MUGELLO – Lo ha annunciato la consigliera regionale all’indomani del sopralluogo effettuto “insieme a due operatori del soccorso alpino, Stefano Rinaldelli e Daniele Cecconi , con i quali ho raggiunto il letto del fiume Rovigo e percorso un lungo tratto del fiume constatando di persona l’enormità del fenomeno””. Ecco la nota completa:
“Nei giorni scorsi si è tanto parlato di una frana sulla SP477 nel comune di Palazzuolo Sul Senio che ha riportato alla luce una vecchia discarica di rifiuti urbani e ha riversato nel sottostante fiume Rovigo una quantità ingente di plastiche, sacchetti e manufatti di varia natura.
Ieri mattina ho effettuato un sopralluogo insieme a due operatori del soccorso alpino, Stefano Rinaldelli (presidente regionale) e Daniele Cecconi (operatore della delegazione appenninica), con i quali ho raggiunto il letto del fiume Rovigo e percorso un lungo tratto del fiume constatando di persona l’enormità del fenomeno.
La protezione civile regionale insieme al sindaco di Palazzuolo Sul Senio Marco Bottino, con il quale ho avuto un colloquio, mi ha spiegato che è riuscito a liberare la SP 477 dalle numerose frane in tempi record e adesso sta lavorando per consolidare con delle palificazioni il piano stradale nel punto dove è venuta fuori la discarica.
È evidente che bisognerà intervenire per il consolidamento dei versanti lungo strada, ma nell’immediato, c’è la necessità di rimuovere con urgenza questa enorme mole di materiale dal letto e dalle rive del fiume, prima che si disperdano in una superficie sempre più ampia deturpando un paesaggio naturale, prima incontaminato. Il problema è capire come.
Al momento sono state messe delle reti trasversalmente al fiume che purtroppo non hanno impedito la corsa verso valle dei rifiuti, alcuni dei quali sono di piccole dimensioni e passano facilmente fra le maglie; inoltre in caso di ulteriori piogge, le reti, appesantite dal deposito di migliaia di sacchetti, potrebbero essere travolte dalla furia delle acque torrentizie.
C’è da dire anche che la conformazione orografica del luogo appare di impossibile accesso a mezzi meccanici e difficile anche a persone non abituate ad operare in situazioni critiche in montagna perché il fiume scorre in una gola con alte pareti rocciose.
Il grande numero di frane che ha interessato il territorio dell’Alto Mugello nel mese di marzo, sembra il frutto di una serie di concause che iniziano con l’evento sismico e si aggravano con le sempre più frequenti allerta meteo causate dal cambiamento climatico in atto.
Ho ritenuto quindi opportuno, presentare un’interrogazione al Presidente e alla Giunta Regionale, per sapere quale soluzione tecnica verrà adottata per la bonifica del Rovigo e consolidare il terreno nelle montagne del Mugello, cosa che si potrà fare efficacemente solo dopo un’accurata analisi scientifica delle cause, visto che in questi giorni in Consiglio Regionale si sono sentite le tesi più bizzarre e strampalate da parte dei negazionisti del cambiamento climatico che non perdono occasione per fare sterili polemiche a fini elettorali.
Fonte: Consigliera Regionale Silvia Noferi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – marzo 2025




