MUGELLO – Il Sindaco della Città Metropolitana di Firenze Sara Funaro, in apertura del Consiglio metropolitano, ha fatto il punto sugli eventi metereologici del 14 e 15 marzo che hanno colpito i territorio della Metrocittà. Eventi di questa intensità, ha spiegato la sindaca, si sono verificati lungo l’asse del territorio che va da Sesto a Marradi con “un tempo di ritorno”, cioè con possibilità di accadimento, tra i 200 e i 500 anni.
Nel report fatto dalla prima cittadina fioretina si è sottolineato la risposta coordinata del Sistema Metropolitano inteso come somma di Enti territoriali, Prefettura, Forze dell’ordine Aziende di Servizi, Viabilità stradale (CM, ANAS, Autostrade, GS), RFI. Anche la Sala Operativa della Protezione Civile della Città metropolitana di Firenze ha svolto un ruolo centrale, processando nel periodo 13-15 marzo 1400 chiamate e 2000 chiamate nel periodo 13-18 Marzo.
Il report prosegue con l’impatto che l’emergenza ha avuto sui cittadini, tra persone isolate o evaquate per motivi di sicurezza dalle proprie abitazioni, e sulla rete viaria, messa in ginocchio in tantissimi punti del territorio. Il report, che comprende tutto il territorio della Città Metropolitana, si è concluso con un analisi degli eventi specifica tra territorio e specifici punti, che potete trovare qua sotto:
Vaglia
Allagamenti diffusi e frane fra cui alcune che minacciano abitazioni del capoluogo e la caserma dei carabinieri con emissione ordinanza di evacuazione. Attivato Soccorso Alpino e Speleologico e Soccorso Alpino Guardia di Finanza nella tarda serata del giorno 14.03. per l’isolamento della frazione di Pescina. Chiusa al transito la SS 65 Bolognese
Scarperia e San Piero
Allagamenti lungo l’asta del fiume Carza con particolare incidenza in zona Campomigliaio. Frane su strade vicinali e su alcune case sparse che hanno comportato evacuazioni ed isolamento di frazioni e case sparse fra cui Cerliano. Collasso tratto rilevato arginale ferrovia faentina.
Barberino di Mugello
Frane diffuse, significativo l’evento che ha determinato l’isolamento della frazione di Bovecchio;
Borgo San Lorenzo
Frane con evacuazione residenti frazione di Striano con elicottero. Evacuazioni per frane nel centro abitato di Ronta che hanno comportato anche l’interruzione della linea ferroviaria faentina con danni gravi all’infrastruttura ed alle dotazioni tecnologiche di comunicazione. Allagamenti nelle zone di fondovalle, Sagginale. Frane sulla SR. 302 in Località Razzuolo
Marradi
Allagamenti, frane erosioni fluviali. Danni ingenti per frane, fra cui alcuni flussi detritici, alla SR. 302 Faentina e alla Linea Ferroviaria faentina, ad oggi non percorribili. Danni ingenti anche alla viabilità comunale con nuclei abitati isolati e frane anche nel centro abitato principale che hanno comportato evacuazioni.
Palazzuolo sul Senio
Frane con isolamento di alcune parti di territorio. Frane sulla SP 477, SP 32 e SP 306. Coinvolta da una frana una discarica di RSU presente in prossimità del P.sso della Sambuca con coinvolgimento del torrente Rovigo che ha fluitato parte dei rifiuti
Vicchio
Allagamenti lungo la Sieve ed i suoi affluenti con coinvolgimento di edifici civili e aziende Ponte a Vicchio. Frane hanno determinato isolamento di frazioni e case sparse. Gestione con monitoraggio a vista del lago di Montelleri
Dicomano
Allagamenti lungo la Sieve ed i suoi affluenti con coinvolgimento di edifici civili e aziende con particolare incidenza nella frazione di Contea. Frane hanno determinato isolamento di frazioni e case sparse.
San Godenzo
Frane su strade comunali e vicinali con isolamento case sparse
ATTIVITÀ SVOLTE DA PROTEZIONE CIVILE CITTÀ METROPOLITANA
Nell’arco dell’emergenza la Protezione civile della città Metropolitana è stata coinvolta nelle seguenti attività:
- 19 riunioni congiunte di UDC/CCS in raccordo con la Prefettura di Firenze. La maggior parte delle riunioni si sono svolte in modalità mista (presenza Olmatello e a distanza dal territorio. Hanno partecipato forze dell’ordine, Regione comuni, aziende di servizi, reti tecnologiche, viabilità, Università, coordinamento del volontariato.
