzo della ferrovia Faentina come metropolitana di superficie? Se ne parla da anni, ma occorrono investimenti e una volontà politica chiara che finora non si vede molto…
“L’ho detto più volte. La Ferrovia Faentina rappresenta un’ideale metropolitana di superficie. Per far questo occorre che Comuni, Città Metropolitana e Regione, si siedano ad un tavolo e concorrano tutti per garantire anche ai nostri territori un biglietto unico metropolitano a tariffa urbana, come già avviene per i comuni della piana e della cintura fiorentina”.
Perché un elettore mugellano dovrebbe votare per lei?
“Perché in questi anni, insieme ai sindaci e agli amministratori, abbiamo creato molte opportunità per il territorio e per il Mugello. Opportunità che hanno generato, con risorse regionali, investimenti importanti come non si vedevano da anni. Abbiamo approvato leggi innovative di cui sono stato orgogliosamente firmatario che finalmente pongono il tema della vita nelle aree lontane della città e in particolar modo della montagna. Infine, perché chi ha fatto il sindaco porta con sé un’esperienza maturata sul campo e tra la gente volta sempre alla risoluzione dei problemi e non agli sconti politici dentro e fuori i partiti”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Ottobre 2025