- Presidio rafforzato del personale in sala operativa (fino a 6 persone di giorno, 2/3 persone di notte)
- realizzazione di un WEBGIS distribuito in visualizzazione alle sale operative di 115,118 UTG, SOUP per la visione in tempo reale delle chiusura della viabilità
- presenza dei tecnici di pc nel comune di Sesto per supporto al COC e all’attività di gestione dei beni culturali con riattivazione della cella feezer presso il polo logistico della chiusa
- presenza personale all’Unione dei comuni di Mugello
- presenza personale al Comune di Marradi
- sopralluoghi con il servizio viabilità sulle strade di competenza nell’area del Mugello e alto Mugello
- sopralluoghi con personale del Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile e Regione nei comuni colpiti
- sopralluoghi nel Comune di Dicomano e Londa
- supporto con personale operatori del centro mobile al Comune di Vicchio per rimozione frane e apertura viabilità di abitazioni isolate
- operazioni di pompaggio acqua con idrovore nelle nostre scuole
- supporto con personale operatori del centro mobile di pc al Comune di Sesto fiorentino per rimozione fanghi alluvionali ecc
- supporto con personale operatori del centro mobile di pc al Comune di Rufina per rimozione fanghi alluvionali;
- preparazione e distribuzione di sacchi di sabbia al centro operativo la chiusa e trasporto dei sacchi al comune di Marradi e Palazzuolo fatto sia il 14/15 marzo che il 20/21/22. Nel corso dell’emergenza sono stati realizzati e distribuito oltre 5000 sacchi di sabbia
- attivazione squadre di volontariato a supporto dei comuni colpiti
- Interventi con idrovore da parte operatori del centro Mobile su scuole Superiori Chino Chini (Borgo San Lorenzo), Meucci (Firenze), Pontrmo (Empoli)
INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO DELL’EVENTO
L’evento ha interessato la Città Metropolitana di Firenze a partire dalle prime ore del 14.03.2025 con precipitazioni che hanno interessato inizialmente il bacino dell’Ema per poi formarsi una linea temporalesca con caratteristiche di forte stazionarietà che ha interessato un direttrice da SO verso NE approssimativamente collocabile fra le città di Livorno e Ravenna, ma che ha avuto i suoi massimi effetti nella zona posta fra Monte Morello e Marradi. Con riferimento alla linee segnalatrici di possibilità pluviometrica della Regione Toscana, consultabili sulla pagina web del SIR, i 247 mm di pioggia della stazione di Vaglia, di cui 169,8 sulle 24h, rappresentano una precipitazione di quasi 500 anni di tempo di ritorno e i 200 mm della stazione di Razzuolo di cui 174,5 sulle 24h hanno un tempo di ritorno di 200 anni. Passando alla parte idraulica, l’analisi è basta sui dati registrati dalle diverse stazioni di monitoraggio del Centro Funzionale della Regione Toscana, installate sulle aste fluviali. Per un analisi più dettagliata sarà necessario incrociare i dati registrati dagli idrometri con sopralluoghi ed osservazioni sul campo al fine di un raccogliere un quadro quanto più dettagliato, in particolare sul ruolo svolto dai torrenti minori, bacini che per loro estensione non hanno sistemi di rilevazione strumentale (esempio torrente Faltona, torrente Enza, torrente Garille, etc). Ad esempio l’idrometro del torrente Marina (Calenzano) ha registrato una piena importante ma non eccezionale mentre il torrente Marinella di Legri (Calenzano), affluente del torrente Marina e sul quale non c’è una stazione di monitoraggio, è stato probabilmente interessato da una piena quasi duecentennale a giudicare dagli effetti in termini di aree inondate confrontate con il Piano di Gestione del rischio alluvioni dell’autorità distrettuale. L’evento per poter essere analizzato deve essere diviso in tre bacini idrografici: – asta principale dell’Arno – bacino della Sieve – bacino Ombrone PT e Bisenzio
SIEVE
Il bacino del torrente Sieve è stato quello maggiormente interessato dalle piogge. Il bacino ha un estensione totale di circa 850 Km2, di questi circa il 18% (150 Km2 ) si trovano a monte della diga di Bilancino. I livelli idrometrici del torrente Sieve hanno raggiunto valori paragonabili a quelli del 1966. Il colmo di piena del torrente Carza (San Piero a Sieve) è stato alle ore 12:00 con una portata di 430 m3 mentre all’idrometro della Rufina il colmo è arrivato alle ore 20:00 con valori di oltre 800 m3 (oltre metà dell’acqua che transitata a Firenze proveniva dalla Sieve), valori inferiori, in quanto laminati dalle esondazioni avvenute a Contea ,a quelli registrati al Dicomano (1000 mc/s). Sicuramente ci saranno stati altri valori estremi, ma non essendoci gli idrometri installati nei bacini limitrofi (torrente Faltona, torrente Elsa Borgo San Lorenzo, torrente Levisone, ecc.), non sono stati rilevati.
Fonte: Città Metropolitana di Firenze
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 marzo 2025






